X-Men: Jake Schreier accenna alle differenze del reboot MCU rispetto alla serie originale

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Dopo aver annunciato l‘inizio dello sviluppo del film, Jake Schreier, regista scelto da Marvel Studios per il reboot degli X-Men, ha finalmente offerto i primi indizi concreti sulla direzione del progetto. In un momento cruciale per il futuro del MCU, l’obiettivo dichiarato è chiaro: rilanciare i mutanti con un’identità completamente nuova, segnando una svolta narrativa dopo anni di continuità legata alla saga Fox.

Intervistato da ScreenRant, Schreier ha sottolineato la complessità dell’operazione, evitando però di entrare nei dettagli sul casting: “Penso che dovrò evitare di rispondere su questo punto. Ci sono cose che posso dire… ma sì, è ovviamente una grande responsabilità e un’opportunità incredibile.” Il regista ha poi chiarito l’approccio creativo: “Quello di cui stiamo parlando più di ogni altra cosa è come renderlo qualcosa di nuovo, come andare in direzioni che ci permettano di superare ciò che è stato fatto prima.” Una dichiarazione che suggerisce un distacco consapevole dalla precedente timeline cinematografica.

Questa strategia si inserisce in un contesto più ampio: dopo Avengers: Secret Wars, il MCU dovrebbe andare incontro a un soft reboot che consentirà di reintrodurre i mutanti con una nuova continuità. Tuttavia, la Saga del Multiverso continuerà ancora a rendere omaggio al passato, con il ritorno di volti storici come Patrick Stewart e Ian McKellen nei panni di Professor X e Magneto in Avengers: Doomsday.

Dal punto di vista industriale e narrativo, questa notizia segna un passaggio fondamentale: Marvel non vuole semplicemente riproporre gli X-Men, ma ridefinirli. L’idea di “andare in territori inesplorati” implica un cambio di tono e di prospettiva, probabilmente più vicino alle tematiche identitarie e generazionali già presenti nei fumetti, ma mai pienamente sviluppate sul grande schermo. È un tentativo di rifondazione, non di continuazione.

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Il futuro degli X-Men nel MCU tra reboot, nuovi volti e centralità narrativa dei mutanti

Il reboot degli X-Men rappresenta uno dei pilastri della nuova fase del MCU. Dopo anni di gestione separata sotto 20th Century Fox, i mutanti sono ora pronti a diventare centrali nella visione di Kevin Feige, che ha più volte ribadito l’importanza del tema dell’alterità: giovani che si sentono diversi, esclusi, fuori posto.

In questo senso, il possibile casting di una giovane Jean Grey — con Sadie Sink tra i nomi più discussi — potrebbe essere il primo tassello di una squadra profondamente rinnovata. L’idea è costruire un gruppo più giovane, che permetta di sviluppare archi narrativi a lungo termine, seguendo un modello seriale più che episodico.

Narrativamente, il MCU ha già iniziato a preparare il terreno. I ritorni multiversali degli attori storici non sono solo fan service, ma un modo per chiudere simbolicamente un ciclo prima di aprirne uno nuovo. Il vero punto di svolta arriverà però con il primo film corale diretto da Schreier, che dovrà stabilire tono, estetica e temi di questa nuova incarnazione.

La direzione più plausibile è quella di un racconto più intimo e politico, in linea con le radici dei fumetti: discriminazione, identità, conflitto sociale. Se Marvel riuscirà davvero a “portare il pubblico in un posto nuovo”, come promesso dal regista, gli X-Men potrebbero diventare il fulcro narrativo della prossima decade del MCU, sostituendo progressivamente il ruolo centrale avuto dagli Avengers.

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Gianmaria Cataldo
Gianmaria Cataldo
Laureato con lode in Storia e Critica del Cinema alla Sapienza e iscritto all’Ordine dei Giornalisti del Lazio come giornalista pubblicista. Dal 2018 collabora con Cinefilos.it, assumendo nel 2023 il ruolo di Caporedattore. È autore di saggi critici sul cinema pubblicati dalla casa editrice Bakemono Lab.
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