La Grazia: Paolo Sorrentino spiega perché Mariano De Santis [SPOILER](e dove trovare la risposta definitiva)

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In una recente intervista, Paolo Sorrentino è tornato su uno dei passaggi più ambigui e discussi di La Grazia, chiarendo il senso profondo della decisione presa dal presidente Mariano De Santis: la negazione della grazia all’uomo che ha ucciso la moglie affetta da Alzheimer.

Secondo Sorrentino, la grazia è per sua natura una facoltà discrezionale del Presidente della Repubblica, e proprio questa discrezionalità apre lo spazio al dubbio morale. Nel film, De Santis non si limita a valutare il caso sul piano giuridico o istituzionale, ma compie una scelta che nasce da una valutazione più intima e radicale: non crede alle parole della persona che chiede la grazia.

Il punto centrale, spiega il regista, è l’amore. Mariano De Santis non è convinto che l’uomo amasse davvero la moglie. Anzi, sospetta che dietro il gesto e dietro il racconto fornito possano esserci secondi fini, motivazioni non dichiarate che rendono inautentica la richiesta di perdono. È su questa frattura, più morale che legale, che si fonda la decisione del presidente.

Toni Servillo and Anna Ferzetti in La grazia (2025)

Tuttavia, La Grazia (la nostra recensione) non fornisce una risposta esplicita allo spettatore. Sorrentino chiarisce che il film non intende guidare il pubblico verso una verità univoca, ma lasciare spazio all’interpretazione. Ed è qui che emerge un dettaglio fondamentale, spesso ignorato.

Il regista rivela infatti che la chiave per comprendere se Mariano De Santis abbia avuto ragione si trova nelle didascalie finali, nei titoli di coda. Un’informazione apparentemente marginale, che molti spettatori rischiano di perdere alzandosi prima della fine, ma che assume un valore decisivo nella lettura dell’intera scelta presidenziale.

Chi resta fino all’ultimo, suggerisce Sorrentino, può intuire che forse il presidente ha visto giusto. Non una certezza gridata, ma una traccia silenziosa, coerente con un cinema che affida allo spettatore il compito di completare il senso delle immagini e delle decisioni.

In questo modo, La Grazia sposta il conflitto dal gesto estremo al giudizio su chi lo compie, lasciando aperta una domanda scomoda: si può concedere il perdono quando l’amore che lo giustifica appare falso?

Redazione
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