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Appena conclusa la cerimonia degli Oscar 2012 gli ambiti Academy Awards. Come al solito nessuno è contento un po’ perché non si possono premiare tutti i film (che premi sarebbero!) un po’ perché i criteri di premiazione sono sempre più arbitrari. Tuttavia non facciamo polemiche a quest’ora e in questa sede, andiamo un po’ a vedere chi si è portato a casa la preziosa statuetta di Oscar 2012.

Oscar 2012 è il trionfo di The Artist

Il trionfo telefonatissimo di The Artist era prevedibile, il film di Hazanavicius si è portato a casa miglior colonna sonora, miglior regia, miglior attore Jean Dujardin, miglior costumi e naturalmente miglior film. Nulla da obbiettare, un bel film premiato senza dubbio tuttavia il premio alla regia resta quello più strano da inquadrare quanto in gara c’erano Scorsese con un bellissimo Hugo e quel genio di Malick, ancora una volta snobbato. Anche Hugo però ha vinto cinque statuette tutte ‘tecniche’: miglior fotografia, miglior effetti speciali, miglior scenografia (unico premio italiano a Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo), miglior missaggio e montaggio del suono. Tutti meritati invece i premi agli attori: Dujardin come migliore protagonista è sicuramente una scelta scontata ma eccellente e lo stesso dicasi per la bravissima Octavia Spencer per The Help.

Oscar 2012Christopher Plummer per The Beginners si è portato a casa la sua prima statuetta in 60 anni di carriera accogliendola con queste dolci parole: “Sei appena due anni più vecchio di me, dove sei stato tutto questo tempo?“. E infine il premio a sorpresa a Meryl Streep che con la sua 17esima nomination e la sua terza statuetta l’attrice è entrata nella storia, ha raggiunto Jack Nicholson, Ingrid Bergman e Walter Brennan e si candida con questo ritmo a eguagliare il primato assoluto di quattro premi Oscar detenuto adesso dall’immensa Katherine Hepburn.

Meritata la statuetta alla sceneggiatura originale di Midnight in Paris, oggettivamente l’unico film che potesse vincere in questa categoria, e Allen come al solito non era presente a ritirare il premio! Un po’ dura da mandar giù invece la statuetta assegnata ad Alexander Payne per la sceneggiatura non originale di Paradiso Amaro. Trionfo annunciato per il bellissimo Una separazione di Asghar Farhadi, film iraniano che è per l’interpretazione la regia e soprattutto la sceneggiatura il meritatissimo vincitore della categoria miglior film straniero, un premio per cui l’Italia detiene il maggior numero di vittorie, 11 Oscar, ma che da troppo tempo latita nel nostro Paese (dai tempi de La Vita è Bella di Benigni).

Promossa a pieni voti invece la conduzione, Billy Crystal si è dimostrato come al solito un ottimo ospite, ha canticchiato, ha fatto qualche battuta, ha presentato con sobrietà l’omaggio ai deceduti dell’ultimo anno, momento sempre molto commovente, ha accompagnato con eleganza e ironia la serata al termine, e con lui grandi sono stati i co-presentatori, attori e attrici che hanno assegnato i premi. Si segnalano per bellezza e simpatia Emma Stone, la coppia Diaz-Lopez e il loro splendido lato B e Will Ferrell e Zach Galifianakis nel loro piccolo momento comico che ogni anno qualcuno si addossa.

Qualche piccolo rimpianto questa serata se lo porta dietro, a partire dal mancato premio a Terrence Malick per la regia, ma soprattutto alle bravissime attrici e ai bravissimi attori rimasti a bocca asciutta, su tutti Max Von Sydow, Jessica Chastain e soprattutto la bravissima Glenn Close.

Il giudizio dell’Academy è insindacabile, sempre più spesso imperscrutabile ma infondo a tutti va bene così, gli Oscar fanno sognare, ridere, arrabbiare e battere il cuore, e così continueranno a fare.

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