Con Songbird di Adam Mason, protagonisti KJ Apa e Sofia Carson, siamo alle prese con la produzione cinematografica dell’era Covid. Si tratta infatti di un film girato a Los Angeles durante la pandemia di Covid-19. Il regista e sceneggiatore Adam Mason promette di tuffarsi nel lato più inquietante della pandemia, proiettando lo spettatore in un futuro prossimo orwelliano di controllo e confinamento polizieschi, dove la speranza di un mondo diverso è nelle mani di due giovani innamorati.

La trama di Songbird

Los Angeles, 2024. Dopo quattro anni di lockdown, un virus mortale continua a mutare e ora la viariante Covid-23 fa il cinquanta per cento dei morti. Gli infetti vengono confinati in appositi dipartimenti senza contatto con l’esterno. Da qui difficilmente si esce vivi. Per tutti gli altri c’è il confinamento nelle proprie case, dalle quali non uscire per nessun motivo, in uno stato di polizia che non lascia scampo. Gli unici liberi di circolare sono gli immuni al Covid-23, muniti di braccialetti gialli di riconoscimento. Nico, KJ Apa, è uno di loro. Fa consegne in tutta la città in sella alla sua bicicletta ed è innamorato di Sara, Sofia Carson, che vive con la nonna, Elpidia Carrillo. I ragazzi sognano di poter fuggire lontano. Mentre Nico cerca un modo per pocurare i laciapassare per immuni alle due donne, la situazione precipita. Sara rischia di essere portata nella zona di quarantena e di non fare più ritorno. In una corsa contro il tempo, Nico cerca di impedirlo, chiedendo aiuto a Piper e William Griffin, Demi Moore e Bradley Whitford. Ci riuscirà?

Adam Mason e il suo cast

Adam AJ Mason, inglese di Cambridge, classe 1975, frequenta da un po’ i territori del thriller. Nel 2015 ha diretto Hangman, mentre è stato sceneggiatore di lavori come Conspiracy – La cospirazione di Shintaro Shimosawa con Al Pacino e Anthony Hopkins. È però anche un videomaker musicale. Ha lavorato con band come Alice in Chains e Korn. Per questo suo ritorno dietro la macchina da presa si avvale della produzione di Michael Bay – già regista a sua volta di film come Armageddon e Pearl Harbor che lo affianca con la sua Platinum Dunes.

Songbird film recensione

Per interpretare i due protagonisti, Mason sceglie KJ Apa – l’Archie Andrews della serie tv Riverdale – e Sofia Carson – attrice e cantante che ha interpretato il ruolo di Evie nel film Disney per la tv Descendants ed è stata protagonista del musical Cinderella story: Se la scarpetta calza di Michelle Johnstone. Accanto a loro Bradley Whitford, Alexandra Daddario, Demi Moore e Peter Stormare.

Un film sul Covid oggi

Oggi si capisce fin troppo, dopo aver vissuto un anno e mezzo di pandemia, lo scenario dipinto da Mason. Esasperato e distopico sì, ma che adesso potrebbe apparire perfino realistico. Songbird ben descrive le paure, prima tra tutte quella del contatto umano, che porta l’uomo lontano dalla propria natura; il senso di costrizione e privazione cui conduce una pandemia. Questi sono poi accentuati dal tipo di gestione militare che viene messa in atto nel film. La legge marziale è in vigore e l’esercito spara a chi viola il coprifuoco. Uno scenario senz’altro per nulla rassicurante. C’era da aspettarsi che molti registi avrebbero attinto all’esperienza della pandemia per fare cinema. Un’esperienza globale e una sorta di “esperimento di massa” che non si poteva pensare sarebbe rimasto fuori dalla settima arte. Stigmatizzarli per questo o giudicare il loro lavoro perciò inopportuno, appare inutile. Semmai, quello che c’è da chiedere a un regista che si avvicina a una tale delicata materia, è cercare di non volare troppo basso. In questo periodo, infatti, con un tema così, Mason ha gioco facile ad accaparrarsi l’attenzione dello spettatore, che in parte si immedesima nella vicenda per forza di cose. Come ha gioco facile a immortalare una metropoli scenograficamente deserta. Sarebbe un vero peccato disperdere questo potenziale.

La strada più facile, meno originale e poco stimolante

 Quello che il film non fa è proprio approfittare di questo clima e dell’attenzione dello spettatore per raccontare una storia davvero interessante, o ripagare chi guarda con spunti di riflessione stimolanti. Inserisce dei cenni che potrebbe sviluppare meglio e che avrebbero meritato più attenzione: sulla gestione della pandemia, sugli oscuri traffici di chi vi lucra, ad esempio, ma poi banalizza. Il personaggio del capo dipartimento interpretato da Peter Stormare appare solo come un pazzo esaltato, un caso isolato, più che parte di un sistema. Così come la diabolica coppia Moore – Whitford gode almeno in parte di una inopinata quanto poco credibile conversione. Tutti e tre sono personaggi dal buon potenziale, interessanti da approfondire, interpretati dalla parte più succulenta e abile del cast, e avrebbero meritato uno sviluppo maggiore, insieme anche alla figura di Alexandra Daddario.

Un teen drama romantico con contorno di pandemia

Tutta questa parte, che poteva essere sostanziosa, è invece sacrificata in favore di una trama action e romantica prevedibile, che scorre senza guizzi, infilandosi a pieno nel cliché del cavaliere senza macchia che sfida mille pericoli per salvare la sua bella rinchiusa nella casa-fortezza. Un romanticismo smielato e retorico condisce il tutto, mentre KJ Apa e Sofia Carson fanno ciò che possono, anche loro senza guizzi. Infine, da notare la pretesa di infilare nel discorso narrativo anche il tema dell’Afghanistan e dei suoi reduci. La sceneggiatura di Mason assieme a Simon Boyes poteva essere pensata e gestita meglio. Il montaggio di Geoffrey O’Brien dà il giusto ritmo.

Mentre le musiche di Lorne Balfe sono adatte alla chiave romantico-adolescenziale scelta dal regista, ma tradiscono le aspettative di quanti speravano in qualcosa di più incisivo da chi frequenta Alice in Chains e Korn.

Dove e quando vederlo

L’uscita in sala di Songbird, prodotto da Platinum Dunes e STX Films, distribuito da Notorious Pictures, è prevista per il prossimo 30 giugno.