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Macchine Mortali: da Arrow e Game of Thrones nuovi attori

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Si arricchisce il cast di Macchine Mortali, il nuovo film di Peter Jackson. Dopo l’annuncio che Hugo Weaving farà parte del cast del film, si uniscono al progetto anche Patrick Malahide (Balon Greyjoy di Game of Thrones), Colin Salmon (visto in Arrow e Limitless) e Rege-Jean Page (da Roots).

A dare la notizia ufficiale è THR. Il film è basato sull’omonimo romanzo di Philip Reeve ambientato in un bizzarro futuro post apocalittico.

Macchine Mortali di Peter Jackson arriverà nel 2018

Jackson produrrà il progetto e scriverà la sceneggiatura con la moglie Fran Walsh e alla loro storica partner Philippa Boyens. Christian Rivers, collaboratore di Peter Jackson in tutti i suoi film, si occuperà della regia.

Di seguito la sinossi del primo di quattro romanzi pubblicatonel 2001 dalla Scholastic: Futuro remoto. Tom, giovane Apprendista Storico di Terza Classe, vive in una Londra che si aggira per il mondo ormai deserto cercando di divorare altre città più deboli allo scopo di procacciarsi schiavi e risorse. Un caso fortuito porta il ragazzo a sventare il piano omicida di una giovane orribilmente sfigurata che attenta alla vita del capo della Corporazione degli Storici, l’archeologo Valentine. Prima che la misteriosa ragazza precipiti nel nulla del selvaggio Territorio Esterno, Tom riesce a farsi rivelare la sua identità. Ma, da quel momento, da eroe e si trasforma in preda. Età di lettura: da 11 anni.

Nel cast Hugo WeavingSteven Lang (Avatar, Into the Badlands), Jihae (Mars), Patrick Malahide (Balon Greyjoy di Game of Thrones), Colin Salmon (visto in Arrow e Limitless), Rege-Jean Page (da Roots) e Leila George (Mother, May I Sleep with Danger?).

Leggi la recensione di Macchine Mortali

Macchine Mortali trailer: Peter Jackson non vede l’ora di vedere il nuovo Signore degli Anelli

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Durante il New York Comic Con 2018 è stato diffuso il secondo trailer ufficiale di Macchine Mortali, il film prodotto da Peter Jackson e diretto dall’esordiente Christian Rivers che porta sullo schermo la saga fantasy scritta da Philip Reeve.

A presentare il film c’era anche Peter Jackson, che produce l’esordio alla regia del suo aiuto, Rivers. Parlando con ComicBook , il regista premio Oscar ha spiegato che, in merito alla serie tv su Il Signore degli Anelli in produzione, si sente molto positivo e non vede l’ora di potervi assistere. Ecco cosa ha dichiarato Jackson: “Non vedo l’ora di vedere la serie. Non ho mai visto come si deve la storia e i filmperché io sono sempre stato il tizio che ha realizzato Il Signore degli Anelli, quindi adesso non vedo l’ora di essere il tizio normale che sta lì e guarda come qualcun’altro ha raccontato il mondo di Tolkien”.

Peter Jackson conferma così il suo grande amore nei confronti di un progetto cinematografico che ha interessato e apparentemente assorbito e prosciugato tutte le sue energie creative, tanto che, dall’uscita de Il Ritorno del Re, ancora si aspetta il suo prossimo grande progetto (è opinione comune che la Trilogia de lo Hobbit non sia stato un prodotto di successo).

Di seguito il trailer di Macchine Mortali:

Macchine Mortali: i character poster dal film

Migliaia di anni dopo la distruzione del mondo civilizzato a causa di un cataclisma, la razza umana si è adattata e si è evoluta con un nuovo stile di vita. Gigantesche città in movimento vagano per la Terra, prendendo brutalmente di mira le più piccole città trazioniste. Tom Natsworthy (Robert Sheehan)—proveniente da una classe inferiore della grande città trazionista di Londra—si ritrova a dover combattere per la sopravvivenza dopo essersi imbattuto in Hester Shaw (Hera Hilmar), una pericolosa fuggitiva. I due opposti, i cui sentieri non avrebbero mai dovuto incontrarsi, sigleranno un’alleanza destinata a cambiare il corso del futuro.

Macchine Mortali è la nuova sorprendente ed epica avventura diretta dal premio Oscar® Christian Rivers, un’artista degli effetti speciali (King Kong). A lui si uniscono i produttori tre volte premi Oscar® Peter Jackson, Fran Walsh e Philippa Boyens (le trilogie de Lo Hobbit ed Il Signore degli Anelli), i quali hanno firmato la sceneggiatura. L’adattamento Universal e MRC è basato sulla pluripremiata serie scritta da Philip Reeve, e pubblicata nel 2001 da Scholastic.

Ad unirsi a Walsh e Jackson in veste di produttori figurano Zane Weiner (la trilogia de Lo Hobbit), Amanda Walker (la trilogia de Lo Hobbit) e Deborah Forte (Piccoli Bridivi). Ken Kamins (la trilogia de Lo Hobbit) si unisce a Boyens in veste di produttore esecutivo. Universal distribuirà il film in tutto il mondo.

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Fonte: Universal Pictures

Macchine mortali finalmente in home video

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Macchine mortali finalmente in home video

Centinaia di anni dopo la disfatta della nostra civilizzazione, un nuovo mondo è emerso in Macchine Mortali. Una misteriosa giovane donna di nome Hester Shaw (Hera Hilmar, Anna Karenina) dirige una banda di emarginati nella lotta per impedire a Londra – ora una gigantesca città su ruote – dal divorare qualunque cosa sul suo percorso.

Macchine Mortali offre un’esperienza visiva ad altissima definizione degli incredibili effetti speciali del film. Sono presenti oltre sessanta minuti di contenuti speciali del dietro le quinte, tra cui uno sguardo in profondità a come la troupe ha dato vita alla visione del futuro di Macchine Mortali e un commento del regista Christian Rivers.

 Basato sulla premiata saga di libri di Philip Reeve, Macchine Mortali è un’epica avventura diretta dal premio Oscar per gli effetti speciali Christian Rivers (King Kong). Insieme a Rivers, i film-maker protagonisti delle trilogie di Lo Hobbit e Il signore degli anelli, vincitori degli Academy Award per tre volte, Peter Jackson, Fran Walsh e Philippa Boyens, che hanno scritto la sceneggiatura.

Macchine Mortali nel formato 4K Ultra HD enfatizza gli effetti speciali da rimanere a bocca aperta, creati dal team Weta Digital guidato da Ken McGaugh, Kevin Smith, Luke Millar e Dennis Yoo. A bordo in qualità di produttori ci sono Zane Weiner (la trilogia de Lo Hobbit), Amanda Walker (la trilogia de Lo Hobbit) e Deborah Forte (Piccoli brividi), insieme a Walsh e Jackson. Ken Kamins (la trilogia de Lo Hobbit) si unisce a Boyens come produttore esecutivo. Macchine Mortali include nel cast Hera Hilmar (Anna Karenina), Robert Sheehan (Geostorm, Three Summers), Jihae (“Mars”), Hugo Weaving (Il Signore degli anelli, V per Vendetta), e Stephen Lang (Avatar, Man in the dark).

CONTENUTI BONUS ESCLUSIVI NEI FORMATI 4K ULTRA HD, BLU-RAY 3D, BLU-RAY E DVD:

  • Benvenuti a Londra – In questo dietro le quinte suddiviso in 5 parti, i produttori rivelano i segreti dietro l’ambizioso progetto di mettere un’intera città in movimento su ruote.
    • La creazione della Bestia
    • I livelli di Londra
    • I più piccoli dettagli
    • Il museo di Londra
    • Medusa e St. Paul’s
  • Commento al film con il regista Christian Rivers
  • La fine degli antichi – Scoprite i segreti della Guerra dei Sessanta Minuti mentre viaggiate attraverso il Museo di Londra. Guidati dal Corpo degli Storici, scoprite cosa ha segnato la fine degli Antichi migliaia di anni prima degli eventi di Macchine mortali.
  • La serie di personaggi – Uno sguardo in profondità ai personaggi del film.
    • Hester Shaw
    • Tom Natsworthy
    • Anna Fang
    • Thaddeus Valentine
    • Shrike
  • Nell’aria – Unisciti alla Lega Anti-Trazionista e scopri cosa è successo nella creazione dell’Airhaven.
  • E molto altro!

Il film sarà disponibile in 4K Ultra HD in una confezione doppia che include il 4K Ultra HD Blu-rayTM e il Blu-rayTM. Il disco 4K Ultra HD disc comprende gli stessi contenuti extra della versione Blu-rayTM, tutti nella straordinaria risoluzione 4K.

  • 4K Ultra HD è la migliore esperienza visiva per la visione di un film. Il 4K Ultra HD presenta la combinazione della risoluzione 4K di quattro volte superiore al classico HD, la brillantezza dei colori dell’High Dynamic Range (HDR) con una resa audio totalmente immersiva per un’esperienza sonora multidimensionale.
  •  Blu-rayTM sfodera il potere della tua TV HD e si dimostra il modo migliore per vedere i film a casa, con la risoluzione di 6 volte superiore rispetto al DVD, extra esclusivi e un sonoro in modalità surroud, come al cinema.

Macchine Mortali di Peter Jackson: nuovi nomi per il cast

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Continua la costruzione del cast di Macchine Mortali, il prossimo atteso progetto cinematografico di Peter Jackson che si cimenta di nuovo con un materiale letterario voluminoso e molto amato.

