Doctor Strange 2: come si attiene al canone Marvel e come se ne discosta?

In molti modi, il sequel di Doctor Strange aderisce alla formula narrativa del MCU, ma è pur sempre, e prima di tutto, un film di Sam Raimi.

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Attenzione: questo articolo contiene spoiler su Doctor Strange nel Multiverso della Follia

Una delle critiche più spesso rivolta al MCU ha a che fare con la formula narrativa dei suoi film, considerata piuttosto stantia. E’ vero che ogni film esplora l’arco di diversi personaggi all’interno delle strutture di genere, ma si tratta solitamente di storie standard in 3 atti che seguono il familiare tropo del “viaggio dell’eroe” con tensione crescente, una sottotrama romantica, e una resa dei conti con il cattivo in cui il bene trionfa sul male.

Per molti versi, l’ultima attesissima uscita sul grande schermo del MCU Doctor Strange nel Multiverso della Follia – aderisce a questa formula, ma il sovversivo sequel di Doctor Strange di Sam Raimi si distingue anche per la sua unicità.

1Come devia dalla formula Marvel:

Doctor Strange nel Multiverso della Follia

La componente horror

Il MCU si è dilettato in alcune strutture di genere diverse al di fuori del genere standard dei supereroi. Ad esempio, Ant-Man è un heist movie, Guardiani della Galassia una space opera, Captain America: The Winter Soldier è un thriller cospirativo, e così via.

Doctor Strange nel Multiverso della Follia è stato presentato fin da subito come il primo vero e proprio film horror del MCU. Grazie al coinvolgimento del leggendario regista horror Sam Raimi, il film ha indubbiamente mantenuto questa promessa.

Il cattivo è un Vendicatore

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Il primo atto di Doctor Strange 2 ci presenta la formula tipica del team-up dei Vendicatori quando Strange e Wong riconoscono le rune della stregoneria sul demone che insegue America Chavez e cercano l’aiuto dell’unica strega che conoscono: Wanda Maximoff.

I trailer hanno portato avanti questa convinzione, di un’alleanza tra Strange e Wanda nel corso del film, ma già dal primo atto abbiamo capito che le cose sarebbero andate diversamente. Come si scopre, infatti, è Wanda stessa la strega che sta perseguitando America Chavez.

Il salto tra universi paralleli

Doctor Strange nel Multiverso della Follia

L’episodio finale di Loki si è allontanato dalla Timeline Sacra per presentarci la ramificazione delle linee temporali, la creazione del multiverso. Dopo che Spider-Man: No Way Home ha toccato questo nuovo capitolo del MCU con una manciata di visitatori multiversali da altri franchise, Doctor Strange nel Multiverso della Follia è il primo film del franchise a saltare effettivamente tra infinite realtà alternative.

Dopo aver incontrato la supereroina adolescente America Chavez, Strange finisce per viaggiare attraverso un universo dove tutto è fatto di vernice, un universo con gli Illuminati in carne ed ossa, e un universo dove ha condannato l’umanità.

Tematiche oscure

Doctor Strange nel Multiverso della Follia

La maggior parte dei film del MCU non è solita esplorare tematiche più profonde, bensì argomenti leggeri come “gli amici come famiglia” e “tutti meritano una seconda possibilità”, facilmente digeribili dal pubblico di tutte le età. Tuttavia, nel sequel di Doctor Strange, Raimi si cimenta con alcune tematiche oscure.

Il regno del terrore di Wanda è il risultato del suo dolore invalidante: vuole prendere la vita di un adolescente per poter stare con i bambini che ha perso e usa il suo amore materno per giustificare l’omicidio di un bambino. L’arco di Strange, invece, che si sta ancora riprendendo dal dolore dopo che Christine ha sposato un altro uomo, esplora ciò che serve per essere felici.

Lo stile di Sam Raimi

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Benché i fan di Sam Raimi fossero estasiati quando la leggenda del cinema horror è stata assunta per dirigere il sequel di Doctor Strange, vi era anche un certo scetticismo nei riguardi della libertà creativa che gli sarebbe stata concessa dovendo adeguarsi ai confini dello stile Marvel. In definitiva, comunque, ciò che distingue Doctor Strange nel Multiverso della Follia dagli altri film del MCU è l’inconfondibile timbro autoriale di Raimi.

La critica si è divisa per quanto riguarda la caotica rappresentazione del multiverso offertaci dal film, ma sono tutti d’accordo nel dire che Sam Raimi è riuscito a far il film che voleva e che questo sequel di Doctor Strange è prima di tutto un film di Sam Raimi e poi del MCU, che unisce sequenze visionarie al suo approccio sfacciatamente camp, con un mix di orrore macabro e umorismo peculiare.

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