alita

Il finale aperto di Alita: Angelo della Battaglia, ci ha chiaramente rimandato ad altre storie e altri avvenimenti che coinvolgono la forte protagonista del film, soprattutto alla luce del fatto che la pellicola di Robert Rodriguez, co-sceneggiata e prodotta da James Cameron, è basata su un lungo e articolato manga (di Yukito Kishiro), che è diventato anche un’anime.

Il materiale di partenza è dunque molto ricco, e varrebbe la pena esplorarlo ancora al cinema, se non fosse che il film non ha performato al meglio al box office. A fronte di una spesa di circa 170 milioni di dollari, il film ha incassato in tutto il mondo 382 milioni. In termini produttivi, per convenzione, un film va in pari se incassa almeno il doppio del costo di produzione (al netto approssimato delle percentuali degli esercenti).

Verrebbe quindi da dire che Alita sia effettivamente andato in pari, con una manciata di milioni di “guadagno”. Tuttavia, i costi di promozione non vengono mai conteggiati nel budget di produzione, e sono quindi altri soldi che dovrebbero rientrare. In più il film non ha ancora esaurito la sua vita in sala. Questo ci porta ad affermare con la dovuta certezza che il film andrà in pari.

Questa espressione però non piace alla produzione, che quando si tratta di saghe non si accontenta certo di un pareggio, soprattutto se si tratta del primo capitolo di una serie. A questo si aggiunga che la Fox, casa di produzione del film, si sta risistemando in seno alla Disney, cosa che renderà la vita del franchise ancora più difficile, visto che la Casa di Topolino fa i conti ancora più attentamente della Fox stessa.

La speranza del franchise sarebbe quella di lavorare con budget ridotti e continuare a raccontare le gesta di Alita sul grande schermo, tuttavia, visti i nomi coinvolti (Cameron e Rodriguez), sembra difficile che la produzione si possa adattare a un budget minore.

Alita: l’Angelo della Battaglia, recensione del film