Su THR leggiamo che al cast del film si sono aggiunti tre nuovi nomi: Steven Lang (Avatar, Into the Badlands), Jihae (Mars) e Leila George (Mother, May I Sleep with Danger?).

Jihae interpreterà Anna Fang, un pilota della resistenza che nei libri ha un ruolo molto importante. Leila George sarà invece Katherine Valentine, mentre Lang potrebbe interpretare il padre di KatherineThaddeus Valentine, il villain. Questo ruolo però non è ancora stato confermato.

Il film è basato sull’omonimo romanzo di Philip Reeve ambientato in un bizzarro futuro post apocalittico. Hera Hilmar si unirà a Robbie Sheehan e Ronan Raftery.

Macchine Mortali di Peter Jackson arriverà nel 2018

Jackson produrrà il progetto e scriverà la sceneggiatura con la moglie Fran Walsh e alla loro storica partner Philippa Boyens. Christian Rivers, collaboratore di Peter Jackson in tutti i suoi film, si occuperà della regia.

Di seguito la sinossi del primo di quattro romanzi pubblicatonel 2001 dalla Scholastic: Futuro remoto. Tom, giovane Apprendista Storico di Terza Classe, vive in una Londra che si aggira per il mondo ormai deserto cercando di divorare altre città più deboli allo scopo di procacciarsi schiavi e risorse. Un caso fortuito porta il ragazzo a sventare il piano omicida di una giovane orribilmente sfigurata che attenta alla vita del capo della Corporazione degli Storici, l’archeologo Valentine. Prima che la misteriosa ragazza precipiti nel nulla del selvaggio Territorio Esterno, Tom riesce a farsi rivelare la sua identità. Ma, da quel momento, da eroe e si trasforma in preda. Età di lettura: da 11 anni.

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Macchine Mortali di Peter Jackson arriverà nel 2018

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Macchine Mortali di Peter Jackson arriverà nel 2018

Secondo quanto riporta ComingSoon, la Universal e la MRC hanno annunciato che Macchine Mortali, il nuovo progetto che vedrà Peter Jackson tornare dietro la macchina da presa, arriverà al cinema il 14 dicembre 2018, in una data che al momento è “libera” da concorrenza.

Macchine Mortali al cinema nel 2018

Volendo fare un’ipotesi però, la data potrebbe essere quella che sarà occupata anche dallo spin-off di Star Wars su Han Solo, considerando che Rogue One uscirà il 15 dicembre 2016 e che Episodio VIII è atteso per il 14 dicembre 2017.

Jackson produrrà il progetto e scriverà la sceneggiatura con la moglie Fran Walsh e alla loro storica partner Philippa Boyens. Christian Rivers, collaboratore di Peter Jackson in tutti i suoi film, si occuperà della regia.

Di seguito la sinossi del primo di quattro romanzi pubblicatonel 2001 dalla Scholastic: Futuro remoto. Tom, giovane Apprendista Storico di Terza Classe, vive in una Londra che si aggira per il mondo ormai deserto cercando di divorare altre città più deboli allo scopo di procacciarsi schiavi e risorse. Un caso fortuito porta il ragazzo a sventare il piano omicida di una giovane orribilmente sfigurata che attenta alla vita del capo della Corporazione degli Storici, l’archeologo Valentine. Prima che la misteriosa ragazza precipiti nel nulla del selvaggio Territorio Esterno, Tom riesce a farsi rivelare la sua identità. Ma, da quel momento, da eroe e si trasforma in preda. Età di lettura: da 11 anni.

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Macchine Mortali 2: perché non è mai stato realizzato, cosa avrebbe raccontato e se esiste ancora una speranza

Quando Macchine mortali arrivò al cinema nel 2018, aveva tutte le caratteristiche per diventare un nuovo grande franchise fantasy: un universo narrativo solido, tratto dai romanzi di Philip Reeve, una produzione ambiziosa guidata da Peter Jackson e un immaginario visivo forte, costruito attorno al concetto di città mobili. Eppure, nonostante queste premesse, il progetto si è fermato al primo capitolo, lasciando in sospeso una saga che nei libri proseguiva con sviluppi molto più ampi.

La domanda su un possibile Macchine Mortali 2 non riguarda solo un sequel mancato, ma un’occasione persa per il cinema fantasy contemporaneo. Dietro quella mancata continuazione si intrecciano ragioni industriali, scelte narrative e dinamiche di mercato che raccontano molto dello stato dell’industria blockbuster negli ultimi anni. Capire perché non è stato realizzato, cosa avrebbe potuto raccontare e se esiste ancora una possibilità di ritorno significa leggere oltre il singolo film e osservare come nascono – e muoiono – i franchise.

Perché Macchine Mortali 2 non è mai stato realizzato: il fallimento commerciale che ha bloccato il franchise

Macchine mortali libro

Il motivo principale è brutale ma semplice: Macchine mortali è stato un flop al botteghino. Con un budget molto elevato e un incasso globale ben al di sotto delle aspettative, il film non è riuscito a recuperare i costi di produzione e marketing. In un’industria dove i franchise si costruiscono sulla sostenibilità economica, questo risultato ha chiuso immediatamente la porta a qualsiasi seguito.

Il problema non è stato solo economico, ma anche strategico. Il film è arrivato in un momento in cui il pubblico era già saturo di nuovi universi fantasy lanciati come “nuovi grandi fenomeni” senza un reale radicamento. A differenza di saghe come Il Signore degli Anelli o Harry Potter, Macchine mortali non aveva ancora una base di fan abbastanza ampia da garantire una partenza solida. Inoltre, la distribuzione e il posizionamento non hanno aiutato: il film è stato percepito più come un prodotto derivativo che come una proposta davvero innovativa.

Questo ha generato un cortocircuito: un progetto pensato come franchise è stato giudicato fin dal primo capitolo come un investimento troppo rischioso. In questi casi, Hollywood non aspetta una “seconda occasione”: semplicemente passa oltre.

Di cosa avrebbe parlato Macchine Mortali 2: l’evoluzione della storia tra nuove città e conflitti più grandi

Eppure, dal punto di vista narrativo, il materiale per un sequel non mancava affatto. Il primo film copriva solo una parte iniziale della saga letteraria, lasciando fuori sviluppi fondamentali. Il secondo capitolo avrebbe adattato Predatori d’oro (Predator’s Gold), ampliando enormemente la scala del racconto.

Dopo la caduta di Londra, la storia si sarebbe spostata verso nuove città mobili e nuovi equilibri di potere, introducendo un mondo ancora più complesso. I protagonisti Hester Shaw e Tom Natsworthy avrebbero affrontato conseguenze più profonde delle loro scelte, in un contesto dove la guerra tra trazione e anti-trazione sarebbe diventata ancora più centrale.

Ma il punto più interessante è il cambio di tono. Se il primo film era ancora legato a una struttura più classica di avventura, il secondo avrebbe portato la saga verso territori più oscuri e politici. Il mondo di Macchine Mortali nei romanzi diventa progressivamente più duro, meno “spettacolare” e più riflessivo, mettendo in discussione l’idea stessa di progresso e sopravvivenza.

Questo significa che Macchine Mortali 2 avrebbe potuto correggere uno dei limiti del primo film: la semplificazione di un universo narrativo molto più complesso. Paradossalmente, il vero potenziale della saga era ancora tutto davanti.

C’è ancora speranza per Macchine Mortali 2? Tra reboot e nuove strategie delle piattaforme

La domanda oggi non è più se vedremo un sequel diretto, ma se l’universo di Macchine Mortali potrà tornare in un’altra forma. Ed è qui che il discorso si fa più interessante.

Nel modello attuale, un flop cinematografico non significa necessariamente la fine definitiva di un IP. Le piattaforme streaming hanno cambiato le regole del gioco: proprietà intellettuali con forte potenziale visivo e narrativo possono essere recuperate, rielaborate e rilanciate sotto forma di serie o reboot. In questo senso, Macchine Mortali ha ancora diversi elementi a suo favore: un worldbuilding unico, una saga letteraria già strutturata e un’estetica facilmente riconoscibile.

Tuttavia, bisogna essere realistici: un Macchine Mortali 2 come sequel diretto del film del 2018 è oggi altamente improbabile. Il cast è andato avanti, il momentum si è perso e l’investimento richiesto sarebbe troppo alto rispetto al rischio percepito.

La vera possibilità, semmai, è un ritorno sotto forma di adattamento seriale, magari più fedele ai libri e con un tono meno “blockbuster” e più narrativo. È lì che un progetto del genere potrebbe trovare una seconda vita, sfruttando proprio quella profondità che il primo film non è riuscito a esprimere pienamente.

In definitiva, Macchine Mortali 2 non è stato realizzato perché il sistema industriale non ha dato al film il tempo di diventare ciò che prometteva. Ma questo non significa che l’universo sia esaurito. Significa solo che, per tornare, dovrà farlo in un modo diverso.

Macbeth: trailer italiano del film con Michael Fassbender

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Macbeth: trailer italiano del film con Michael Fassbender

Ecco il trailer italiano di Macbeth, diretto da Justin Kurzel, e con protagonisti Michael Fassbender e Marion Cotillard. Il film è stato presentato in Concorso all’ultimo festival di Cannes.

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L’adattamento cinematografico dell’opera shakespeariana è presentata come “una rivisitazione di ciò che il periodo di guerra doveva essere stato per uno dei più famosi e interessanti personaggi di Shakespeare, una storia di passione e ambizione ambientata in una Scozia devastata dalla guerra medievale”. Il regista, che ha condotto una ricerca approfondita sul periodo in cui sono ambientati i fatti e sulla brutalità dei combattimenti, ha affermato: “Mi ricorda molto il Western. E un peaesaggio e un’atmosfera molto più pericolosi di quanto abbia mai visto nei precedenti adattamenti di Macbeth”.

