The Great recensione

Non si può non cominciare a scrivere la recensione di The Great senza prima osservare che lo show Hulu, disponibile in Italia su Starzplay, è il secondo, negli ultimi mesi, che prova a portare in scena la grande sovrana russa che, nel ‘700, portò avanti uno dei migliori esempi di monarchia illuminata che la Storia ricordi, guidando l’impero russo al massimo del suo splendore. A differenza della miniserie con Helen Mirren, la scelta di questa versione della storia è quella di cominciare da quando la vergine ed inesperta Caterina arriva in Russia dalla Germania, promessa sposa dell’imperatore Pietro III, figlio di Pietro il Grande.

 

La storia, che solo per sommi capi coincide con La Storia, è quella di questa giovane donna, sprovveduta di fronte alla vita matrimoniale e a quella di corte, che però trova il suo percorso e il suo scopo, forte di una mente aperta, colta e lungimirante, che le permetterà di passare alla storia come La Grande, da cui il titolo della serie. In dieci episodi si percorre quindi il cammino di Caterina, da ragazza in balìa degli eventi a donna consapevole che con uno sparuto gruppo di sodali porta a compimento il colpo di stato che la vedrà spodestare l’inetto marito per assumere il controllo della corte e della nazione.

In The Great assistiamo all’ascesa di Caterina di Russia

A chi si aspetta un dramma storico in costume tradizionale diciamo subito che The Great è un miscuglio vivace ed originale di toni, e spazia dalla commedia nera al dramma storico, inserendo nel suo tessuto delle riflessioni e delle motivazioni che attualizzano gli eventi narrati, soprattutto in merito al ruolo della donna nella società e alla sua capacità di essere artefice e consapevole del suo destino, senza per forza essere al seguito di un uomo.

A firmare la serie c’è Tony McNamara, già co-sceneggiatore de La Favorita, che porta nello show lo stesso tipo di linguaggio e di tono visti nel film di Yorgos Lanthimos. Le dinamiche di potere a palazzo, la corte bizzarra e violenta, le stranezze e le crudeltà che vengono rappresentate disorientano di continuo lo spettatore che pensa di trovarsi al cospetto di una farsa, se non fosse che in altri momenti i toni diventano drammatici e di tanto in tanto sfiorano anche il melodramma.

Sempre con grande gusto ed eleganza nella forma, The Great è una vivacissima rilettura romanzata di una pagina della Storia interessante e forse non troppo conosciuta. Nel 2020, raccontare di una donna che cospira contro suo marito e prevarica il suo imperatore assume i toni di un’epopea eroica che noi viviamo attraverso gli occhi vibranti di Elle Fanning, che dà corpo ad una Caterina intelligente, vivacissima e capace di infervorare gli animi dei suoi a seguirla in un’impresa apparentemente suicida.  Al suo fianco, nei panni di Pietro III, sciocco, infantile ed inetto imperatore, un Nicholas Hoult forse mai tanto convincente a giocare sopra le righe con un personaggio assolutamente insopportabile, bloccato nell’adolescenza e completamente vittima del suo ruolo di sovrano e del suo senso di inferiorità rispetto all’illustre padre, che la Storia infatti ricorda come “il Grande”.

La grande Storia raccontata con i toni della farsa

Pietro non riuscirà ad eguagliare la fama e la grandezza del defunto genitore, ma ci riuscirà la sua consorte, quella Caterina la Grande di Russia di cui parlano i manuali di Storia e che rappresenta un altissimo modello di sovrana illuminata, un passaggio necessario verso l’abolizione della monarchia assoluta nella storia evolutiva della società umana.

The Great è un divertente miscuglio linguistico, che cede il passo a licenze di modernità ma che torna costantemente al luogo e alle circostanze dei fatti, con azioni e battute e che mantiene sempre un’arguzia nel linguaggio e una finezza nella forma, catturando e stimolando lo spettatore con grande maestria.

 
RASSEGNA PANORAMICA
Chiara Guida
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Laureata in Storia e Critica del Cinema alla Sapienza di Roma, è una gionalista e si occupa di critica cinematografica. Co-fondatrice di Cinefilos.it, lavora come direttore della testata da quando è stata fondata, nel 2010. Dal 2017, data di pubblicazione del suo primo libro, è autrice di saggi critici sul cinema, attività che coniuga al lavoro al giornale.