Gravity: tutto quello che c’è da sapere sul film di Alfonso Cuaron

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Sin dal suo esordio cinematografico, avvenuto nel 1991 con Uno per tutte, il regista messicano Alfonso Cuaron si è affermato come un puro talento. Nel corso degli anni egli ha poi continuamente riconfermato le sue capacità narrative e visive, dando vita a film come Y tu mama también, I figli degli uomini e fino al più recente Roma, che lo hanno consacrato come uno dei più influenti autori di cinema oggi in attività. Prima di quest’ulimo titolo, egli ha realizzato quello che definisce il suo lungometraggio più complesso, ovvero il fantascientifico Gravity (qui la recensione).

Omaggiando un classico della fantascienza come Abbandonati nello spazio, del 1969, il film di Cuaron si propone come un’esperienza visiva particolarmente entusiasmante, merito anche dell’utilizzo della tecnologia 3D. Lo stesso James Cameron, celebre per le sue prodezze tecnologiche applicate al cinema, ha definito Gravity il miglior space movie mai realizzato. Al di là dello stupore visivo, il film di Cuaron è però anche un sentito percorso emotivo, coerente con la poetica della sua filmografia, incentrata sulla rinascita dello spirito e del corpo dopo le avversità.

Vincitore di ben 7 premi Oscar, tra cui miglior regia, miglior fotografia e migliori effetti speciali, Gravity è ancora oggi un’opera insuperata nei suoi tanti traguardi cinematografici raggiunti. Per gli amanti della fantascienza e del cinema nella sua totalità, è un titolo imperdibile. Prima di intraprendere una visione del film, però, sarà certamente utile approfondire alcune delle principali curiosità relative a questo. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla trama, al cast di attori e agli effetti speciali. Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme streaming contenenti il film nel proprio catalogo.

Gravity: la trama e il cast del film

Protagonista del film è la dottoressa Ryan Stone, alla sua prima missione a bordo dello shuttle insieme a Matt Kovalsky, un astronauta esperto al suo ultimo volo prima della pensione. Quella che sembrava una normale operazione di controllo nello spazio si trasforma in una catastrofe quando lo shuttle viene distrutto da una massa di detriti, lasciando Stone e Kowalsky completamente soli, collegati solo fra loro e fluttuanti nell’oscurità e nel silenzio più totale dello spazio profondo. Quando la paura si trasforma in panico, ogni sorsata d’aria riduce il poco ossigeno rimasto. Cercare di tornare sulla terra sarà un’operazione apparentemente impossibile, ma fallire equivale a morire.

Ad essere protagonista assoluta, nel ruolo della dottoressa Ryan Stone, è l’attrice premio Oscar Sandra Bullock. Per prepararsi alle riprese del film, la Bullock si è allenata intensamente per sei mesi e oltre all’allenamento fisico si è concentrata molto sul respiro del personaggio, che doveva rappresentare le emozioni sia per lo stress causato dalla situazione che per la mancanza di ossigeno. L’attrice ha inoltre avuto modo di fare pratica sui propri movimenti incontrando veri astronauti e misurandosi con situazioni a gravità zero. Per la sua interpretazione ha poi ottenuto una nuova candidatura agli Oscar. Accanto a lei, nel ruolo di Matt Kowalsky vi è invece George Clooney.

Gravity: gli effetti speciali del film

Per la realizzazione degli effetti speciali del film, premiati poi con l’Oscar, Cuaron e la produzione si sono affidati alla società Framestore, già nota per aver curato tale aspetto dei film Superman Returns e Il cavaliere oscuro. Lungo tutta la sua interezza Gravity presenta effetti speciali e per l’80% è composto da computer grafica (Avatar si ferma al 60%). Per simulare l’autenticità ed il riflesso della luce filtrata nello spazio, ad esempio, è stato costruito un sistema di illuminazione a comando manuale comprensivo di 1,8 milioni di LED controllati individualmente. La ricostruzione dell’ambiente spaziale è stata un’ulteriore mastodontica sfida, mentre ulteriormente complesso è stato mettere gli attori in una condizione simile a quella provata dagli astronauti in assenza di gravità.

Gravity significato

Gravity: il significato del film

Attraverso il genere fantascientifico e in mezzo ai tanti effetti speciali che compongono il film, Cuaron racchiude un cuore narrativo coerente con i suoi precedenti e futuri film. Come già in I figli degli uomini e poi anche in Roma, anche Gravity ha come tematica la gravidanza e la nascita (o rinascita). A compiere questo percorso è qui la dottoressa Ryan Stone, che fluttua in uno spazio che diventa metafora per il grembo materno. Un’idea che richiama alla mente anche l’inquadratura finale del film 2001: Odissea nello spazio. Per tutto il film, la protagonista si trova dunque a vivere una serie di peripezie che la porteranno a perdersi e a cercare di riallacciare i collegamenti con la madre terra.

Molteplici sono le immagini simboliche con cui Cuaron sceglie di sottolineare questo aspetto, facendo assumere alla Stone una posizione fetale, con i cavi che la legano alla navicella spaziale che diventano veri e propri cordoni ombelicali. Vengono così descritte le varie fasi della maternità, fino a giungere ad una vera e propria nascita con la scena conclusiva del film. Gravity è dunque da intendere come una potente metafora su qualcosa di profondamente umano, utilizzando un genere che va al di là del terreno. Tale tematica, come anticipato, la si ritrova declinata in forme diverse anche in altre opere di Cuaron, che si dimostra così essere un regista profondamente legato all’umanità.

Gravity: il trailer e dove vedere il film in streaming e in TV

È possibile fruire di Gravity grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Questo è infatti disponibile nei cataloghi di Rakuten TV, Chili Cinema, Google Play, Infinity+, Apple iTunes e Amazon Prime Video. Per vederlo, una volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video. Il film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di martedì 27 dicembre alle ore 21:20 sul canale Rai 4.

Fonte: IMDb

Gianmaria Cataldo
Gianmaria Cataldo
Laureato in Storia e Critica del Cinema alla Sapienza di Roma, è un giornalista pubblicista iscritto all'albo dal 2018. Da quello stesso anno è critico cinematografico per Cinefilos.it, frequentando i principali festival cinematografici nazionali e internazionali. Parallelamente al lavoro per il giornale, scrive saggi critici e approfondimenti sul cinema.

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