spike lee
epa07394362 Spike Lee arrives for the 91st annual Academy Awards ceremony at the Dolby Theatre in Hollywood, California, USA, 24 February 2019. The Oscars are presented for outstanding individual or collective efforts in 24 categories in filmmaking. EPA/ETIENNE LAURENT

Spike Lee è attualmente impegnato con la promozione del suo ultimo film, Da 5 Bloods (disponibile dallo scorso 12 giugno su Netflix), e in una recente ospitata alla trasmissione In the Morning in onda sulla radio newyorkese WOR, ha apertamente difeso Woody Allen, schierandosi contro la “cultura della cancellazione”.

 

Intervistato da Len Bermna e Michael Riedel, Lee avrebbe pubblicamente preso le difese del regista di Un Giorno di Pioggia a New York, dichiarando: “Vorrei solo dire che Woody Allen è un grande, grande regista e che questa cultura della cancellazione non riguarda solo lui. Quando ripenseremo a tutto questo, ci accorgeremo che è stato come uccidere qualcuno, che è stato come cercare di cancellare qualcuno… come se non fosse mai esistito. Woody è un amico e un tifoso dei Knicks come me. So cosa sta passando in questo momento.”

Poco dopo le sue dichiarazioni, però, Spike Lee ha pubblicato attraverso il suo profilo Twitter ufficiale un messaggio in cui si è “scusato” per le sue affermazioni relative all’amico e collega: “Mi scuso profondamente. Le mie parole erano SBAGLIATE. Non tollero e non tollererò mai le molestie sessuali, le aggressioni o la violenza. Questo trattamento causa danni reali che non possono essere minimizzati. Sinceramente, Spike Lee.”

La vita di Woody Allen e i problemi legati alla distribuzione di Un Giorno di Pioggia a New York

Le parole di Spike Lee fanno ovviamente riferimento alle ultime vicissitudini che hanno travolto la vita di Woody Allen (con nuove accuse da parte di Dylan Farrow, figlia di Mia Farrow – ex compagna di Allen -, portate alla luce dal fratello Ronan) e messo a rischio la distribuzione del suo ultimo film Un Giorno di Pioggia a New York, con gli Amazon Studios che hanno cancellato il contratto con il regista, restituendogli i diritti del film con Timothée Chalamet e Elle Fanning.

Fonte: The Wrap