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Due giorni fa veniva confermato l’addio di David Benioff e D.B. Weiss all’universo di Star Wars, per il quale avrebbero dovuto sviluppare una nuova trilogia, e lo scioglimento dell’accordo tra i due showrunner di Game of Thrones e Lucasfilm e Disney. Non si tratta del primo caso di allontanamento per “divergenze creative” della storia del franchise, dopo i licenziamenti di Colin Trevorrow, Josh Trank, Phil Lord e Chris Miller, statistica sulla quale ha ironizzato l’analista Jeff Bock dicendo che “Quando un regista o creatore entra a far parte di Star Wars verrà automaticamente buttato nella buca di Sarlacc e le tue possibilità di uscire e girare quel film sono così improbabili che devi quasi diventare un maestro Jedi“.

 
 

A far luce sull’uscita di scena di D&D è Variety, spiegando che al momento della proposta di Kathleen Kennedy agli sceneggiatori era stato promesso un certo controllo creativo del progetto; tuttavia, come affermato da alcuni addetti ai lavori, le nuove idee venivano comunemente respinte poiché la presidente della Lucasfilm e il suo team erano in cerca di persone che si attenessero alla linea aziendale.

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A quanto pare i piani di Benioff e Weiss erano alquanto ambiziosi e avrebbero portato l’universo di Star Wars in una nuova direzione, esterna alla saga della famiglia Skywalker e incentrata sul periodo della nascita dei cavalieri Jedi. Insieme ai dirigenti dello studio avrebbero poi discusso del progetto la scorsa estate, prima di firmare il multimilionario accordo con Netflix, per molti il segnale della voglia di esplorare altre opportunità lavorative.

Questo nuovo impegno con il colosso dello streaming mondiale ha portato D&D a confrontarsi con altre pressioni, perché a quanto sembra Netflix si è detta diffidente e impossibilitata ad attendere che il duo completasse l’impegno con Star Wars (quattro anni), soprattutto in vista della concorrenza con Disney +, la piattaforma streaming che sarà lanciata tra pochi giorni.

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I rapporti con gli showrunner si sono ridotti a tal punto da spingere lo studio ad incontrare altri sceneggiatori e registi. Fonti interne insistono sul fatto che il lavoro della Kennedy sia al sicuro nonostante ma anche che i migliori cineasti potrebbero ormai diffidare dell’ipotesi di lavorare nel franchise, soprattutto se il risultato finale sarà il licenziamento.

In definitiva, dicono gli analisti, il marchio Star Wars è abbastanza potente da resistere a tutto il dramma che si consuma dietro le quinte. Con l’eccezione di Solo: A Star Wars Story, i film hanno messo a segno numeri incredibili al box office.

Fonte: Variety