Le Avventure di Tin Tin: il segreto dell'Unicorno

In principio fu una breve serie di fumetti, poi arrivò la serie animata. Adesso grazie al genio di Peter Jackson e di Steven Spielberg possiamo ammirare le sue avventure sul grande schermo. Stiamo parlando dell’atteso Le Avventure di Tin Tin: il Segreto dell’Unicorno.

 
 

Primo di una trilogia che vedrà alternarsi alla regia Jackson e Spielberg (il primo è di Spielberg), il film è stato realizzato in una forma ibrida che mescola animazione e performance capture, unitamente ad un buon 3D, che conducono lo spettatore in un’avventura ricca di inseguimenti, colpi di scena e scoperte, oltre ad un ritmo forsennato che non lascia fiato.

Le Avventure di Tin Tin: il segreto dell’Unicorno, la trama

In Le Avventure di Tin Tin: il segreto dell’Unicorno Tin Tin, reporter di grande fama, compra un modellino di una nave, l’Unicorno, e scopre subito che qualcuno lo cerca. Spinto dalla sua inesauribile curiosità, il giovane cercherà di andare infondo alla vicenda, trovandosi ben presto chiuso in una cassa e caricato su un bastimento diretto in Nord Africa. Qui, grazie al fedele cagnolino Milou, Snowy nella versione inglese, riuscirà a liberarsi e si imbatterà nel Capitano Haddock, ibruacone impenitente, che diventerà suo indispensabile compagno d’avventura. Comincia così quella che promette di essere una delle trilogia più redditizie del nuovo decennio, innovativa e commerciale, ricca di tutti gli elementi necessario ad un film di successo: mistero, avventura e divertimento.

Ad interpretare i protagonisti ci sono Jamie Bell, nei panni di Tin Tin, Mr. performance capture Andy Serkis, che questa volta interpreta un umano, anche se sui generis, regalando le sue movenze al Capitano Haddock ed infine Daniel Craig, il cattivo Mr. Sakharine. I due formidabili comici inglese Simon Pegg e Nick Frost sono gli imbranati agenti Thompson & Thompson. La particolarità di questo film è che i personaggi realizzati in CGI non hanno le fattezze degli attori che li interpretano, come era accaduto già con Tom Hanks per The Polar Express e Jim Carrey in A Christmas Carol. Qui i personaggi sono quelli di Hergè, solo che movenze umane. Non sfuggirà agli spielberghiani più accaniti la somiglianza di gran parte delle scene d’azione con quelle di Indiana Jones, al quale sicuramente Spielberg si è ispirato, ma che allo stesso tempo, all’epoca della sua uscita in sala, fu definito a sua volta una specie di Tin Tin.

Le Avventure di Tin Tin: il segreto dell'Unicorno

Insomma, Steven riesce a far sua qualunque storia, arrivando anche a confondere le storie e le ispirazioni. E’ forse questa la maggiore forza del film e del suo regista: riuscire a mantenere intatto lo spirito del fumetto, infondendo molta personalità alla storia e alla sua rappresentazione, ma riuscendo a realizzare qualcosa di familiare, nel piacevole senso del già visto, innescando una proprietà di appartenenza con lo spettatore. Anche per quello che riguarda la sceneggiatura, non abbiamo nulla di nuovo, una storia ben scritta, brillante, ricca di riferimenti all’originale, ordinaria amministrazione per quasi tutti i prodotti spielberghiani.

Al timone musicale del film l’inconfondibile John Williams che ancora una volta realizza una colonna sonora cucita sul film, efficace e orecchiabile, anch’essa molto simile alle famose note scritte per il Professor Jones. Le Avventure di Tin Tin: il segreto dell’Unicorno è classico film di intrattenimento, ben confezionato e sapientemente diretto che incarna la meraviglia del cinema con la sua tecnica e la passione del cinema con il suo grande spirito d’avventura.

Le Avventure di Tin Tin: il segreto dell'Unicorno