Contrariamente alle aspettative, in Dark Phoenix – nuovo titolo del franchise sui Mutanti in arrivo fra pochi mesi – non ci sarà l’ormai tradizionale cameo di Stan Lee, scomparso a Novembre, ma la sua eredità continuerà a viaggiare dai fumetti allo schermo come spiegato dal regista Simon Kinberg a Cinemablend.

Kinberg è stato intervistato insieme al produttore Hutch Parker durante il WonderCon di Anaheim, in California, ammettendo senza troppi giri di parole che nel cinecomic non sarà presente una scena con Lee in persona ma soltanto un omaggio alla sua icona:

Non abbiamo un cameo. Ma abbiamo un tributo a lui, ed è qualcosa a cui ovviamente non stavamo pensando durante la lavorazione del film perché all’epoca era ancora vivo. Stan è stato una parte così importante di questo universo nel corso degli anni, ha avuto i suoi cameo, ma anche dato  input nel processo di creazione“.

Questo dettaglio riscrive dunque la storia del franchise, essendo stato il primo X-Men del 2000 a ospitare un cameo del fumettista in un film di supereroi, interpretando un venditore di hot dog su una spiaggia nella scene con il senatore Kelly (Bruce Davison) che emerge dall’oceano. A questo seguirono le apparizioni in Spider-Man, Daredevil, Hulk, Spider-Man 2, Fantastici Quattro, X-Men: Conflitto Finale, Deadpool, e X-Men: Apocalypse.

Ho trascorso molto tempo con lui e per questo mi ritengo davvero fortunato” ha dichiarato Kinberg. “Siamo andati a casa sua per il cameo in Apocalypse, c’era anche sua moglie, e tutta la situazione fu speciale […] La sua morte è stato un duro colpo e abbiamo sentito il suo peso durante tutta la post-produzione di Dark Phoenix. Ci sembrava già un film speciale per gli X-Men, perché è il culmine di tutti questi film in così tanti modi, e perché è l’ultima corsa degli X-Men. Ma la scomparsa di Stan ha dato sfumature nuove, perché per me e per molti fan i Mutanti erano l’opera massima di Stan

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Dark Phoenix è stato descritto da Kinberg come l’inizio di un nuovo capitolo per la serie di film di X-Men.

“Lo vedo come un nuovo capitolo. Lo vedo come qualcosa che prende il franchise e lo lancia in una direzione diversa con toni diversi. E questo non significa che il prossimo avrà lo stesso tono, significa solo che il prossimo può avere un tono diverso. Penso che per molti anni, gli X-Men di Bryan [Singer] abbiano davvero trasformato il genere dei supereroi nel 2000 o 2001 quando è uscito il primo. Questo arriva quasi 20 anni dopo. È molto tempo fa. E a quel tempo, i film sui supereroi non erano molto popolari, in realtà. C’erano stati alcuni fallimenti a metà degli anni ’90, e non c’erano stati molti film sui supereroi,  e in quel periodo l’approccio sugli X-Men era davvero rivoluzionario.”

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Fonte: Cinemablend