L’australiano Justin Kurzel ha d’altra parte già dato prova della sua bravura nella rappresentazione di paesaggi desolati e cupi nel suo – pluripremiato –Snowtown.

Accanto a Fassbender (Macbeth, generale dell’esercito di Duncan) e Marion Cotillard(Lady Macbeth), nel cast anche Paddy Considine (Banquo), Sean Harris(Macduff), e David Thewlis (Duncan).

Macbeth: recensione dello spettacolo con Kenneth Branagh

La stagione della Nexo Digital, che porta nelle sale l’eccellenza delle produzioni teatrali britanniche, prosegue al meglio grazie all’attesissimo allestimento del Macbeth andato in scena in estate durante il Manchester International Festival e co-diretto da Rob Ashford e Kenneth Branagh. L’attore tornato in scena per l’occasione nelle vesti di  assoluto protagonista, dopo più di dieci anni di lontananza dalle opere del Bardo.

A dispetto della preferenza verso adattamenti dall’ambientazione alternativa dimostrata nella rosa di titoli Shakespeariani da lui diretti e interpretati per il grande schermo, per il suo ritorno sul palcoscenico Branagh sceglie di attenersi a un fedele immaginario medievale trasportato per l’occasione entro la cornice di una chiesa sconsacrata, magnetica e suggestiva nel sottolineare la netta linea di separazione fra bene e male e infondere nel dramma brivido e inquietudine: in una navata ricolma di fango e sotto la pioggia battente, i Signori di Scozia combattono e si sfidano, scagliandosi contro le gradinate di un pubblico colto da emozioni antiche di imprevedibilità e sorpresa, spesso tristemente smarrite nell’eccessiva distanza fra i spettatori e la scena.

Le sfumature dell’interpretazione di Branagh colmano da sole qualsiasi incertezza: favorito dall’aver abbracciato il ruolo nella maturità, Branagh regala una prova magistrale che lascia intravedere tutta la determinazione del guerriero, pronto a combattere con coraggio e a cedere alle lusinghe del potere con altrettanta ferocia, ma anche la nobiltà ultima nello sguardo tremante e negli occhi lucidi un uomo vessato dal peso delle sue colpe, consapevole di aver firmato con le sue mani insanguinate una condanna all’oscurità.

Al riparo nell’abside e illuminata da decine e decine di candele destinate a spegnersi sotto il peso dell’ambizione e della sete di potere, la Lady Macbeth di Alex Kingston fa subito il suo ingresso attendendo con la pazienza che arrivi il momento di agire: la forte chimica fra lei e Branagh benedice una delle unioni meglio riuscite dell’intera produzione Shakespeariana con un’attrazione elettrica e palpabile, ma se qualcuno potrà rimanere spiazzato da una Lady poco glaciale pronta a tremare e a vacillare tanto quanto il marito, l’interpretazione nervosa e caricata della Kingston asseconda al meglio il bisogno di sottolineare con maggiore l’enfasi l’umanità dei personaggi dell’opera, colti dall’ebbrezza delle opportunità offerte dal destino e poi lasciati soli ad autodistruggersi.

L’emozione che avrebbe potuto regalare la visione dal vivo di un gioiello come Macbeth non è in discussione, ma quando l’alleanza fra teatro e cinema si traduce nell’opportunità di assaporare uno spettacolo di tali dimensioni, non possiamo che uscire dalla sala estasiati e augurarci che una simile esperienza possa ripetersi il più presto possibile.

Macbeth: recensione del film con Michael Fassbender

Macbeth: recensione del film con Michael Fassbender

In principio vi era la Scozia selvaggia e le sue valli sterminate, i suoi contorni rigogliosi, spigolosi, e il vento gelido fra gli arbusti e i capelli degli uomini. Uomini mossi dalla rabbia, dalla fame di conquista, con le mani sempre occupate da spade d’acciaio e sporche di sangue scuro. Fra loro il più ambizioso fra tutti, Macbeth, furioso e pieno di cieca determinazione.

Protagonista del più conosciuto ed essenziale lavoro di William Shakespeare, il generale dell’esercito di Duncan torna a vivere sul grande schermo cinematografico grazie allo sguardo visionario di Justin Kurzel, a quattro anni di distanza da Snowtown. Fra i mille approcci possibili per un adattamento, il regista australiano sceglie una strada curiosa: riprende alla lettera il testo classico dell’opera ma vi costruisce attorno un mondo nuovo, imponente.

Lo fa usando un linguaggio visivo assolutamente contemporaneo, colossale, aiutato dall’incredibile talento di Adam Arkapaw che firma una fotografia da premio. Una scelta che potrebbe far storcere il naso a molti, eppure pensandoci in profondità si tratta di un modus operandi perfettamente in linea con il Macbeth originale. Ambientato durante il basso medioevo, il dramma è ormai un archetipo della brama di potere e della sua pericolosità. La storia di un Re talmente avido da mettere da parte – pur di avere il controllo assoluto – i valori fondamentali della vita e perdere tutto. La moglie, il figlio, la lucidità mentale. Ogni cosa è sacrificata solo per poter indossare una pesante corona sul capo. Un contesto antico che nasconde temi e sfumature vivi ancora oggi, che serpeggiano nella società che noi stessi abbiamo costruito.

Macbeth

Esistono ancora guerre in Africa o in Medio Oriente per ideali ambigui, ma si combatte anche laddove i campi di battaglia non sono espliciti. Non si affilano le spade e non si dissemina morte nelle piazze, ma si trama segretamente sui posti di lavoro, nelle lotte di camorra, o semplicemente ci si annienta all’interno del nucleo familiare.

Dai tempi di Shakespeare sono passati oltre quattrocento anni, quasi mille dalla vera leggenda di Macbeth di Scozia, ma la storia ancora si ripete uguale, imperterrita. Il risultato è stupefacente, l’attualità delle immagini si fonde alle parole altissime del drammaturgo inglese con potenza, richiamando alla mente alcune tinte tarantiniane e i paesaggi desolati e inospitali dei western di Sergio Leone. Kurzel gioca con i colori e la saturazione, la velocità dei frames e le nebbie fitte divertendosi e “divertendo”.

Meno lineare la direzione degli attori: il testo di difficoltà estrema ha messo a dura prova Michael Fassbender e Marion Cotillard, che porta l’ulteriore handicap di essere madrelingua francese. Il primo riesce a lasciare un segno forte, epico, quando è presente sulla scena tutto acquista spessore; la seconda appare più spaesata, confusa, inoltre non regala a Lady Macbeth quella giusta perfidia malcelata che dovrebbe forse avere. Se però i due si trovano nella medesima inquadratura, il discorso cambia e insieme – straordinariamente – si completano. Oltre agli interpreti, anche il pubblico potrebbe subire la maledizione della lingua arcaica.

Macbeth appare infatti, sin dalle sue prime battute, un prodotto di nicchia destinato a spettatori dotati di una certa cultura e sensibilità. Aspettarsi un episodio d’autore di Game of Thrones lungo 113 minuti potrebbe essere un errore fatale per molti, ma almeno oggi – forse – la tomba di William Shakespeare è salva dall’avere particolari scossoni.

Macbeth: prime clip del film con Michael Fassbender e Marion Cotillard

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Guarda le prime clip di Macbeth, l’atteso film con Michael Fassbender e Marion Cotillard che sarà presentato domani al Festival di Cannes 2015:

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L’adattamento cinematografico dell’opera shakespeariana è presentata come “una rivisitazione di ciò che il periodo di guerra doveva essere stato per uno dei più famosi e interessanti personaggi di Shakespeare, una storia di passione e ambizione ambientata in una Scozia devastata dalla guerra medievale”. macbeth-poster 1Il regista, che ha condotto una ricerca approfondita sul periodo in cui sono ambientati i fatti e sulla brutalità dei combattimenti, ha affermato: “Mi ricorda molto il Western. E un peaesaggio e un’atmosfera molto più pericolosi di quanto abbia mai visto nei precedenti adattamenti di Macbeth”.

L’australiano Justin Kurzel ha d’altra parte già dato prova della sua bravura nella rappresentazione di paesaggi desolati e cupi nel suo – pluripremiato – Snowtown.

Accanto a Fassbender (Macbeth, generale dell’esercito di Duncan) e Marion Cotillard (Lady Macbeth), nel cast anche Paddy Considine (Banquo), Sean Harris (Macduff), e David Thewlis (Duncan).
Macbeth verrà presentato in anteprima a Cannes il prossimo mese.

Fonte: CS.it

Macbeth: prima foto dal set con Michael Fassbender

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Arriva la prima foto dal set dell’annunciato nuovo adattamento di Macbeth con protagonisti Michael Fassbender e Marion Cotillard. L’immagine ritrae proprio i due protagonisti sul set del film che è diretto da Justin Kurzel. Il film, attualmente in lavorazione è stato scritto da  Todd Louiso e Jacob Koskoff e nel cast comprende anche Sean Harris e Jack Reynor.

Macbeth

Macbeth è prodotto da Iain Canning e Emile Sherman, che hanno alle spalle ottimi precedenti con Il discorso del re e Shame.

