La Grazia, il nuovo film di Paolo Sorrentino, è approdato nelle sale cinematografiche il 15 gennaio. In occasione della sua uscita, proponiamo una chiave di lettura dell’opera: dal racconto narrativo ai temi affrontati, fino all’interpretazione del finale e alla scena dopo i titoli di coda…
Di cosa parla La Grazia? La storia
Al centro del film c’è Mariano De Santis, interpretato da Toni Servillo, Presidente della Repubblica a fine mandato, gli mancano sei mesi e poi raggiungerà l’agognata pensione. Il personaggio non è basato su uno realmente esistito: è una figura composita, nata dalla stratificazione di diversi Presidenti che hanno lasciato un’impronta nell’immaginazione del regista. Vedovo, profondamente cattolico, De Santis ha una figlia, Dorotea (Anna Ferzetti), donna rigorosa e determinata, giurista come il padre.
Negli ultimi giorni al Quirinale, De Santis è chiamato a pronunciarsi su questioni di estrema delicatezza: due domande di grazia e una decisione netta sul tema dell’eutanasia. È in questo frangente che le sue certezze iniziano a incrinarsi, lasciando spazio al dubbio, caratteristica che fa di De Santis una “persona” a cui è facile voler bene.
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Ad assumere un’importanza fondamentale per il significato finale del film, la scena in cui il Presidente si mette in collegamento con un astronauta in una stazione spaziale orbitante. Un saluto istituzionale che diventa anche significato di una agognata leggerezza e che si riallaccerà a un finale poeticamente liberatorio.
Il finale e significato di La Grazia
Alla fine del film, seguiamo Mariano De Santis nel suo primo giorno di pensione durante il quale accatta di concedere un’intervista a Vogue, rivista che per anni aveva tentato invano di ottenere un suo commento personale sulla moda. Si tratta di un vero e proprio un ribaltamento narrativo: un uomo distante dalla mondanità e intimorito da tutto ciò che Vogue rappresenta, attraversa una trasformazione profonda e smonta progressivamente i propri pregiudizi. Non più di “cemento armato”, come veniva chiamato nelle stanze del potere.
La direttrice della rivista raccoglie il racconto del suo amore per la moglie scomparsa e del valore nella sua vita. Il dialogo si svolge nell’armadio della donna defunta, una carrellata di colori, tutti quelli che De Santis non ha mai indossato in vita, un viaggio nelle sue tenere memorie.
A questa scena, segue una videochiamata con Dorotea e il figlio, che vive in Canada e si occupa di musica pop (e non classica, cosa che il padre avrebbe preferito). È un momento di riconciliazione in cui De Santis spiega ai figli il perché delle sue ultime volontà da Presidente: esprime parere favorevole sull’eutanasia, concede una sola delle due grazie richieste (quella più sorprendente) e ascolta il brano musicale appena composto dal figlio.
In questo momento, Sorrentino si lascia trasportare dalla metafora: la musica conduce idealmente nello spazio Mariano, dove si ricongiunge all’esistenza di quell’astronauta con cui aveva parlato e raggiunge l’assenza di peso, e quindi la leggerezza. Uno stato dell’essere che Sorrentino ha dichiarato sentire molto suo in questa fase della sua vita.
La scena dopo i titoli di coda
Dopo i titoli di coda, il film offre un’ultima breve sequenza. Mariano De Santis è di nuovo a tavola con l’amica Coco Valori, ma questa volta sono nella cucina modesta del suo appartamento da ex Presidente. Il pasto, anche questa volta, è leggero: un brodino.
Mangiano in silenzio. A un certo punto lui la osserva, e lei, senza alzare la voce, lo invita a non infastidirla. Il loro rapporto torna in equilibrio, lontano dalle cariche e dai titoli. La chiusura di un cerchio perfetto.

Il finale e significato di La Grazia
La scena dopo i titoli di coda