la nostra terraIl nuovo lavoro di Giulio Manfredonia, La nostra terra, è stato proiettato oggi in anteprima presso la casa del Cinema di Roma. Al termine della proiezione, il regista, l’intero cast e l’autore della colonna sonora Mauro Pagani, hanno risposto alle domande dei giornalisti con molto entusiasmo.

Il film che si ispira al lavoro delle cooperative che operano sui terreni confiscati alle mafie, esce in tutte le sale italiane il 18 Settembre ma la produzione ha deciso di lanciare una pionieristica anteprima via satellite il 15 Settembre. L’evento coinvolgerà cinquanta città e sarà preceduto da un dibattito a cui parteciperanno anche Don Luigi Ciotti fondatore di Libera, una delle più famose cooperative attive su terreni confiscati. Giulio Manfredonia parla di La nostra terra come di un film complicato per le tante tematiche trattate.

E’ una storia vera che ha a che fare con la mafia però non la mafia intesa come organizzazione criminale ma la mafia in quanto mentalità. Il film mette in scena la lotta che le cooperative fanno lavorando nel tentativo di dire senza parlare e di mostrare con l’esempio un diverso modello di vita. E’ un film corale perché ho voluto mettere in evidenza come un gruppo di persone riesca, tra mille difficoltà, a fare qualcosa. Come anche in altri miei lavori ho provato a raccontare il lato leggero di vicende umane faticose. Per documentarci abbiamo visitato varie cooperative ma non facciamo riferimento a nessuna storia in particolare. Da ogni racconto ed esperienza abbiamo preso qualcosa.

Documentarmi più approfonditamente sul lavoro delle cooperative come Libera dice Stefano Accorsi intervenendo nel dibattito, è stato utile ed interessante per la costruzione di Filippo, il personaggio che interpreto. Naturalmente abbiamo deciso di estremizzare il suo conflitto per rimarcare il fatto che la sua indole, inizialmente, non è quella di chi va in prima linea. Personalmente penso che un grande ostacolo vada visto anche come una grande opportunità. Filippo all’inizio della sua avventura non è dello stesso parere ma col passare del tempo dovrà ricredersi.

Il secondo personaggio di rilievo del gruppo è il fattore Cosimo interpretato da Sergio Rubini che ne parla come di un personaggio ambiguo ma proprio per questo estremamente vero.

Giulio Manfredonia La nostra terraSono infastidito dell’immagine del sud che viene data dal cinema italiano. E’ un sud da cartolina sia in senso positivo che in senso negativo: o è estremamente solare ed accogliente o estremamente drammatico e crudele. Cosimo quindi mi piace proprio per questa sua complessità. E’ un uomo che si trova in una zona grigia ma, tramite l’opportunità che gli viene offerta, ha il coraggio di cambiare. Perché se nessuno ti mostra un’alternativa alla vita che hai sempre vissuto, difficilmente potrai cambiarla.

Tutta la lavorazione del film si è svolta all’aria aperta in un vero appezzamento di terra e gli attori, in molti casi, si sono dovuti “sporcare le mani”. Viene chiesto loro come sia cambiato il loro rapporto con la terra ed il lavorare la terra. Stefano Accorsi interviene per primo.

Da sempre amo stare a contatto con la natura ma, per la prima volta, mi sono reso davvero conto di quanto sia faticoso lavorare la terra. Questa ci dà tanto ma pretende anche tanto: tanta energia, tanto tempo, tanta fatica…

Interviene Maria Rosaria Russo che interpreta Rossana.

Anche la tua mentalità cambia a contatto con i ritmi della terra i quali sono rallentati ma precisi

Ma è anche bello tornare a casa, tra il cemento!, conclude con una battuta Stefano Accorsi.