Spider-Man 2 film sam raimi

La carriera di Kevin Feige alla Marvel è iniziata nel 2000, quando è stato assunto dallo studio per lavorare al primo capitolo della saga di X-Men ad opera della Fox in qualità di produttore associato. Impressionato dalla sua conoscenza dell’universo Marvel e dal successo del film, circa sette anni dopo l’allora amministratore delegato Avi Arad ha promosso Feige a direttore di produzione dei Marvel Studios. Il resto è storia.

In occasione dell’uscita del nuovo film del MCU, Shang-Chi e la Leggenda dei Dieci Anelli, Feige è stato intervistato da CinemaBlend. Mentre rifletteva sull’attesissimo Spider-Man: No Way Home, che riporterà sul grande schermo i cattivi della trilogia di Sam Raimi, Feige ha parlato di ciò che ha imparato durante la produzione della trilogia originale dedicato all’Uomo Ragno (in cui figura come produttore esecutivo) e ha definito il ritorno di Raimi per Doctor Strange in the Multiverse of Madness “un sogno che diventa realtà.”

“Sai, non mi sembra che le cose siano cambiate poi tanto”, ha spiegato Feige in merito all’evoluzione dei primi film tratti dai fumetti Marvel rispetto all’odierno MCU. “In quei primi film di Spider-Man diretti da Sam Raimi, ero lì a guardare e imparare da un gruppo di persone che stavano cercando di superare ogni aspettativa e di realizzare non solo i propri sogni d’infanzia, ma anche quelli di tutti i fan di questi personaggi. So che il panorama oggi è diverso, ma essendo coinvolto dall’inizio, posso dire che è praticamente quello che abbiamo fatto anche noi con ogni singolo film e serie tv. In questo senso, è esattamente come allora.”

Kevin Feige sulla rinnovata collaborazione con Sam Raimi dopo la trilogia di Spider-Man

“Da un punto di vista estremamente personale, tornare a lavorare con Sam, con cui ho lavorato durante i primissimi anni della mia carriera alla Marvel, è stato surreale ma al tempo stesso un sogno che diventa realtà”, ha aggiunto Feige a proposito del coinvolgimento di Sam Raimi nel sequel di Doctor Strange. “Mi sono reso conto, nel vederlo di nuovo all’opera, nel vedere di nuovo i suoi manierismi, di aver assorbito e imparato da lui più di quanto pensassi. Il fatto che sia di nuovo tornato alla regia e che ora sia in sala di montaggio a lavorare su un film di Doctor Strange è un sogno che si realizza ma anche la chiusura di un cerchio.”