Un passato che nel primo capitolo non si era neppure intuito si affaccia all’inizio di Iron Man 2, ne aziona i meccanismi d’azione e ne scioglie i nodi narrativi. Un passato che si bada sull’ereditarietà della colpa, da padre in figlio, in una sorta di omaggio alla letteratura classica, dalla tragedia greca al dramma shakespeariano.

Iscriviti a Disney+ e inizia a guardare le più belle storie Marvel e molto altro!

Il film è ambientato sei mesi dopo gli eventi di Iron Man e segue le vicende del miliardario Tony Stark, che dopo aver rivelato di essere Iron Man è stato invitato dal governo statunitense a consegnare ai militari la sua armatura; nel frattempo lo scienziato russo Ivan Vanko sta costruendo un’armatura simile a quella di Tony e prepara la sua vendetta nei confronti di quest’ultimo. Una parte della trama del film è basata su quella del fumetto Iron Man: il demone nella bottiglia.

Ecco allora Tony Stark che riappare sugli schermi, beffardo e irriverente, ma ancora più umano, ancora più partecipe della sua doppia natura, umana e meccanica, e ancora più consapevole della sua dipendenza dalla tecnologia che lo tiene in vita. Se questo secondo episodio appare più votato all’azione, è anche maggiormente sorretto dalla sola presenza fisica e morale di un Robert Downey Jr che porta su di sé le sorti del film, non solo da protagonista, ma soprattutto da unico personaggio capace di far procedere l’azione.

Come mostrato anche nel primo film e in The Incredible Hulk, il lavoro di Kevin Feige alla produzione mira a dare omogeneità ai film, soprattutto nel modus operandi nella costruzione della storia. Lo spunto è sempre originato dalla lettura dei fumetti, mentre la trasposizione del film porta la storia in una direzione ben precisa e prestabilita che condurrà al prossimo eroe, alla prossima avventura. La base letteraria però è fondamentale e arricchisce moltissimo tutti i personaggi.

Iron Man 2Iron Man 2: il film

Il villain di turno, un silenzioso e vendicativo Whiplash/Mickey Rourke, bilancia bene la sbruffoneria starkiana e ne mina la sicurezza, senza però metterlo davvero in pericolo. Non si ha infatti mai la vera impressione che l’eroe sia seriamente in difficoltà, anche perché ora c’è War Machine/James ‘Rhodey’ Rhodes, alias Don Cheadle, che malamente sostituisce il più adatto Terrence Howard del primo capitolo.

Interessante anche il Justin Hammer di Rockwell, che da vita ad un personaggio dall’avidità cieca che parte sconfitto dal confronto sia con l’eroe che con il succitato villain. Ma non si può prescindere dai personaggi femminili: Pepper Pots, magnificamente disegnata da Gwyneth Paltrow e l’affascinante Vedova Nera di Scarlett Johansson. Se l’una è il naturale completamente dell’umanissimo Uomo di Ferro, l’altra si rivela una semplice e bidimensionale figura ponte, insieme al personaggio di Samuel L. Jackson, per strizzare l’occhio all’annunciato The Avenger, anche se non priva di attrattiva e di promesse per un futuro davvero grandioso.

Qui dove l’azione regna sovrana però ancora più forte è il legame tra Tony e la sua armatura che diventa la sua anima, Tony Stark non può esistere senza Iron Man, e Iron Man non esiste senza la sua anima di carne. Un legame indissolubile che lega il personaggio al proprio “costume”, un concetto assolutamente archetipico del racconto dell’eroe e del legame con la sua arma e con il suo simbolo, e che in questo episodio lo spinge a guardarsi al passato, per trovare attraverso la tecnologia che manipola con le sue mani, senza paura di sporcarsele, un rimedio alla sua dipendenza tossica proprio da quella stessa tecnologia che contemporaneamente lo tiene in vita. Si trova qui il senso del cuore di Stark, il senso della sua volontà di trovare un riscatto personale.

L’uomo e la macchina

L’anima di Iron Man 2 è tutta in questo dualismo che poi verrà spiegato e chiarito nel futuro dell’universo Marvel al cinema, ma sappiamo che è un tassello fondamentale per lo sviluppo del personaggio che a oggi è sicuramente il più amato di questa avventura collettiva che approderà alla prima riunione dei Vendicatori al cinema.

A tirare le somme di Iron Man 2, ci si rende conto che davvero Iron Man senza Tony Star (e senza Robert Downey Jr ) non esiste, che il legame tra persona e super eroe non è solo importante da un punto di vista strettamente narrativo, ma soprattutto per la sopravvivenza del film tout court. Rappresenta il vero cuore del racconto, contribuisce a strutturare il personaggio leader che, siamo sicuri, ci darà tante soddisfazioni: un uomo fondamentalmente arrogante e egocentrico, sgradevole molto spesso, ma con un grande cuore e un forte desiderio di riscatto, di fare la cosa giusta. Probabilmente è proprio la presenza carismatica di Robert Downey Jr ., e un leggerissimo accento autobiografico che fa assonanza con le vicende di Tony Stark, a sopperire a quella mancanza di brillantezza nella sceneggiatura, a quella sintesi eccessiva nell’esposizione di fatti e nella strutturazione degli altri personaggi, priva di smalto che aveva invece caratterizzato con successo il primo episodio di due anni fa.

Trai cameo divertenti che vediamo in questo film, c’è naturalmente quello di Stan Lee, che in questo caso interpreta brevemente Larry King, ma ci sono anche volti noti al cinema e alla serialità televisiva: Olivia Munn, Kate Mara e Seth Green hanno un loro piccolo spazio. Infine, durante la scena ambientata a Montecarlo, c’è un breve cameo, circa dieci secondi, di Elon Musk che interpreta se stesso. Insomma, sembra fare parecchio gola apparire in un film Marvel Studios.

Da un punto di vista del disegno complessivo dei Marvel Studios, questo Iron Man 2 rappresenta un momento centrale nella Fase 1 che dovrebbe concludersi con il film sui Vendicatori. Per il momento abbiamo conosciuto soltanto Tony Stark e Hulk, ma sappiamo che sono collegati e sappiamo che l’introduzione di Nick Fury, con Vedova Nera al suo fianco, e l’aver sentito nominare per la prima volta lo SHIELD e il Progetto Avengers, ci mette di fronte ad un momento storico nella storia del cinema di intrattenimento e della storia del fumetto. Si sta costruendo davanti ai nostri occhi una macro-produzione cinematografica che vedrà realizzati i sogni di intere generazioni di lettori dei fumetti che hanno sognato questo momento per 50 anni.

RASSEGNA PANORAMICA
Voto di Cinefilos.it
Articolo precedenteBarrymore e Krasinski insieme
Articolo successivoBuried
Laureata in Storia e Critica del Cinema alla Sapienza di Roma, è una gionalista e si occupa di critica cinematografica. Co-fondatrice di Cinefilos.it, lavora come direttore della testata da quando è stata fondata, nel 2010. Dal 2017, data di pubblicazione del suo primo libro, è autrice di saggi critici sul cinema, attività che coniuga al lavoro al giornale.