Macbeth è tra i più conosciuti drammi di Shakespeare, nonché la tragedia più breve. Frequentemente rappresentata e riadattata nel corso dei secoli, è divenuta archetipo della brama di potere e dei suoi pericoli. Per la trama Shakespeare si ispirò liberamente al resoconto storico del re Macbeth di Scozia di Raphael Holinshed e a quello del filosofo scozzese Hector Boece. Ci sono molte superstizioni fondate sulla credenza che il dramma sia in qualche modo “maledetto” e molti attori non vogliono menzionarne ad alta voce il titolo, riferendosi ad esso come “Il dramma scozzese”. Pronunciare il suo nome dentro un teatro è considerato un atto capace di trasformare qualsiasi spettacolo in un fiasco. Molto popolare è anche la versione operistica di questa tragedia, musicata da Verdi su libretto di Francesco Maria Piave e considerata, se possibile, ancora più malaugurante del dramma shakespeariano.

Macbeth: nuove foto di Michael Fassbender e Marion Cotillard

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Macbeth: nuove foto di Michael Fassbender e Marion Cotillard

Sono arrivate online nuove immagini di Macbeth, il nuovo adattamento shakesperiano diretto da Justin Kurzel (Snowtown) con Michael Fassbender e Marion Cotillard. Il film, presentato sulla Croisette di quest’anno, sarà distribuito dalla Weinstein Company a dicembre nelle sale americane, e su Amazon Prime a partire dal 2016.

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L’adattamento cinematografico dell’opera shakespeariana è presentata come “una rivisitazione di ciò che il periodo di guerra doveva essere stato per uno dei più famosi e interessanti personaggi di Shakespeare, una storia di passione e ambizione ambientata in una Scozia devastata dalla guerra medievale”.

Accanto a Fassbender (Macbeth, generale dell’esercito di Duncan) e Marion Cotillard(Lady Macbeth), nel cast anche Paddy Considine (Banquo), Sean Harris (Macduff), e David Thewlis (Duncan).

Fonte: Playlist

Macbeth: nuova foto con Michael Fassbender e Marion Cotillard

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Macbeth: nuova foto con Michael Fassbender e Marion Cotillard

Ecco un’altra foto ufficiale dal film Macbeth, l’ennesima trasposizione cinematografica della tragedia shakespeariana più amata dal cinema. Nell’immagine, come nella precedente, potete vedere Michael Fassbender e Marion Cotillard, bellissimi Macbeth e Lady Macbeth: [nggallery id=599]

Macbeth è diretto da Justin Kurzel. Il film, attualmente in lavorazione è stato scritto da  Todd Louiso e Jacob Koskoff e nel cast comprende anche Sean Harris, Jack Reynor e Marion Cotillard nei panni di Lady Macbeth.

MacbethMacbeth è prodotto da Iain Canning e Emile Sherman, che hanno alle spalle ottimi precedenti con Il discorso del re e Shame.

Macbeth è tra i più conosciuti drammi di Shakespeare, nonché la tragedia più breve. Frequentemente rappresentata e riadattata nel corso dei secoli, è divenuta archetipo della brama di potere e dei suoi pericoli. Per la trama Shakespeare si ispirò liberamente al resoconto storico del re Macbeth di Scozia di Raphael Holinshed e a quello del filosofo scozzese Hector Boece. Ci sono molte superstizioni fondate sulla credenza che il dramma sia in qualche modo “maledetto” e molti attori non vogliono menzionarne ad alta voce il titolo, riferendosi ad esso come “Il dramma scozzese”. Pronunciare il suo nome dentro un teatro è considerato un atto capace di trasformare qualsiasi spettacolo in un fiasco. Molto popolare è anche la versione operistica di questa tragedia, musicata da Verdi su libretto di Francesco Maria Piave e considerata, se possibile, ancora più malaugurante del dramma shakespeariano.

Fonte: Empire

Macbeth: nuova clip con Michael Fassbender e Marion Cotillard

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Macbeth: nuova clip con Michael Fassbender e Marion Cotillard

Ecco una nuova clip dal Macbeth di Justin Kurzel che ha diretto Michael Fassbender e Marion Cotillard nei panni di Macbeth e della folle Lady, sua moglie.

Ecco la recensione del film

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L’adattamento cinematografico dell’opera shakespeariana è presentata come “una rivisitazione di ciò che il periodo di guerra doveva essere stato per uno dei più famosi e interessanti personaggi di Shakespeare, una storia di passione e ambizione ambientata in una Scozia devastata dalla guerra medievale”. Il regista, che ha condotto una ricerca approfondita sul periodo in cui sono ambientati i fatti e sulla brutalità dei combattimenti, ha affermato: “Mi ricorda molto il Western. E un peaesaggio e un’atmosfera molto più pericolosi di quanto abbia mai visto nei precedenti adattamenti di Macbeth”.

L’australiano Justin Kurzel ha d’altra parte già dato prova della sua bravura nella rappresentazione di paesaggi desolati e cupi nel suo – pluripremiato –Snowtown.

Accanto a Fassbender (Macbeth, generale dell’esercito di Duncan) e Marion Cotillard (Lady Macbeth), nel cast anche Paddy Considine (Banquo), Sean Harris (Macduff) e David Thewlis (Duncan).

Macbeth: Michael Fassbender e Marion Cotillard in una nuova foto

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Macbeth: Michael Fassbender e Marion Cotillard in una nuova foto

Ecco una nuova e intensa immagine dal set di Macbeth, in cui il protagonista, interpretato da Michael Fassbender, e la sua Lady M., nel film Marion Cotillard, condividono un momento particolarmente intenso. Questa coppia sullo schermo promette decisamente grandi emozioni!

Macbeth è diretto da Justin Kurzel. Il film, attualmente in lavorazione è stato scritto da  Todd Louiso e Jacob Koskoff e nel cast comprende anche Sean Harris, Jack Reynor e Marion Cotillard nei panni di Lady Macbeth.

Macbeth è prodotto da Iain Canning e Emile Sherman, che hanno alle spalle ottimi precedenti con Il discorso del re e Shame.

Macbeth è tra i più conosciuti drammi di Shakespeare, nonché la tragedia più breve. Frequentemente rappresentata e riadattata nel corso dei secoli, è divenuta archetipo della brama di potere e dei suoi pericoli. Per la trama Shakespeare si ispirò liberamente al resoconto storico del re Macbeth di Scozia di Raphael Holinshed e a quello del filosofo scozzese Hector Boece. Ci sono molte superstizioni fondate sulla credenza che il dramma sia in qualche modo “maledetto” e molti attori non vogliono menzionarne ad alta voce il titolo, riferendosi ad esso come “Il dramma scozzese”. Pronunciare il suo nome dentro un teatro è considerato un atto capace di trasformare qualsiasi spettacolo in un fiasco. Molto popolare è anche la versione operistica di questa tragedia, musicata da Verdi su libretto di Francesco Maria Piave e considerata, se possibile, ancora più malaugurante del dramma shakespeariano.

A questo link invece trovate la prima foto dal set del film che raffigura Fassbender in compagnia della Cotillard.

Fonte: DM

Macbeth: il trailer italiano con Michael Fassbender

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Macbeth: il trailer italiano con Michael Fassbender

Ecco il trailer italiano di Macbeth, diretto da Justin Kurzel, e con protagonisti Michael Fassbender e Marion Cotillard. Il film è stato presentato in Concorso all’ultimo festival di Cannes. Ecco la recensione.

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L’adattamento cinematografico dell’opera shakespeariana è presentata come “una rivisitazione di ciò che il periodo di guerra doveva essere stato per uno dei più famosi e interessanti personaggi di Shakespeare, una storia di passione e ambizione ambientata in una Scozia devastata dalla guerra medievale”. macbeth-poster 1Il regista, che ha condotto una ricerca approfondita sul periodo in cui sono ambientati i fatti e sulla brutalità dei combattimenti, ha affermato: “Mi ricorda molto il Western. E un peaesaggio e un’atmosfera molto più pericolosi di quanto abbia mai visto nei precedenti adattamenti di Macbeth”.

L’australiano Justin Kurzel ha d’altra parte già dato prova della sua bravura nella rappresentazione di paesaggi desolati e cupi nel suo – pluripremiato –Snowtown.

Accanto a Fassbender (Macbeth, generale dell’esercito di Duncan) e Marion Cotillard(Lady Macbeth), nel cast anche Paddy Considine (Banquo), Sean Harris (Macduff), e David Thewlis (Duncan).

Macbeth: il primo trailer con Michael Fassbender

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Macbeth: il primo trailer con Michael Fassbender

Ecco il primo trailer del discusso Macbeth con protagonisti Michael Fassbender e Marion Cotillard. Il film è stato presentato in concorso all’ultimo festival di Cannes. Qui la nostra recensione e di seguito il video:

GUARDA ANCHE: Macbeth: prime clip del film con Michael Fassbender e Marion Cotillard 

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L’adattamento cinematografico dell’opera shakespeariana è presentata come “una rivisitazione di ciò che il periodo di guerra doveva essere stato per uno dei più famosi e interessanti personaggi di Shakespeare, una storia di passione e ambizione ambientata in una Scozia devastata dalla guerra medievale”. macbeth-poster 1Il regista, che ha condotto una ricerca approfondita sul periodo in cui sono ambientati i fatti e sulla brutalità dei combattimenti, ha affermato: “Mi ricorda molto il Western. E un peaesaggio e un’atmosfera molto più pericolosi di quanto abbia mai visto nei precedenti adattamenti di Macbeth”.

L’australiano Justin Kurzel ha d’altra parte già dato prova della sua bravura nella rappresentazione di paesaggi desolati e cupi nel suo – pluripremiato – Snowtown.

Accanto a Fassbender (Macbeth, generale dell’esercito di Duncan) e Marion Cotillard (Lady Macbeth), nel cast anche Paddy Considine (Banquo), Sean Harris (Macduff), e David Thewlis (Duncan).

