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Blonde, di Andrew Dominik con Ana de Armas, si ispira all’omonimo romanzo del 2000 di Joyce Carol Oates, fondendo realtà e finzione in un ritratto sognante del turbolento stato emotivo di Marlyn Monroe.

Il film in questione è stato criticato dai recensori per aver creato un’immagine unidimensionale e sfruttata di Monroe. In particolare, il film è stato criticato per aver costretto la Monroe a una vittimizzazione costante e brutale, creando un tributo vuoto e disumanizzante di una donna che era molto più delle sue relazioni traumatiche con gli uomini. Tuttavia, i critici ritengono che la performance di Ana de Armas sia una rivelazione e un momento clou del film divisivo.

Ora, chiamata in causa, interviene nel dibattito intorno al film anche l’autrice del romanzo di partenza del film, Joyce Carol Oates, che su Twitter difende il film, le scelte di Dominik e la performance di de Armas:

“Penso che sia stata/è una brillante opera d’arte cinematografica ovviamente non per tutti. Sorprendente che in un’era post #MeToo la cruda esposizione della predazione sessuale a Hollywood sia stata interpretata come “sfruttamento”. Sicuramente Andrew Dominik intendeva raccontare sinceramente la storia di Norma Jeane.”

Blonde: perché Ana de Armas non si è sentita sfruttata nelle scene di nudo

Blonde di Andrew Dominik, con Ana de Armas nei panni dell’icona di Hollywood Marilyn Monroe. Il film, basato sul romanzo bestseller di Joyce Carol Oates, è degno di nota per la sua classificazione vietata ai minori di 17 anni. Il cast di supporto include Bobby Cannavale, Adrien Brody, Julianne Nicholson, Xavier Samuel e Evan Williams.

“[Il film] reinventa audacemente la vita di una delle icone più durature di Hollywood, Marilyn Monroe. Dalla sua instabile infanzia come Norma Jeane, attraverso la sua ascesa alla celebrità e ai coinvolgimenti romantici, “Blonde” offusca i confini tra realtà e finzione per esplorare la crescente divisione tra il suo sé pubblico e privato”.

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