Caught by the Tides: recensione del film di Jia Zhangke – Cannes 77

Tra i film più belli del concorso del Festival di Cannes, quello di Jia Zhangke è un nostalgico ed emozionante racconto che attraversa vent'anni di cambiamenti urbani, tecnologici, e soprattutto emotivi.

Caught by the Tides recensione film

Lo sviluppo urbano che ha caratterizzato la Cina a partire dal finire degli anni Settanta ha non solo introdotto il paese nel meccanismo della trasformazione urbanistica e della globalizzazione, ma ha anche drasticamente destabilizzato il panorama culturale in cui è cresciuta quella che diverrà poi la sesta generazione dei registi cinesi. Il principale esponente di essa è Jia Zhangke, autore di film come Still Life (2006, Leone d’oro a Venezia), Al di là delle montagne (2015) e I figli del fiume giallo (2018). Con ogni sua opera egli ha raccontato le trasformazioni della Cina negli ultimi decenni e con Caught by the Tides, il suo nuovo film presentato in concorso al Festival di Cannes, ritorna ancora una volta su tali discorsi.

La trama di Caught by the Tides

Il film racconta una storia d’amore duratura ma fragile, quella di Qiaoqiao (Zhao Tao) e Bin (Zhubin Li), ambientata in Cina dai primi anni 2000 a oggi. Innamorati l’uno dell’altra, i due si godono tutto ciò che la città ha da offrire, cantando e ballando senza preoccuparsi troppo del futuro. Questo finché un giorno Bin si ritrova a voler tentare la fortuna in un posto più grande di Datong, andandose così senza preavviso. Qualche tempo dopo, Qiaoqiao decide però di intraprendere un viaggio per cercarlo ed ha così inizio un inseguimento che si protrarrà nel tempo, con sullo sfondo una Cina in profondo cambiamento.

Caught by the Tides Zhao Tao
Zhao Tao in Caught by the Tides. Foto di © X STREAM PICTURES.

I segni del tempo che scorre

Ciò che prima di ogni altra cosa rende questo film particolarmente affascinante è il fatto che sia stato girato nell’arco di oltre 20 anni. Le prime immagini di Caught by the Tides sono infatti state girate nel 2001, mentre le sequenze successive sono state realizzate nei due decenni successivi, con infine le ultime scene che sono state effettuate a Datong nel 2023. Il regista ha seguito i suoi personaggi nel tempo e nello spazio, dal Nord al Sud della Cina, utilizzando per riprenderli gli strumenti disponibili in base al periodo. Si passa così dalle prime videocamere digitali dalla scarsa definizione a quelle utilizzate oggi di altissima qualità.

I modi e le tecnologie con cui il film viene girato sono dunque esse stesse testimonianza dello scorrere del tempo e dei cambiamenti che esso porta con sé. Cambiamenti che naturalmente riguardano da vicino gli stessi umani e in questo caso la Cina, al centro di importanti lavori che nell’arco degli ultimi decenni ne hanno completamente trasformato il volto. Aver girato Caught by the Tides nell’arco degli ultimi vent’anni ha dunque permesso al regista di immortalare per sempre questi mutamenti, che ci portano da piccoli villaggi malforniti a imponenti e ultra tecnologiche metropoli.

Il più importante di queste trasformazioni è quello che sullo sfondo vede la costruzione della Diga delle Tre Gole, imponente opera di costruzione iniziata nel 1994 e terminata nel 2006 che ha portato alla scomparsa di intere aree. Tale evento, già raccontato in Still Life, torna qui protagonista del secondo (e più bello) dei tre segmenti in cui il film è diviso, dove si raggiunge la massima manifestazione del rapporto tra lo sconvolgimento emotivo della protagonista in cerca del suo amato e una Cina smantellata e pronta ad acquisire un nuovo volto.

Caught by the Tides Zhao Tao
Zhao Tao in Caught by the Tides. Foto di © X STREAM PICTURES.

Con Caught by the Tides, duunque, Jia Zhangke attraversa tutti i suoi film passati – da Unknown Pleasure Still Life, da Al di là delle montagne a I figli del fiume giallo, offrendo uno sguardo epico sul destino romantico della sua perenne eroina, Qiaoqiao, già comparsa in alcune di queste precenti opere. Ad interpretarla vi è sempre Zhao Tao, musa e compagna di vita di Jia Zhangke che porta a sua volta a compimento il percorso compiuto con questo personaggio, regalando una delle sue prove d’attrice più intense e commoventi pur nella sua apparente rigidità.

Certo, Caught by the Tides non è un film facile da seguire, con le sue sequenze apparentemente prive di nessi logici, i suoi salti temporali e il suo dare priorità ai non detti. Un film che si può apprezzare indubbiamente di più a fronte di una conoscenza del cinema del regista, ma che in ogni caso non è mai respingente né indecifrabile. Occorre solo lasciarsi trasportare dal fiume del tempo e delle emozioni, di cui il film è ricco. Si ripercorrono così 21 anni di un paese in profonda trasformazione, dal 2001 al 2022, facendo emergere prima di tutto una nuova prospettiva per guardare alla Cina contemporanea.

Ma non solo, perché è questo un film che riflette sulle esperienze individuali in un contesto di turbolenti cambiamenti emotivi e sociali. I protagonisti si ritrovano infatti a dover fare i conti con realtà che sembrano sempre sfuggire alla loro comprensione (specialmente nell’ultimo segmento, caratterizzato dall’emergenza del Covid-19 e la diffusione di TikTok) e che mostrano dunque uno spaesamento a cui non sembra esserci rimedio. Alla luce di ciò, seppur non sia il suo film più bello, Caught by the Tides può essere indicato – per il pensiero che vi è dietro – come la summa del cinema di Jia Zhangke.

RASSEGNA PANORAMICA
Gianmaria Cataldo
Articolo precedenteEmilia Pérez, recensione del film di Jaques Audiard – Cannes 77
Articolo successivoPirati dei Caraibi: i film della saga in ordine cronologico
Gianmaria Cataldo
Laureato in Storia e Critica del Cinema alla Sapienza di Roma, è un giornalista pubblicista iscritto all'albo dal 2018. Da quello stesso anno è critico cinematografico per Cinefilos.it, frequentando i principali festival cinematografici nazionali e internazionali. Parallelamente al lavoro per il giornale, scrive saggi critici e approfondimenti sul cinema.
caught-by-the-tides-jia-zhangkeJia Zhangke realizza con Caught by the Tides un film che è la summa del suo cinema, ripescando da precedenti lungometraggi per proporre un racconto che si estende nel tempo e mostra i cambiamenti della Cina contemporanea e dell'influenza che tali mutamenti possono avere nei suoi abitanti. Struggente, certamente non accomodante e lucidissimo nelle sue riflessioni, il film è tra i migliori del concorso del Festival di Cannes 2024.