Macbeth: due nuovi poster italiani con Marion Cotillard

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Macbeth: due nuovi poster italiani con Marion Cotillard

Pubblicati due nuovi poster italiani della trasposizione della tragedia shakespeariana Macbeth di Justin Kurzel, con Marion Cotillard e Michael Fassbender

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L’adattamento cinematografico dell’opera shakespeariana è presentata come “una rivisitazione di ciò che il periodo di guerra doveva essere stato per uno dei più famosi e interessanti personaggi di Shakespeare, una storia di passione e ambizione ambientata in una Scozia devastata dalla guerra medievale”. macbeth-poster 1Il regista, che ha condotto una ricerca approfondita sul periodo in cui sono ambientati i fatti e sulla brutalità dei combattimenti, ha affermato: “Mi ricorda molto il Western. E un peaesaggio e un’atmosfera molto più pericolosi di quanto abbia mai visto nei precedenti adattamenti di Macbeth”.

L’australiano Justin Kurzel ha d’altra parte già dato prova della sua bravura nella rappresentazione di paesaggi desolati e cupi nel suo – pluripremiato –Snowtown.

Accanto a Fassbender (Macbeth, generale dell’esercito di Duncan) e Marion Cotillard(Lady Macbeth), nel cast anche Paddy Considine (Banquo), Sean Harris (Macduff), eDavid Thewlis (Duncan).

Macbeth: due nuove clip in italiano con Michael Fassbender

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Macbeth: due nuove clip in italiano con Michael Fassbender

Ecco due nuove clip in italiano del Macbeth di Justin Kurzel con Michael Fassbender e Marion Cotillard. Il film distribuito da Videa arriverà al cinema il 5 gennaio.

Ecco la recensione del film

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L’adattamento cinematografico dell’opera shakespeariana è presentata come “una rivisitazione di ciò che il periodo di guerra doveva essere stato per uno dei più famosi e interessanti personaggi di Shakespeare, una storia di passione e ambizione ambientata in una Scozia devastata dalla guerra medievale”. Il regista, che ha condotto una ricerca approfondita sul periodo in cui sono ambientati i fatti e sulla brutalità dei combattimenti, ha affermato: “Mi ricorda molto il Western. E un peaesaggio e un’atmosfera molto più pericolosi di quanto abbia mai visto nei precedenti adattamenti di Macbeth”.

L’australiano Justin Kurzel ha d’altra parte già dato prova della sua bravura nella rappresentazione di paesaggi desolati e cupi nel suo – pluripremiato –Snowtown.

Accanto a Fassbender (Macbeth, generale dell’esercito di Duncan) e Marion Cotillard(Lady Macbeth), nel cast anche Paddy Considine (Banquo), Sean Harris (Macduff), e David Thewlis (Duncan).

Macbeth: due intensi poster per i protagonisti

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Macbeth: due intensi poster per i protagonisti

Nella gallery di seguito trovate due nuovi intensi poster di Macbeth che raffigurano Marion Cotillard nei panni di lady Macbeth e Michael Fassbender in quelli del protagonista:

LEGGI LA RECENSIONE DEL FILM

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L’adattamento cinematografico dell’opera shakespeariana è presentata come “una rivisitazione di ciò che il periodo di guerra doveva essere stato per uno dei più famosi e interessanti personaggi di Shakespeare, una storia di passione e ambizione ambientata in una Scozia devastata dalla guerra medievale”. macbeth-poster 1Il regista, che ha condotto una ricerca approfondita sul periodo in cui sono ambientati i fatti e sulla brutalità dei combattimenti, ha affermato: “Mi ricorda molto il Western. E un peaesaggio e un’atmosfera molto più pericolosi di quanto abbia mai visto nei precedenti adattamenti di Macbeth”.

L’australiano Justin Kurzel ha d’altra parte già dato prova della sua bravura nella rappresentazione di paesaggi desolati e cupi nel suo – pluripremiato – Snowtown.

Accanto a Fassbender (Macbeth, generale dell’esercito di Duncan) e Marion Cotillard (Lady Macbeth), nel cast anche Paddy Considine (Banquo), Sean Harris (Macduff), e David Thewlis (Duncan).

Macbeth sarà distribuito dalla Weinstein Company

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Macbeth sarà distribuito dalla Weinstein Company

Deadline rivela che Macbeth, il nuovo adattamento cinematografico della nota tragedia shakespeariana ad opera di Justin Kurzel, verrà distribuito grazie alla Weinstein Company. Come sappiamo ormai da tempo, sarà Michael Fassbender ad interpretare il protagonista del titolo, mentre il premio Oscar Marion Cotillard sarà Lady Macbeth.

La sceneggiatura del film è opera di Jacob Koskoff e Todd Louiso, mentre a produrre ci saranno Iain Canning e Emile Sherman, che hanno alle spalle ottimi precedenti con Il discorso del re e Shame. La fase di produzione è stata posticipata a fine anno e le riprese dovrebbero cominciare a gennaio 2014. Studiocanal finanzierà la maggior parte del progetto, in associazione con Film4 e con i proventi che verranno dalle vendite estere.

Fonte: Coming Soon

Macbeth con Michael Fassbender distribuito da Videa in Italia

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Macbeth con Michael Fassbender distribuito da Videa in Italia

MacbethLa casa di distribuzione Videa annuncia le recenti acquisizioni all’ultimo mercato del Festival di Cannes. Tra i titoli anche l’attesissimo Macbeth con Michael Fassbender ed il premio Oscar Marion Cotillard.

Macbeth. Dal capolavoro di William Shakespeare, un adattamento cinematografico di grande impatto visivo – dai produttori de Il Discorso del re – con il candidato Oscar Michael Fassbender ed il premio Oscar Marion Cotillard. Regia di Justin Kurzel.(DA STUDIO CANAL)

Il nostro traditore tipo. Dal best seller di John le Carrè, un thriller di grande respiro con Ewan McGregor, Stellan Skarsgard, Damian Lewis e Naomi Harris. Sceneggiatura di Hossein Amini (Drive) e regia di Susanna White.(DA STUDIO CANAL)

Always on my mind. Una commedia sulle sfumature della vita, interpretata dalla candidata Oscar Glenn Close, e dal candidato Oscar Nick Nolte e dalla candidata Oscar Laura Dern. Regia di Chris D’Arienzo (Rock of Ages). Colonna sonora di Elton John.

(DA HANWAY) 

FreeHeld. Storia d’amore, amicizia e lotta per il riconoscimento dei diritti civili. Tratto da una storia vera, con la candidata Oscar Julianne Moore, la candidata Oscar Ellen Page (anche produttrice del film) e Zach Galifianakis (Una notte da leoni). Regia di Peter Sollett.(DA BANKSIDE)

Macaulay Culkin ricorda Catherine O’Hara, sua madre in Mamma, ho perso l’aereo: “Mamma, pensavo che avessimo più tempo”

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Macaulay Culkin ha scritto un commovente messaggio alla sua co-protagonista di Mamma, ho perso l’aereo Catherine O’Hara, scomparsa venerdì all’età di 71 anni.

“Mamma. Pensavo avessimo tempo”, ha scritto in una didascalia su Instagram. “Volevo di più. Volevo sedermi su una sedia accanto a te. Ti ho sentita, ma avevo ancora molto da dire. Ti voglio bene. Ci vediamo più tardi.”

O’Hara ha recitato in Mamma, ho perso l’aereo e Mamma, ho perso l’aereo 2: Mi sono smarrito a New York nel ruolo di Kate McCallister, madre di Kevin McCallister, interpretato da Culkin, il ruolo che ha dato il via alla sua carriera di attore bambino. Nel dicembre 2023, i due si sono riuniti in modo emozionante quando Macaulay Culkin ha ricevuto una stella sulla Hollywood Walk of Fame e O’Hara ha tenuto un discorso alla cerimonia.

“Macaulay, questo bellissimo, caro ragazzino di 10 anni, era definito una superstar, un uomo d’affari, uno dei giovani più promettenti di Hollywood da tutto il mondo. Come si fa a sopravvivere a tutto questo?”, ha detto O’Hara nel suo discorso. “Beh, credo che tu debba possedere una certa qualità, un dono che il caro [sceneggiatore-produttore] John Hughes ha ovviamente riconosciuto in te, Macaulay: il tuo senso dell’umorismo. È un segno di intelligenza in un bambino, e la chiave per sopravvivere alla vita a qualsiasi età. E da quello che vedo, hai portato questo dolce, ma contorto, ma assolutamente riconoscibile senso dell’umorismo in tutto ciò che hai scelto di fare da “Mamma, ho perso l’aereo””.

“Grazie per aver incluso me, la tua finta mamma che ti ha lasciato a casa da solo non una, ma due volte, per condividere questa felice occasione”, ha concluso. “Sono così orgogliosa di te”. Culkin si è asciugato le lacrime mentre i due si abbracciavano.

Vedi il post di Culkin.

Macaulay Culkin ha l’idea perfetta per un nuovo sequel di “Mamma, ho perso l’aereo”

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Macaulay Culkin è universalmente famoso per aver interpretato Kevin McCallister, un bambino di otto anni, nel grande film natalizio Mamma, ho perso l’aereo, in cui viene accidentalmente lasciato a casa dalla sua famiglia durante le vacanze e prepara delle trappole per proteggere se stesso e la casa da due ladri. Culkin ha poi ripreso il ruolo nel primo sequel, Mamma, ho riperso l’aereo: mi sono smarrito a New York.

