Wandavision

WandaVision è stato il primo prodotto, nato dalla collaborazione di Disney+ con Marvel Studios, ad essere annunciato nel 2019, e il primo a vedere la luce, il 15 dicembre 2021, sulla piattaforma dedicata della Casa di Topolino, con i primi due episodi, il terzo arriverà il 22 gennaio, e così via, con un episodio a settimana, per nove episodi. 

Diretto da Matt Shakman, lo show è stato promosso come una sit-rom-com vecchio stile, con il pubblico in live a registrare applausi e risate, in bianco e nero, con un rimando immediato a Vita da Strega, sia nel look dei protagonisti che negli espedienti narrativi, fino alla sigla animata. Abbiamo visto in anteprima i primi tre episodi e, come ci aspettavamo da un racconto che ruotasse intorno alla coppia più bizzarra e romantica del Marvel universe, possiamo dire con certezza che niente è come sembra. 

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Un inizio rétro per WandaVision

L’inizio della serie ci trasporta in una periferia suburbana, in cui i novelli sposini Wanda e Visione comprano una piccola villetta con giardino, uguale a tante altre nei paraggi, e cercano di insediarsi e mimetizzarsi in un contesto ordinario e quotidiano. Tuttavia i due sono tutt’altro che ordinari, anche nel loro quotidiano, e così le loro sfide sembrano legate principalmente alla gestione dei loro poteri e delle loro prerogative in contesti lavorativi, casalinghi e in cui si trovano ad interagire con altre persone (dai colleghi, alle vicine ficcanaso, agli invitati a cene imprescindibili). Sebbene tutto il primo episodio (e buona parte del secondo) sia raccontato esattamente come se fossimo dentro ad una puntata di Vita da Strega, il tono leggero e frivolo è costantemente attraversato da una sensazione di inquietudine, di turbamento per situazioni che non sembrano essere ordinarie, come tutto ciò che circonda i novelli sposi. Questa sensazione è tanto invasiva quanto spia di un qualcosa che sta per accadere e che, ad un certo momento, accadrà nella serie.

Da un punto di vista cronologico, all’interno del Marvel Cinematic Universe, la serie è collocata dopo gli eventi di Avengers: Endgame e la sua narrazione confluirà, alla fine del nono episodio, in Doctor Strange and the Multiverse of Madness, in cui sappiamo che Elizabeth Olsen avrà una parte. Unendo i puntini della continuity, sembra immediato il lavoro di scrittura che è stato fatto da Megan McDonnell, story editor, e dalla sua squadra. L’ispirazione, per dichiarazioni ufficiali, arriva dal lavoro di Tom King, gigantesco autore della storia sulla Famiglia Visione. Sembra però che il fumetto sia soltanto una vaga ispirazione per la serie che, come sappiamo, dovrà fare i conti con quanto già raccontato al cinema e che adesso si sposta anche in “tv”. Ci sono, già nei primi episodi, moltissimi semi e citazioni letterali dai fumetti, piccoli omaggi visivi e narrativi, ma la serie sembra seguire un binario completamente originale.

Elizabeth Olsen e Paul Bettany fanno scintille

Naturalmente i protagonisti assoluti dello show sono Elizabeth Olsen e Paul Bettany, che finalmente, dopo tanti film in secondo piano, hanno la possibilità di splendere, non solo mostrando un talento ben noto a chi li segue anche fuori dal MCU, ma anche mettendosi alla prova con delle nuance che non hanno mai affrontato prima, nelle rispettive carriere. Entrambi si dimostrano estremamente all’altezza del compito affidatogli, dove Olsen si rivela forse più brillante e sofisticata, mentre Bettany mette in scena un talento comico più fisico a là Dick Van Dyke, finora insospettato.

Accanto ai due protagonisti, che naturalmente catalizzano l’attenzione e l’affetto del pubblico, c’è anche Teyonah Parris, che interpreta Monica Rambeau. Il personaggio, ben noto a chi legge i fumetti Marvel, altri non è che la simpatica bambina vista in Captain Marvel, la figlia di Maria Rambeau, migliore amica di Carol Danvers. Questo personaggio e la presenza annunciata di Kat Dennings che torna nei panni di Darcy Lewis indicano che la serie, a dispetto di quanto anticipato dalla promozione e dai primi episodi, si svolge effettivamente nella contemporaneità e che non sembra esserci stato nessun viaggio nel tempo, indietro fino agli anni Cinquanta. Insomma, la natura della storia in sé appare misteriosa e stimolante per i fan che assisteranno, di settimana in settimana, allo sviluppo degli eventi.

A completare il cast di personaggi ricorrenti, citiamo anche Randall Park nei panni di Jimmy Woo, un agente dell’FBI, e Kathryn Hahn in quelli di Agnes, la vicina di casa impicciona ma molto simpatica. Nel cast sono presenti anche Fred Melamed e Debra Jo Rupp nel ruolo di Arthur Heart, vicino di casa di Wanda e Visione, nonché capo di quest’ultimo, e sua moglie, Emma Caulfield (Buffy) nel ruolo di Dottie Jones, Asif Ali interpreta Norm, un collega di lavoro di Visione e Jolene Purdy nel ruolo di Beverly.

L’universo si espande

Sono ormai 12 anni che il fan Marvel Studios pensa in prospettiva di un universo più vasto, e sono quindi 12 anni che siamo abituati a storie che sfociano in altre storie, che non sono auto-conclusive e che ci mettono di fronte ad un singolo pezzo di una storia che piano piano si compone. Con l’avvento di Avengers: Endgame è stato messo un punto ad un primo ciclo narrativo Marvel al cinema, ma da questo momento in poi quel fan appassionato dovrà barcamenarsi tra serie tv e film al cinema per poter comporre il puzzle che porterà al racconto della prossima grande storia che Kevin Feige e la sua squadra hanno pensato per lui. WandaVision è il primo tassello di quel puzzle, che nasce dalle ceneri di Endgame e si protrarrà fino all’apertura del Multiverso in Doctor Strange 2.

Nel mezzo, siamo sicuri, ci sarà un’avventura incredibile, scritta in maniera brillante, confezionata con cura e interpretata con grande talento da Elizabeth Olsen e Paul Bettany, che finalmente splendono nei colori sgargianti dei loro costumi di Scarlet Witch e Visione!

WandaVision: leggi l’intervista a Elizabeth Olsen e Paul Bettany

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