festival-del-cinema-di-roma-2013Al Festival Internazionale del Film di Roma è stato presentato Fuori Concorso La Luna su Torino, alla conferenza stampa tenutasi presso lo spazio BNL era presente il regista Davide Ferraio e il cast Walter Leonardi, Manuela Parodi, Eugenio Franceschini, Daria Pascal Attolini e il produttore Paolo Tenna.

LA LUNA SU TORINO Eugenio Franceschini (1)C’è un protagonista evidente nel film, ed è Torino?
Davide Ferraio: Si ma è una Torino declinata in una maniera un po’ particolare, cioè quella del 45° parallelo che è un concetto un po’ astratto, ma non tanto, perché credo che chiunque abbia attraversato la pianura padana, credo che prima o poi passa da questi cartelli sull’autostrada su cui c’è scritto “state attraversando il 45° parallelo” e se le persone si fermassero direbbero e ora? nel senso lì ti trovi a metà strada tra il Polo Nord e l’Equatore, sei in un posto in qualche modo magico e tutta la pianura Padana è attraversata da questa linea, Torino lo è, Casalmaggiore dove sono nato io, e c’è anche questo aspetto privato che mi lega a questa cosa. e mi ha affascinato molto questa idea di stare su questa linea che non è come gli altri paralleli, perché davvero stai a metà del mondo, e questa idea di stare a metà del mondo è una grande metafora del vivere oggi, dello stare in equilibrio, dello stare su un filo senza neanche rendersene conto ma applicando continuamente una grande capacità di stare in equilibrio. Ecco credo che il film sia un film sull’equilibrio e sulla leggerezza che occorre per fare gli acrobati inconsapevolmente.

LA LUNA SU TORINO Manuela Parodi (2)La sceneggiatura come è stata pensata? era tutto scritto o ci si è affidati all’improvvisazione degli attori?
D.F.: Ho fatto dei corsi all’Università e nei seminari cercando di demolire il concetto di sceneggiatura, soprattutto da quando mi hanno dei premi anche quello importante per la sceneggiatura che non hai mai scritto, Dopo Mezzanotte, che è stata candidata ai David di Donatello e ai Nastri d’Argento. Chi ha fatto con me il film lo sa che la sceneggiatura non è mai esistita, e allora questo per dire che molto spesso si scambia per sceneggiatura quello che in realtà è messa in scena, che è un lavoro diverso, e questo film aveva un qualcosa che era una sceneggiatura all’inizio, ma gli attori possono confermare, che ne abbiamo fatta abbastanza a carne di porco. Perché per me il cinema è ripresa e montaggio, molto più che sceneggiatura, parola scritta e altro.

Per voi attori come è stato recitare in questo modo?
Manuela Paordi:
Una delle caratteristiche geniali del film erano le idee geniali che aveva Davide durante la notte quindi arrivava sul set e diceva “ok è tutto cambiato” quindi c’era anche a livello di sceneggiatura diverse improvvisazioni.
Eugenio Franceschini: Questa è stata una delle prime cose che ci è stata detto da Davide “Guardate questa è la prima volta che io scrivo una sceneggiatura e comunque non la utilizzerò” quindi già da questa premessa si è capito l’andazzo, però è un modo di lavorare che porta i suoi risultati.
Daria Pascal Attolini: Una particolarità del lavorare su una sceneggiatura che c’è ma poi sparisce in un secondo è che ti permette di lavorare molto di più sull’atmosfera del film, e quindi questo equilibrio e disequilibrio continuo lo si crea non attaccandosi troppo alle battute con cui tu arrivi preparato ma che ti tolgono la possibilità di dare delle sfumature in più al personaggio e alla reazione che hai in quel momento con i tuoi compagni.
Benedetta Perego:  Il mio personaggio è abbastanza silente perché tutto quello che ho detto alla fine è stato trasposto poco nel finale, perché il mio era un personaggio di sguardi, e ovviamente marginale, ma nel senso che la parola conta fino a un certo punto, era più dove volevano andare le persone che erano dipinte da Davide, era un film di direzione che di parole e quindi di sceneggiature.

LA LUNA SU TORINO Walter LeonardiNel film è molto presente la presenza di Leopardi
D.F.: È stata una riscoperta, perché Leopardi come si dice nel film, lo insegnano a scuola e poi lo dimentichi. Inoltre gli si rapporta anche una figura un po’ stereotipata, un genio sfigato, e invece è un pensatore straordinario e modernissimo, perché il suo rapporto con il mondo è quello che abbiamo noi. Lui aveva capito tutto del mondo e non riusciva a farci niente, non riusciva a muovere una cosa per modificarla è quello che sentiamo un po’ tutti. Ha tutti è chiara la problematica dell’esistenza, ma lui riesce a spiegarla benissimo. Ecco perché nel film c’è Leopardi che è meglio che le dica lui certe cose che io.

Segui il nostro speciale con tutte le news sul Festival di Roma 2013

Ecco tutte le nostre Foto dal Festival:

[nggallery id=325]