Ora, durante una tappa del suo tour “A Nostalgic Night with Macaulay Culkin”, l’attore ha rivelato di essere disponibile a partecipare a un nuovo sequel, che “dovrebbe essere proprio quello giusto”. Culkin ha condiviso la sua idea per un sequel che vedrebbe Kevin, ormai adulto, chiuso fuori casa e costretto ad affrontare le trappole preparate dal proprio figlio.

Sono vedovo o divorziato. Sto crescendo un figlio e tutto il resto. Lavoro molto duramente e non gli dedico abbastanza attenzione, quindi il ragazzo è un po’ seccato con me e mi chiude fuori di casa. Non mi fa entrare… ed è lui che mi tende delle trappole”. Culkin ha approfondito la presentazione spiegando che “la casa è una sorta di metafora del nostro rapporto” e che Kevin deve “rientrare nel cuore di suo figlio”.

Questa è la presentazione più accurata che ho. Non sono completamente contrario all’idea, è la cosa giusta da fare“. Questa premessa vedrebbe dunque Kevin assumere il ruolo dei ladri, interpretati da Joe Pesci e Daniel Heard nel film originale del 1990 e nel sequel. Kevin sarebbe tecnicamente l’antagonista questa volta, anche se sarebbe molto meno malvagio dei personaggi di Pesci e Heard, e il film sembrerebbe culminare in una sincera riconciliazione tra padre e figlio.

Sebbene questa sarebbe la prima volta che Culkin interpreta Kevin dal 1992, anno di uscita del sequel, da allora sono stati realizzati molti altri film della serie. Questa infatti comprende un totale di sei film, con gli altri sequel che sono: Mamma, ho preso il morbillo (1997), Mamma, ho allagato la casa (2002) e Holiday Heist – Mamma, ho visto un fantasma (2012) e Home Sweet Home Alone – Mamma, ho perso l’aereo (2021, reboot del primo film).

Nonostante la longevità della serie, nessuno dei sequel ha avuto lo stesso successo o la stessa popolarità dei primi due film. Un sequel storico con Culkin nel ruolo di Kevin per la prima volta in oltre 30 anni genererebbe inevitabilmente più entusiasmo rispetto agli altri sequel. Se l’idea di Culkin di realizzare un sequel dovesse concretizzarsi, il regista Chris Columbus potrebbe comunque non essere d’accordo, dato che nell’agosto 2025 ha dichiarato che sarebbe “un errore cercare di tornare indietro e ricreare qualcosa che abbiamo fatto 35 anni fa. Penso che dovrebbe essere lasciato così com’è”.

Sebbene Macaulay Culkin sia ancora famoso soprattutto per aver interpretato Kevin in Mamma, ho perso l’aereo, nel corso degli anni ha recitato in diversi progetti. Tra i suoi prossimi titoli c’è la seconda stagione di Fallout, che debutterà il 17 dicembre, dove si unirà alla serie di successo di Prime Video in un ruolo ricorrente che è però ad oggi rimasto segreto.

Macaulay Culkin curiosità: l’attore oggi, i film, la droga

Per quelli di noi che hanno circa una ventina d’anni, o poco più (come ci chiamiamo, Millennials?), Macaulay Culkin è uno degli eroi de”infanzia. Mamma ho perso l’aereo è un classico dai tempi in cui appariva periodicamente su Italia Uno. Sarà stata la fantasia di una totale libertà dai propri genitori, o l’esilarante progressione di eventi, ma lo amavano tutti. Il film è diventato uno dei cult della giovinezza. E tutti, ad un certo punto, si sono chiesti che fine abbia fatto Culkin.

E, nell’età adulta, le star bambine diventano sempre una questione interessante, soprattutto se crescendo sono andate incontro alla loro rovina. Ma nel caso di Culkin, si è trattato davvero di rovina?

Macaulay Culkin: i film della giovane star

Il piccolo Culkin non era famoso solo per la serie cinematografica di Mamma ho perso l’aereo, ma anche, tra gli altri, Richie Rich e Pagemaster: l’avventura meravigliosa. Una star bambina celeberrima negli anni Novanta, la sua filmografia vede una pausa di una decina di anni circa: dopo Richie Rich, uscito nel 1994, è tornato solo nel 2003, con Party Monster e nel celeberrimo show televisivo Will e Grace. Recentemente, ha recitato nella serie TV Dryvrs, in onda dal 2015 al 2017.

Macaulay Culkin e la droga

Le storie del declino delle giovani star piacciono particolarmente al pubblico, e Macaulay Culkin è diventata una di queste. Nel 2012, infatti, apparirono fotografie dell’attore oramai cresciuto, con un aspetto strano: magrissimo, quasi trasparente. I tabloid ebbero molto da dire a riguardo, e si diffusero voci di una presunta dipendenza da eroina e ossicodone in seguito alla fine della relazione con Mila Kunis.

All’epoca, era amico di Pete Doherty, che aveva problemi di droga. Inoltre, era stato precedentemente arrestato per possesso di marijuana, Xanax e Clonazepam. I pettegolezzi sulle sue dipenze, quindi, sembravano plausibili. Ma Culkin ha detto al Guardian: No, non prendevo seimila pound di eroina al mese, o quello che è. La cosa che mi infastidì fu che i tabloid mascherarono la faccenda con questa strana maschera di preoccupazione.” Quando gli è stato chiesto se c’è una sua versione della storia che vorrà raccontare, l’attore ha risposto: “Forse”.

Macaulay Culkin è morto?

Nel novembre 2014, cominciò a circolare la notizia che Macaulay Culkin fosse stato trovato morto nel suo appartamento a Manhattan. Si disse che l’attore si fosse ucciso all’età di 34 anni. La notizia circolò in rete con la velocità della luce, diventando un fenomeno virale.

Ma è vivo e vegeto. Non solo, ci ha scherzato sopra e, durante il tour con il suo gruppo Pizza Underground, ha inscenato la propria morte sul palco. E ha postato le foto su twitter.

Macaulay Culkin: il patrimonio e i genitori

Si sapeva da sempre che Culkin aveva una relazione difficile con il padre Kit. In seguito, l’attore riuscì ad emanciparsi legalmente dai propri genitori alla giovanissima età di 14 anni. Infatti, entrambi i genitori avevano cercato di appropriarsi dei 17 milioni di dollari che Macaulay aveva guadagnato nel corso della sua precoce carriera cinematografica.

Macaulay Culkin oggi

L’attore è recentemente tornato tra di noi, e in gran forma.

 

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Lo scorso 2 Marzo, infatti, è comparso nel Tonight Show, per discutere con Jimmy Fallon dei suoi prossimi progetti e di un problema che ha scoperto nella trama di Mamma ho perso l’aereo. In occasione della serata, inoltre, ha lanciato il proprio profilo Instagram. Le prime foto apparse, erano di Culkin e Fallon con delle orecchie da coniglio, per promuovere il suo nuovo podcast “Bunny Ears”.

E il profilo ci mostra tutta la nuova carica di showman e l’ironia della nuova immagine pubblica di Culkin: durante la notte degli Oscar, ha condiviso una nottata di livetweeting sulla cerimonia. Ma senza guardarla.

Durante la notte stellare, infatti, sono comparse una serie di fotografie e video dell’attore, intento a sfoggiare un casco da Storm Trooper, suonare la chitarra, cucinare del ramen, giocare con modellini, giocare ai videogiochi, e pitturarsi le unghie dei piedi. Tutto tranne che guardare gli Oscar.

Insomma, l’attore ha una nuova immagine: capelli biondi e corti, un po’ scarmigliati, occhiali da vista e camicia. Sembra mostrare un nuovo equilibrio? Una nuova persona pubblica? Si tratta di un rebranding? Vedremo. Ma Macaulay Culkin è tornato, ci fa ridere, fa quello che gli pare, e ci piace parecchio.

Maanaadu, trailer dello sci-fi indiano che sta facendo impazzire il mondo

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Maanaadu è un film thriller d’azione di fantascienza in lingua tamil indiana del 2021 scritto e diretto da Venkat Prabhu e prodotto da Suresh Kamatchi di V House Productions. Il film è interpretato da Silambarasan, S.J. Suryah e Kalyani Priyadarshan insieme a S.A. Chandrasekhar, Y.G.

Ma: la spiegazione del finale del film con Octavia Spencer

Ma: la spiegazione del finale del film con Octavia Spencer

L’elaborazione del trauma è un processo estremamente complicato, che può richiedere anni ed anni di vita. C’è però chi i propri traumi non riesce mai del tutto a sconfiggerli, lasciando che questi crescano e portino la persona in questione a diventare un terribile derivato di ciò che ha subito. Tali tematiche vengono affrontate in modo particolarmente interessante nel film del 2019 Ma, diretto da Tate Taylor (regista anche di The Help e La ragazza del treno) e prodotto dalla Blumhouse Productions, casa di produzione nota per i film Paranormal Activity, Get Out e La notte del giudizio.

Scritto da Scotty Landes e dallo stesso Taylor, il progetto per Ma nacque dal desiderio del regista di dar vita ad una storia completamente folle e imprevedibile. Allo stesso tempo, però, egli era interessato ad affrontare alcune tematiche sociali come il bullismo, il trauma, il desiderio di vendetta e le degenerazioni del comportamento umano. Tutto ciò trova spazio in questo thriller psicologico particolarmente intricato, dove ogni tassello del puzzle ottiene infine la sua giusta collocazione, dando vita ad un’opera che ogni amante di questo genere non potrà che gradire.

