Perché la musica è centrale in 28 anni dopo – Il tempio delle ossa

-

In 28 anni dopo – Il tempio delle ossa, la musica non è un semplice accompagnamento emotivo, ma diventa il segno più evidente dell’umanità che resiste. In una Gran Bretagna devastata dal Rage Virus, dove ogni forma di intrattenimento moderno e di espressione artistica è andata perduta, il suono assume un valore che va oltre la morale e persino oltre la sopravvivenza.

È un tema che affonda le radici già in 28 Giorni Dopo, in una scena malinconica in cui un soldato ricorda una battuta dei Simpson: un frammento di cultura pop che diventa testimonianza di un mondo scomparso. Nei capitoli successivi questo aspetto era rimasto sullo sfondo, ma 28 anni dopo – Il tempio delle ossa lo riporta al centro con una forza nuova e profondamente simbolica.

Kelson e la musica come forma di empatia

Kelson è il personaggio che più di ogni altro incarna questa idea. Viene mostrato più volte mentre ascolta musica nel suo bunker, circondato da una piccola collezione di dischi che conserva come reliquie. Canta mentre lavora, mentre raccoglie i corpi e prepara le ossa per i suoi templi, trasformando gesti macabri in rituali carichi di significato.

La musica riflette la sua natura: Kelson è forse il personaggio più umano dell’intero film. Dimostra empatia e gentilezza non solo verso i sopravvissuti, ma persino verso gli infetti, che la maggior parte delle persone considera ormai solo mostri. Cantare diventa per lui un modo per preservare la memoria di chi non c’è più, l’equivalente vocale dei suoi enormi templi di ossa: monumenti a un’umanità che rifiuta di scomparire.

Il legame con Samson e il potere trasformativo del suono

È proprio attraverso la musica che Kelson riesce a creare un legame con Samson. Dopo averlo placato con i farmaci, passa del tempo con lui, cantando canzoni semplici e rassicuranti. È uno dei pochi momenti della saga in cui si intravede l’uomo dietro l’infezione, e non a caso questo rapporto porterà infine alla sua guarigione.

Kelson non è però l’unico a ricordare la musica. Jimmima, una delle seguaci di St. Jimmy Crystal, improvvisa una danza ispirata ai Teletubbies durante una delle sequenze più disturbanti del film. È un momento straniante e inquietante, ma anche una conferma: la musica e il movimento restano parte dell’esperienza umana, anche dopo la fine del mondo.

Il significato della performance finale di Kelson

Il climax di 28 anni dopo – Il tempio delle ossa è costruito attorno a una performance musicale destinata a restare impressa. Minacciato da Sir Jimmy e costretto a dimostrare di essere davvero Satana agli occhi dei Fingers, Kelson si prepara come per un concerto: pelle, attrezzatura modificata e un palco improvvisato.

Cantando The Number of the Beast degli Iron Maiden, Kelson diventa qualcosa di più di un vecchio medico. In un’unica, furiosa esibizione heavy metal, riesce a conquistare gran parte dei Fingers, trasformando la musica in uno strumento di potere, caos e rivelazione. Persino chi sa che sta recitando, come Sir Jimmy e Spike, finisce per lasciarsi trascinare dal ritmo, complice anche l’uso dei farmaci che amplificano l’atmosfera febbrile della scena.

È il momento chiave del personaggio: Kelson accetta il ruolo di “padre” di Jimmy, ma quando la sua morale riaffiora sceglie di rischiare tutto per salvare Spike. Un gesto che non sarebbe possibile senza la forza espressiva della musica.

La musica come ultimo segno di umanità

In 28 anni dopo – Il tempio delle ossa, la musica è la prova che qualcosa dell’essere umano resta intatto, anche quando il Rage Virus riduce le persone a una perenne frattura psicotica. Kelson, che ha danzato con un infetto perché continuava a vederlo come una persona, viene infine confermato nella sua visione quando la cura per Samson funziona.

Il film suggerisce che la musica sia un filo invisibile che unisce le persone, indipendentemente dalla sanità mentale, dalla moralità o dalla violenza del mondo circostante. È ciò che permette di ricordare il passato, di trasformare il presente e, talvolta, di concedere una seconda possibilità a chi sembrava perduto. In questo senso, 28 anni dopo – Il tempio delle ossa espande uno dei temi più profondi e toccanti dell’intera saga.

Redazione
Redazione
La redazione di Cinefilos.it è formata da un gruppo variegato di appassionati di cinema. Tra studenti, critici, giornalisti e aspiranti scrittori, il nostro gruppo cresce ogni giorno, per offrire ai lettori novità, curiosità e informazione sul mondo della settima arte.
- Pubblicità -

ALTRE STORIE

- Pubblicità -