Doctor Strange 2: come si attiene al canone Marvel e come se ne discosta?

In molti modi, il sequel di Doctor Strange aderisce alla formula narrativa del MCU, ma è pur sempre, e prima di tutto, un film di Sam Raimi.

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Attenzione: questo articolo contiene spoiler su Doctor Strange nel Multiverso della Follia

Una delle critiche più spesso rivolta al MCU ha a che fare con la formula narrativa dei suoi film, considerata piuttosto stantia. E’ vero che ogni film esplora l’arco di diversi personaggi all’interno delle strutture di genere, ma si tratta solitamente di storie standard in 3 atti che seguono il familiare tropo del “viaggio dell’eroe” con tensione crescente, una sottotrama romantica, e una resa dei conti con il cattivo in cui il bene trionfa sul male.

Per molti versi, l’ultima attesissima uscita sul grande schermo del MCU Doctor Strange nel Multiverso della Follia – aderisce a questa formula, ma il sovversivo sequel di Doctor Strange di Sam Raimi si distingue anche per la sua unicità.

2Come si attiene alla formula Marvel:

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La struttura in tre atti

Ci sono molti modi per struttura una storia: The Girl with the Dragon Tattoo si sviluppa in cinque atti, I Predatori dell’arca perduta in sette atti, e film come e Mulholland Drive si liberano completamente della canonica struttura in atti.

Sappiamo che, nella narrativa e al cinema, la logica standard per strutturare un racconto è quella della suddivisione in 3 atti – impostazione, tensione crescente e climax – e, come ogni altro film del MCU, Doctor Strange nel Multiverso della Follia si adatta perfettamente a questo modello.

Una spalla spiritosa

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Quasi ogni eroe del MCU si avvale di una spalla, un compagno di avventura spiritoso e memorabile. Tony Stark ha James Rhodes, Clint Barton ha Kate Bishop, Peter Quill ha Rocket, Shang-Chi ha Katy, Scott Lang ha Luis, Peter Parker ha Ned Leeds, T’Challa ha Shuri e la lista potrebbe ancora andare avanti.

Il compagno di Doctor Strange è solitamente Wong ma, essendo rimasto bloccato nel multiverso, Strange è affiancato in questo sequel dalla viaggiatrice inter-dimensionale America Chavez, a cui sono affidate alcune delle battute più spassose del film.

La sottotrama romantica

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Da quando Tony Stark si è innamorato di Pepper Potts in Iron Man, quasi tutti i film del MCU hanno cercato di inserire, a volte in maniera forzata, una sottotrama romantica alle loro storie. Ci sono alcune eccezioni a questa regola non scritta, come nel caso di Captain Marvel e Shang-Chi, ma anche colpi di scena improvvisi, come il Jerry di Black Panther e la dinamica degli ex che cercano di diventare amici con T’Challa e Nakia. Comunque, in linea generale, il MCU cerca di sfruttare sempre il paradigma della storia d’amore hollywoodiana.

Dopo che il primo film di Doctor Strange ha dato a Stephen Strange e Christine Palmer una delle storie d’amore più anonime dell’MCU, il secondo si spinge oltre, facendola diventare una delle più coinvolgente. Sì, il personaggio di Rachel McAdams è ancora troppo sottostimato, ma Doctor Strange 2 costringe Stephen ad affrontare il fatto che ha perso l’amore della sua vita (in ogni realtà concepibile).

Le sequenze espositive

Illuminati

Un’altra delle critiche più frequenti mosse al MCU – specialmente per quanto riguarda la piega multiversale presa dal franchise – è che i film e le serie siano infarcite a dismisura di sequenze meramente espositive e superflue per la narrazione. Anche in Doctor Strange 2 i fan hanno individuato alcuni frangenti fin troppo descrittivi, che esistono solo per legittimare MacGuffin “magici” e le storie del multiverso.

Ne è un esempio la sequenza degli Illuminati, che funziona unicamente come agglomerato di camei importanti, per spiegare chi sono i membri di questo consiglio di supereroi e perché Strange è considerato un cattivo nel loro universo.

Il bene trionfa sul male

Scarlet-Witch-in-Doctor-Strange-2-Trailer

Il finale di Doctor Strange nel Multiverso della Follia potrebbe anche distaccarsi dalle tradizionali sequenze di battaglie finali, disordinate e combattute da scagnozzi senza volto, ma culmina in una standard resa dei conti tra l’eroe e il cattivo in cui il bene alla fine trionfa sul male.

America usa i suoi poteri per mostrare a Wanda le conseguenze delle sue azioni – mettendola di fronte a quello che dovrebbe essere il suo ruolo di madre “malvagia” – che la porta a sacrificarsi, ponendo fine al dominio della magia nera.

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