Come per gli altri titoli della Blumhouse, anche Ma venne realizzato con un budget ridotto, di soli 5 milioni, e si affermò come un grande successo, guadagnando oltre 60 milioni in tutto il mondo. In questo articolo, approfondiamo dunque alcune delle principali curiosità relative a Ma. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla trama, al cast di attori e alla spiegazione del finale. Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme streaming contenenti il film nel proprio catalogo.

Ma cast
Dante Brown, McKaley Miller, Corey Fogelmanis, Gianni Paolo e Diana Silvers in Ma. © 2019 Universal Studios

La trama di Ma

Il film ha inizio con l’adolescente Maggie Thompson che si trasferisce insieme a sua madre nella città natale di quest’ultima nell’Ohio. Ancora emotivamente instabile per via del divorzio dei genitori, Maggie cerca di fare nuove amicizie nella sua nuova scuola, sperando di trovare qualcuno che possa aiutarla ad inserirsi al meglio in quel contesto. In breve, stringe rapporti con i coetanei Haley, Darrell, Chaz ed Andy. Quest’ultimo, in particolare, sviluppa una cotta per la nuova arrivata. In cerca di divertimento, il gruppo di amici si trova a ricevere un’offerta tanto inaspettata quanto irresistibile.

Sue Ann Ellington, anche nota semplicemente come “Ma”, offre infatti loro l’opportunità di dar vita ad una festa nel seminterrato della sua casa, comprando loro anche gli alcolici e tutto ciò che occorre per divertirsi. La donna, un’afroamericana di mezz’età che lavora come veterinaria, sembra però avere un proprio fine dietro quell’offerta, e ben presto la sua disponibilità si trasforma in un’ossessione particolarmente pericolosa. Mentre il passato di Sue verrà alla luce, quello che per il gruppo di adolescenti doveva essere un luogo di festa diventerà un inferno da cui uscire vivi sarà quantomai difficile.

Il cast del film

 

La sceneggiatura originale del film prevedeva che Sue Ann Ellington fosse una donna bianca, ma nel momento in cui Taylor assunse il ruolo di regista decise di cambiare la protagonista in una donna di colore. Egli aveva infatti in mente di offrire la parte alla premio Oscar Octavia Spencer, con cui aveva già lavorato per The Help e Get on Up. Quando la contattò per offrirle la parte, quest’ultima accetto subito, senza neanche voler prima leggere la sceneggiatura. L’attrice era infatti da tempo alla ricerca di un ruolo diverso da quelli interpretati negli ultimi anni e in particolar modo desiderava trovare un progetto di cui essere protagonista assoluta.

La Spencer, insieme al regista, lavorò poi nella costruzione di una backstory per il personaggio, al fine di renderlo più interessante. Ad interpretare la giovane Maggie Thompson vi è poi l’attrice Diana Silvers, vista anche in Glass e La rivincita delle sfigate. I suoi amici Haley, Chaz, Darrel e Andy Hawkins sono interpretati dagli attori McKaley Miller, Gianni Paolo, Dante Brown e Corey Fogelmanis. Il padre di quest’ultimo, Ben Hawkins ha invece il volto di Luke Evans, attore noto per Dracula Untold e La bella e la bestia. Nel film è poi presente l’attrice premio Oscar Allison Janney nel ruolo della dottoressa Brooks.

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Juliette Lewis, Octavia Spencer e Diana Silvers in Ma. © Universal Pictures

La spiegazione del finale del film

Nel corso del film scopriamo che Ma è una donna problematica che al liceo è stata pesantemente vittima di bullismo da parte dei suoi coetanei. Il film ci riporta indietro nel tempo e vediamo come uno scherzo di cattivo gusto le sia stato fatto da quelli che lei credeva suoi amici e dalla sua cotta. Quando Ma incontra gli adolescenti del presente fuori dal negozio di liquori, si rende conto che uno dei ragazzi è il figlio della sua cotta e del suo bullo del liceo, Ben Hawkins. È in quel momento che vediamo Ma cambiare idea e offrirsi di fare amicizia con i liceali.

Da quel momento in poi, sembra che voglia solo appartenere al gruppo e avere degli amici. Certo, è ancora scottata dai traumi che le sono stati inflitti in passato, ma questa è la sua seconda possibilità di essere quella “cool”. Solo quando Ben chiede a Ma di incontrarsi con lui per bere con un pretesto, la ragazza inizia la sua furia violenta. Alcuni genitori dei ragazzi mettono in discussione Ma e le sue motivazioni e il trauma interno scatena la vendetta e la rabbia che ha sepolto dentro di sé.

Alla fine, c’è un grande colpo di scena che non ci aspettavamo: Ma ha una figlia. Quando Maggie e Haley si introducono in casa sua per cercare i gioielli mancanti che sospettano lei abbia rubato, si trovano faccia a faccia con Genie, la figlia di Ma. Si scopre così che la donna ha fatto credere a Genie di essere malata e che per questo motivo non è in grado di andare a scuola e di avere dei veri amici. Si tratta di un caso di sindrome di Münchhausen per procura e Genie non ne ha idea.

Ma Octavia Spencer Luke Evans
Octavia Spencer e Luke Evans in Ma

Da questo momento, la follia di Ma esplode. Invita Ben a casa sua, lo droga, gli fa un trasferimento di sangue di cane, gli taglia le vene e lo lascia morire dissanguato nel suo letto. Tutto questo avviene poco prima che tutti gli adolescenti, tranne Maggie che è in punizione, vadano a festeggiare a casa sua. Maggie finisce per uscire di nascosto e si dirige comunque da lei per assicurarsi che i suoi amici stiano bene. Quando arriva, tutti i suoi amici sono drogati e legati. Purtroppo per Maggie, anche lei viene drogata e stordita.

Ogni liceale viene poi torturato in modo diverso. Chaz viene bruciato con un ferro da stiro, Haley ha le labbra cucite, Darrell ha la faccia dipinta di bianco e Maggie viene sospesa con una corda al collo. A salvare la situazione ci pensa però Genie, che mette al tappeto la madre mentre nella casa scoppia un incendio. Mentre tutti gli adolescenti hanno ripreso conoscenza e fuggono dalla casa, Ma si reca con calma al piano di sopra, dove ha lasciato il corpo di Ben. Il fuoco continua a divampare, ma lei si sdraia a letto e accetta il suo destino mentre la casa brucia.

Il film esplora dunque gli effetti dei traumi infantili e delle emozioni che non sono state affrontate correttamente. In questo senso, Ma è un racconto ammonitore sui mali del passato e su come alcune persone, non tutte, siano spinte al limite quando si sentono impotenti, tradite e incomprese. Se solo qualcuno avesse difeso Ma nel momento più basso della sua adolescenza, forse la spirale discendente verso la violenza non sarebbe mai iniziata. Purtroppo, quell’aiuto non è mai arrivato, lasciandola a barcollare sull’orlo del baratro, e infine a caderci sopra.

Ma: il trailer e dove vedere il film in streaming e in TV

È possibile fruire del film grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Ma è infatti disponibile nei cataloghi di Apple TV e Prime Video. Per vederlo, una volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video. Il film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di giovedì 11 luglio alle ore 21:15 sul canale Italia 2.

Ma tu di che segno 6?: clip del film con Ricky Memphis

Ma tu di che segno 6?: clip del film con Ricky Memphis

Ma tu di che segno 6?  la nuova, divertentissima commedia di Neri Parenti con Massimo Boldi, Ricky Memphis, Gigi Proietti, Vincenzo Salemme, “le iene” Pio e Amedeo, il comico Angelo Pintus, Paolo Fox, le bellissime Vanessa Hessler, Mariana Rodriguez e Denise Tantucci.

Prodotto da International Video 80 e Italian Dreams Factory, Ma tu di che segno 6? uscirà nelle sale l’11 dicembre, distribuito da Key Films.

Ma tu di che segno 6?L’oroscopo, quarta parola più cliccata sui motori di ricerca, che effetto ha sulla vita degli italiani?
Il Maresciallo Augusto Fioretti (Vincenzo Salemme), Toro, gelosissimo, ha una figlia (Denise Tantucci) del Sagittario piena di  fidanzatini. Fioretti decide quindi di dare la caccia agli spasimanti della figlia insieme al carabiniere Quagliarullo (Angelo Pintus). Carlo Rabagliati (M. Boldi), Pesci fifone e ipocondriaco, pensando erroneamente di essere in fin di vita, si fa ricoverare e per lui inizia un tragicomico calvario tra siringoni, clisteroni e operazioni inutili. Monica (Mariana Rodriguez), Gemelli, è un oroscopo dipendente. Il suo vicino di casa, Andrea Tricarico (Amedeo), con l’aiuto di Piero Lo Muscio – Orion (Pio), falsifica l’oroscopo di Monica per portarsela a letto. L’avvocato De Marchis (Gigi Proietti), Bilancia, non crede nello zodiaco, e non crede alla sua assistente che lo informa dell’arrivo di un oroscopo negativo, anche se gli eventi sembrano dargli torto… Saturno Bolla (Ricky Memphis), Scorpione, pensa che le donne Ariete gli abbiano rovinato la vita, quindi fugge dalla bellissima Nina Rocchi (Vanessa Hessler) che lo concupisce. Ma quando si accorge che lei non è Ariete, è forse troppo tardi…

Ma Rainey’s Black Bottom: recensione del film con Viola Davis

Ma Rainey’s Black Bottom: recensione del film con Viola Davis

Ma Rainey’s Black Bottom, film diretto da George C. Wolfe e disponibile su Netflix dal 18 Dicembre 2020, è tratto dall’omonima pièce teatrale di August Wilson, parte di una raccolta di dieci opere conosciute come Il ciclo di Pittsburgh. Il regista segue le orme di un grande autore che, attraverso le sue opere, voleva indagare le condizioni e l’identità della popolazione afroamericana nel XX secolo, senza alcun freno inibitore.

