Come mai in Avengers: Endgame è stato modificato il design dello Scudo di Cap?

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Parlando con Phase Zero, il maestro di scena dei Marvel Studios Russell Bobbitt spiega cosa ha portato al cambiamento dello Scudo di Cap in Avengers: Endgame. Apparentemente, la decisione è riconducibile alla sua interpretazione di ciò che stava accadendo a quel punto del film. Leggi il suo commento completo di seguito:

“La mia scelta è dipesa dal modo in cui ho guardato la scena, e il modo in cui l’ho interpretata era, ‘Sto passando la torcia. Sto passando la torcia. Ho apportato alcuni miglioramenti. Voglio che tu corra con questo. È il tuo scudo, non è il mio.’ Ora, questa è l’interpretazione di una persona soltanto. Si spera che molte altre persone l’abbiano vista allo stesso modo. Ma in poche parole è ciò che la Marvel ha voluto seguire.”

Lo Scudo di Cap: la timeline dell’arma più famosa e amata del MCU

Attraverso 26 film e cinque programmi televisivi su Disney+ (finora), l’MCU ha collezionato una buona quota di oggetti iconici. Il reattore ad arco di Iron Man, il martello di Thor e, naturalmente, lo scudo rosso, bianco e blu di Capitan America, che ha subito una metamorfosi sia nel design che nel significato nel corso degli anni.

La versione vista impugnata dal personaggio di Steve Rogers è in circolazione dagli anni ’40, quando Howard Stark gli ha regalato il suo scudo di vibranio durante la seconda guerra mondiale in Captain America: Il Primo Vendicatore. Dopo aver trascorso decenni congelato nel ghiaccio, Steve ha continuato a usarlo da The Avengers fino a Captain America: Civil War, quando lo lasciò alle spalle dopo il suo litigio con Iron Man. Sette anni dopo, Tony ha restituito a Steve il suo scudo rinnovato proprio prima del “Colpo nel Tempo” di Avengers: Endgame, e, sebbene sia stato distrutto da Thanos, un anziano Rogers ha passato uno scudo nuovo di zecca a Sam Wilson alla fine del film.

Chiara Guida
Chiara Guida
Laureata in Storia e Critica del Cinema alla Sapienza di Roma, è una gionalista e si occupa di critica cinematografica. Co-fondatrice di Cinefilos.it, lavora come direttore della testata da quando è stata fondata, nel 2010. Dal 2017, data di pubblicazione del suo primo libro, è autrice di saggi critici sul cinema, attività che coniuga al lavoro al giornale.

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