Christian Bale spiega come ha “reinventato” l’iconico Frankenstein di Boris Karloff, per La Sposa!

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Ambientato nella Chicago degli anni ’30, il film diretto da Maggie Gyllenhaal vede un solitario Frankenstein (Christian Bale) rivolgersi alla dottoressa Euphronious per creare una compagna, dando vita alla rinascita di una giovane donna — “La Sposa”, interpretata da Jessie Buckley.

Come risposta al classico Bride of Frankenstein, a sua volta ispirato a una specifica parte del romanzo originale Frankenstein di Mary Shelley, la versione di Gyllenhaal mostra la Sposa non solo rianimata, ma anche dotata di una storia personale e di una reale possibilità di vivere una storia d’amore con Frank.

In un’intervista con Ash Crossan di ScreenRant in occasione dell’uscita di La Sposa!, Bale ha rivelato cosa lo ha spinto ad accettare il ruolo iconico e perché per lui fosse fondamentale fare ricerche approfondite prima di reinventare il personaggio horror di 95 anni, reso celebre dall’attore originale del Mostro di Frankenstein, Boris Karloff:

Christian Bale: “Perché? Perché farlo? Capite cosa intendo? Perché è stato definito da Karloff. È stato definito dal libro di Mary Shelley. Perché rifarlo ancora? Poi però ti rendi conto che ci sono state centinaia — più di cento — interpretazioni. Ho iniziato a cercare di guardarne alcune. Non potevo vederle tutte, ma ho deciso di concentrarmi su Karloff, perché, che tu sia fan del libro oppure no, sfido chiunque a dire che quando pensa a Frankenstein non immagina Karloff — il mostro di Frankenstein.

Così ho ideato una storia in cui Frank fosse realmente esistito, qualcuno di cui Mary Shelley aveva sentito parlare: un uomo sottoposto a terribili esperimenti. Luigi Galvani, lo scienziato italiano — realmente esistito — stava facendo esperimenti in quel periodo, con rane e con la rianimazione dei tessuti e così via. Mary Shelley, in quella famosa sfida, scrisse poi il libro su questo — un libro incredibile.”

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Nel film del 1931 Frankenstein, Karloff interpreta il Mostro come una creatura tragica e incompresa piuttosto che come un semplice villain. È fisicamente imponente, con la testa piatta, le palpebre pesanti e i bulloni sul collo, caratteristiche che gli conferiscono un aspetto spaventoso; tuttavia il suo comportamento riflette spesso confusione e un’innocenza quasi infantile.

Il Mostro fatica a comprendere il mondo e reagisce con violenza soprattutto quando è spaventato, maltrattato o respinto. L’interpretazione di Karloff mette in risalto la solitudine e la vulnerabilità della creatura, rendendola al tempo stesso terrificante e degna di compassione.

Per Bale, invece, era fondamentale cercare di rappresentare il “mostro” meno come una figura di cui la gente fosse semplicemente terrorizzata e più come un uomo che è stato trattato come un mostro — e che quindi si è comportato come tale:

Christian Bale: “Alcune cose erano giuste, altre sbagliate. Nel libro Frank aveva con sé degli appunti — non li vediamo nel film, ma lui li consulta. Karloff aveva poi sentito dei testimoni dire: ‘No, aveva una cicatrice. C’è una cicatrice qui’, ma la testa piatta era sbagliata.

Altri dicevano che fosse alto due metri e quaranta, ma era perché erano terrorizzati da lui. In realtà era alto circa un metro e novantacinque — ho dovuto mettere dei rialzi nelle scarpe. Ma volevo renderlo più un grande uomo, un uomo che viene trattato come un mostro e che quindi finisce per comportarsi come un mostro.”

Parlando più a fondo della preparazione per il ruolo, Bale ha raccontato a ScreenRant di aver affrontato Frankenstein con una scelta coraggiosa e radicale, simile all’approccio adottato quando ha interpretato Bruce Wayne nella saga di Batman. Secondo lui, quando si prende un personaggio amato e già interpretato in passato, bisogna essere pronti anche a “mettersi in ridicolo” pur di correre un rischio creativo:

Christian Bale: “Bisogna reinventarlo per sé stessi. Devi sentirne completamente la proprietà e quindi seguire il tuo istinto, cosa che ho fatto fin dall’inizio. E per fortuna Chris Nolan disse: ‘Sì, è proprio quello che sto cercando’.

Devi essere pronto davvero a metterti in gioco, anche a rischiare di renderti ridicolo, e correre un rischio. Solo facendo così puoi sperare di avere successo con personaggi come questi.”

Chiara Guida
Chiara Guida
Laureata in Storia e Critica del Cinema alla Sapienza di Roma, è una gionalista e si occupa di critica cinematografica. Co-fondatrice e Direttore Responsabile di Cinefilos.it dal 2010. Dal 2017, data di pubblicazione del suo primo libro, è autrice di saggi critici sul cinema, attività che coniuga al lavoro al giornale.
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