Ma Rainey’s Black Bottom: la trama

Ma Rainey (Viola Davis) è una nota e affermata cantante, nota come “La madre del blues” che, in un afoso pomeriggio della Chicago del 1927, si trova in uno studio di registrazione assieme alla sua band, per incidere un album di inediti. Attorno alla sua figura gravitano, dunque, gli altri musicisti: il bassista Slow Drag (Michael Potts), il pianista Toledo (Glynn Turman), il trombonista Cutler (Colman Domingo) e il trombettista Leeve (Chadwick Boseman), che ambisce a formare una propria band e svecchiare la musica blues – desiderio di cui dà prova mettendo a punto una nuova versione di Ma Rainey’s Black Bottom, storica canzone della madre del blues. Durante la sessione di registrazione verranno fuori tutte le discrepanze e le paure di un popolo che per anni ha subito il razzismo e la tirannia dei bianchi.

Dialoghi come armi da usare in un campo di battaglia infuocato

Il film di Wolfe si sofferma non tanto sulla vicenda biografica della madre del blues, quanto piuttosto tende ad analizzare implicitamente il contesto specifico e la posizione sociale degli afro-americani nel XX secolo. La pellicola mantiene l’impianto teatrale originale, ambientando tutta la storia all’interno di una sala di registrazione gestita da produttori bianchi, dove Ma Rainey si trova per incidere il pezzo del film: da qui si dipartono poi le sottotrame portanti della narrazione. La macchina da presa esamina unicamente lo studio di registrazione, per aumentare la tensione sia in noi spettatori che tra i protagonisti, animati da un mix emotivo incandescente, che sconfina in scontri verbali e fisici, che metteranno in subbuglio gli equilibri della band.

Ma Rainey’s black bottom mette in primo piano scambi di dialogo brillanti, arguti e senza freni inibitori. I personaggi si fanno conoscere tramite le interazioni con l’altro, in cui emergono verità scomode e traumi di un passato all’interno di anime all’apparenza inscalfibili, ma che ci dimostrano tutte le loro fragilità. Viene concesso loro uno spazio per potersi rendere portavoce di un’incomunicabilità pervasiva e straziante.

La frammentazione interna al gruppo dei musicisti mette in primo piano una disgregazione comune interna alla comunità nera; la mancanza di esperienze collettive per potersi sentire parte di una comunità nei primi anni ’20 dà voce ad universi individuali spesso in contrasto tra loro, da cui emergono ambizioni, punti di vista e traumi del passato singolari, sotto l’occhio dello sguardo tutelare dei produttori discografici bianchi. Abbiamo poi il rapporto di natura economica che costringe l’afroamericano tra l’accettazione di un ruolo subordinato (Leeve e il resto della band) -che grida però disperatamente libertà- e la lotta costante per difendere la propria dignità artistica e personale (Ma Rainey), amaramente consapevoli di venire sempre beffati, come ci svela l’amaro finale.

La traccia musicale della pellicola è opera di  Branford Marsalis, noto sassofonista jazz, e deve tenere testa al talento sovrastante di un cast eccezionale, che cattura prepotentemente la scena. Altra nota di merito della pellicola sono i costumi, la scenografia e il lavoro di make-up: categorie in cui, non a caso, la pellicola si è aggiudicata tre nomination agli Oscar 2021, oltre a quelle principali di Miglior Attore e Migliore Attrice Protagonista.

Ma Rainey's Black Bottom

Due performance staordinarie da parte di Viola Davis e Chadwick Boseman

Protagonisti indiscussi della pellicola sono il compianto Chadwick Boseman, che ci regala un’ultima, stellare performance, e Viola Davis, che si riconferma attrice eclettica, catalizzatrice indiscussa dell’attenzione registica, nelle vesti di questa peculiare personalità. Ma Rainey è star assoluta, esuberante ed eccessiva nei comportamenti, che richiede un controllo quasi dispotico sulla sua carriera. E’ completamente distaccata dal resto del gruppo, come messo in evidenza anche dalle scelte registiche e di fotografia. Le richieste esagerate e i capricci di Ma Rainey sono in realtà l’unico appiglio a cui tenersi stretta, per non essere del tutto un burattino nelle mani del suo agente bianco. In un monologo piuttosto intenso, l’artista afferma che il pubblico bianco si interessa solo alla  sua voce, non alla vera personalità dell’artista, rendendola quindi quasi paragonabile a una prostituta, pagata per il servizio offerto.

Chadwick Boseman propone un’interpretazione stellare, che fa leva su battute affilate e provocatorie.Leeve è un personaggio scanzonato, irriverente, piuttosto conscio delle proprie potenzialità. Anche Boseman ci regala un monologo impeccabile sul ruolo di Dio nei confronti delle I dialoghi e gli scambi di battute in Ma Rainey’s Black Bottom hanno sempre uno scopo preciso, non sono mai ridondanti, bensì motore di azione. Lo studio di registrazione diventa luogo di perdizione e confessione al tempo stesso, dal quale risulta difficile trovare una via d’uscita: è un contenitore di emozioni totalmente contrastanti tra di loro, che rivelano tutte le sfaccettature caratteriali dei personaggi. Frustrazione, rabbia repressa, confidenze silenziose o urlate e richieste d’aiuto: l’incisione del disco viene quasi totalmente oscurata rispetto alle tematiche che derivano dalle esternazioni dei personaggi.  Anche Boseman ci regala un monologo impeccabile sul ruolo di Dio nei confronti delle persone di colore, in cui si interroga se esista o meno una giustizia divina anche per chi è inevitabilmente posto in una condizione di reietto nella società.

Anche la scelta degli altri membri del cast si rivela particolarmente azzeccata: ogni personaggio si mette sotto i riflettori in un qualche punto della narrazione, rivelandoci un ricordo, un fatto che funge da spunto per allargare la discussione e renderla universale, interrogandoci sulla posizione sociale di un’intera comunità all’epoca.

E in mezzo al turbinio di emozioni e confessioni conservati dentro allo studio di registrazione, c’è un unico filo conduttore: il blues, espressione intrinsecamente afroamericana della vita che, se non vissuta, non può essere espressa: “La vita parla con il blues. Non si canta per star meglio. Si canta per capire la vita”, dice Ma Rainey. L’arte è si, anche commercio, ma il suo senso profondo non potrà mai essere acquistato.

Ma Ma recensione del film con Penelope Cruz

Ma Ma recensione del film con Penelope Cruz

Ma-Ma 01Ma Ma, ultima fatica del regista Julio Medem che vede nel cast una strabiliante Penelope Cruz, Luis Tosar e Asier Etxeandia, verrà presentato in anteprima durante la prossima edizione del Biografilm Festival – International Celebration of Lives di Bologna (10 – 20 Giugno).

Madrid, estate 2012. Magdalena – detta Magda – è un’insegnante che ha da poco perso il lavoro per via della crisi e che viene lasciata dal marito, un insegnante di filosofia. Le rimane solo l’amato figlioletto Dani, ma la sua vita è pronta a subire un nuovo scossone: il suo ginecologo, Julian, le diagnostica un tumore al seno, curabile, ma solo dopo aver affrontato un lungo percorso. Durante questa fase, la donna conosce Arturo, un talent scout del Real Madrid che ha appena perso la moglie e la figlia. La vita di queste persone è pronta ad intrecciarsi inevitabilmente e a far sperare, per tutti, un nuovo inizio connotato da una ventata di felicità. Ma la scoperta di un secondo tumore mette di nuovo la donna di fronte a dolorose scelte, anche se la notizia di una nuova gravidanza le dà una nuova forza per affrontare l’incertezza che la aspetta nel futuro.

Ma-Ma 02Ma Ma, come si evince già dal titolo, è specularmente diviso in due parti. Con questa evocativa parola che ricorda sia la “mamma” che la “mammella”, assistiamo in modo preciso a due narrazioni specifiche, due storie divisibili secondo il classico paradigma in tre atti, con tanto di plot point, turning point e Punto Medio che coincide con il climax della vicenda: entrambe le storie/vite raccontate sono “Magda – centriche”, mostrando il mondo dal suo punto di vista e la storia della sofferenza che sta affrontando solo attraverso il suo sguardo: è un film costruito sugli sguardi che si incrociano e si supportano a vicenda, e tutti quelli maschili trovano il loro fulcro negli occhi dell’unico personaggio femminile – Magda, appunto – forte e determinata, innamorata della vita e del carpe diem oraziano che ha trasformato in una regola di vita; Magda che si trasforma in una figura cristologica nel calvario che affronta, a tappe, lento e incessante, sempre in bilico tra la Vita e la Morte, fino alla scelta estrema che decide di compiere in nome del suo “Credo”. Ma Ma viaggia sospeso nei territori fragili del dramma e del melodramma, con la sua regia onirica ricca di suggestioni cromatiche, creando un ritratto femminile immortale, uno splendido “fiore d’acciaio” pronto a resistere alle intemperie della Vita solo grazie ad una lucida follia che altro non è che una forma di profondo d’Amore.

Se nella tradizione talmudica c’è un motto che recita “Tu sceglierai la Vita”, questo film di Medem sembra sviluppare questo imperativo morale creando un affascinante affresco di vite che si intrecciano, si legano, si confondono tra loro sull’enorme scacchiera della Vita, immortalate nel folle valzer degli adii e degli amori che è l’Esistenza.