Animali Fantastici: I Crimini di Grindelwald, la spiegazione della decisione di Queenie

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ATTENZIONE, L’ARTICOLO CONTIENE SPOILER SU ANIMALI FANTASTICI: I CRIMINI DI GRINDELWALD

Alison Sudol ha commentato la decisione di Queenie Goldstein di unirsi al cattivo del titolo nel finale di Animali Fantastici: I Crimini di Grindelwald, la seconda puntata della serie di spinoff prequel di Harry Potter che è stata inaugurata con Animali Fantastici e Dove Trovarli nel 2016. Il film mette ulteriormente in luce la complicata storia tra Albus Silente (Jude Law) e Gellert Grindelwald (Johnny Depp). E al centro del conflitto tra i due c’è la pace stabilita tra i mondi dei maghi e dei non-maghi. Mentre Newt Scamander (Eddie Redmayne), Tina Goldstein (Katherine Waterston), Jacob (Dan Fogler) e Queenie ritronano nella storia, questa volta le cose non vanno così bene come la prima volta che li abbiamo incontrati.

 

Nella sequenza finale, Queenie, convita dall’eloquente discorso di Grindelwald, decide di schierarsi con il cattivo, cercando una via di fuga dalla sua costante sofferenza e dall’impossibilità di coronare il suo sogno d’amore cn Jacob.

Parlando con EW, l’attrice che interpreta Queenie ha commentato la sorprendente decisione della strega, scelta che la mette decisamente in contrapposizione con la sorella, Tina, ma anche con Newt e con lo stesso Jacob. L’attrice ha rivelato di sapere che cosa avrebbe fatto il suo personaggio nel sequel mentre seguiva l’attività stampa per Animali fantastici e dove trovarli, e così come è capitato ai fan, anche lei ha avuto difficoltà ad accettare la scelta di Queenie:

“Ero molto sorpresa. Ci è voluto molto tempo per cominciare a capire. E per tutto il corso del film, per cominciare a riconciliare chi era all’inizio del film con le scelte che fa successivamente e capire che non è una persona diversa, ma che è appena stata abbandonata in una circostanza davvero insostenibile.

Parte del suo problema è che attinge pensieri e memorie da tutti gli esseri umani in ogni momento e questo è molto importante da tenere in considerazione. Tutti quelli che le sono vicini le ripetono sempre ‘Non leggere nella mia mente’. Quindi ha un potere enorme ma tuttavia si sente come se la sua dote fosse solo una condanna, e questo farebbe sentire un pazzo chiunque. Poi, in genere, le donne sono sempre state molto intuitive, e spesso sono state punite per questo. Quante donne sono state in un istituto psichiatrico perché sono state definite pazze solo perché parlavano liberamente?

Lei resta senza nessuno, e non è tanto il fatto che Jacob non si rivolga al lato oscuro come lei, ma è proprio il fatto che lui si rifiuta di camminare al suo fianco in questa lotta che lei abbraccia anche allo scopo di coronare il suo amore con lui.”