Se solo potessi ti prenderei a calci: la regista rivela il significato del titolo

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Dopo oltre quindici anni lontana dalla regia di lungometraggi, Mary Bronstein torna dietro la macchina da presa con Se potessi ti prenderei a calci, uno dei film indipendenti più discussi dell’anno. Presentato in anteprima al Sundance Film Festival, il progetto targato A24 ha già attirato l’attenzione della critica e degli addetti ai lavori, soprattutto dopo che Rose Byrne ha vinto l’Orso d’Argento per la miglior interpretazione protagonista al Berlin International Film Festival.

Il film segna il ritorno alla regia di Bronstein dopo il suo esordio con la commedia indipendente Yeast del 2008, in cui recitava accanto ad Amy Judd e alla futura regista di Le Cronache di Narnia, Greta Gerwig. Dopo quel debutto e il cortometraggio Round Town Girls del 2009, Bronstein si era dedicata principalmente alla carriera di attrice. Il nuovo film rappresenta quindi un ritorno significativo alla scrittura e alla regia.

Una storia di fragilità

Al centro della storia c’è Linda, una terapeuta interpretata da Byrne che si trova sull’orlo di un crollo emotivo. La donna cerca di gestire contemporaneamente diversi problemi: la misteriosa malattia della figlia, che sviluppa una forte avversione per il cibo, le continue assenze del marito e una relazione sempre più tesa con la propria terapeuta.

La situazione precipita quando il soffitto del suo appartamento crolla, allagando l’abitazione e costringendo Linda e la figlia a trasferirsi temporaneamente in un motel fatiscente. In questo contesto instabile, la protagonista trova una sorta di conforto nel supervisore dell’edificio, ma la scomparsa di una persona collegata alla sua vita professionale contribuisce a far peggiorare ulteriormente il suo stato mentale.

Il cast del film riunisce volti molto diversi tra loro. Accanto a Byrne compaiono Conan O’Brien, qui nel suo primo grande ruolo cinematografico come terapeuta di Linda; il candidato ai Golden Globe Awards Christian Slater, che interpreta il marito della protagonista; il rapper e attore ASAP Rocky, nei panni di James, il supervisore del motel; e Danielle Macdonald, che interpreta una delle pazienti di Linda, la cui improvvisa scomparsa diventa un elemento chiave della storia.

Conan O'Brien e Rose Byrne in If I Had Legs I'd Kick You
Conan O’Brien e Rose Byrne in If I Had Legs I’d Kick You

L’origine enigmatica del titolo

Uno degli aspetti più curiosi del film è il suo titolo insolito. In lingua originale il film si chiama If I Had Legs, I’d Kick Youche tradotto letteralmente sarebbe “Se avessi le gambe, ti prenderei a calci”, una frase che suscita immediatamente domande e interpretazioni.

Secondo Bronstein la sua origine è sorprendentemente casuale. La regista ha rivelato di aver inventato quella frase quando aveva appena 18 anni, senza sapere se e come l’avrebbe mai utilizzata. Quando anni dopo ha iniziato a scrivere il film, non aveva ancora trovato un titolo definitivo, finché quell’espressione non le è tornata improvvisamente in mente.

Quando le viene però chiesto quale sia il suo vero significato all’interno della storia, Bronstein non è ancora pronta a dare una sua interpretazione, perché vuole che “lo spettatore interpreti quello che vuole”. Proprio questa ambiguità contribuisce a rendere il progetto ancora più intrigante.

Rose Byrne in If I Had Legs I'd Kick You
Rose Byrne in If I Had Legs I’d Kick You

Un film “senza genere”

Negli ultimi anni lo studio A24 si è costruito una reputazione per la produzione di film difficili da incasellare in un solo genere. Opere come Everything Everywhere All at Once, vincitore di sette Oscar, o il surreale Beau Is Afraid hanno dimostrato quanto la casa di produzione ami sperimentare.

Se potessi ti prenderei a calci si inserisce perfettamente in questa tradizione. Bronstein definisce infatti il suo film “senza genere”, spiegando di aver utilizzato elementi provenienti da diversi registri cinematografici per costruire la storia.

Nel corso della narrazione emergono infatti componenti di horror psicologico, dark comedy, dramma realistico e persino momenti di cinema surrealista e sperimentale. Il risultato è un racconto che mescola tensione emotiva e momenti grotteschi, senza mai aderire completamente a una sola categoria.

Secondo la regista, il vero cuore del film è però il “terrore esistenziale”: una paura che non deriva da un pericolo esterno ma da qualcosa di profondamente radicato nella psiche della protagonista.

“Non è come un uomo che corre lungo un corridoio con un coltello”, ha spiegato Bronstein parlando del film. “È qualcosa che si trova dentro di te. Linda sta disperatamente cercando di scappare da ciò che la tormenta, ma non può farlo”.

If I Had Legs I'd Kick You recensione filmNon i soliti attori

Un altro elemento distintivo del progetto è la scelta degli interpreti. Bronstein ha spiegato di essere attratta dall’idea di sovvertire le aspettative del pubblico, scegliendo attori che possano sorprendere in ruoli diversi da quelli a cui sono associati.

È il caso di Conan O’Brien, noto soprattutto come conduttore televisivo e comico. Nel film interpreta invece un personaggio più controllato e introverso, permettendo al pubblico di scoprire un lato meno visibile della sua personalità.

Per quanto riguarda ASAP Rocky, la regista ha sfruttato il carisma naturale del rapper per costruire il personaggio di James. Il nome del personaggio è stato scelto come omaggio a James Dean, icona cinematografica che rappresentava l’idea di una presenza magnetica e carismatica.

“Non puoi dirigere questa qualità in qualcuno. Non puoi insegnarla. Deve esserci già”, ha spiegato. “Quindi io utilizzo quello che Rocky ha naturalmente. È uno che può entrare in una stanza, fare l’occhiolino a una donna, ed è del tutto naturale per lui.”

Nel film, però, Bronstein lo mette in una situazione completamente diversa da quella a cui il pubblico è abituato: non interpreta un musicista o un rapper, ma il sovrintendente di un motel davvero malandato.

Secondo la regista, è proprio la combinazione tra performer atipici come O’Brien e Rocky e un’attrice di grande livello come Rose Byrne che le ha permesso di creare un film diverso dagli altri, capace di distinguersi nel panorama del cinema indipendente.

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