vedova nera

Il film che ha raccontato le origini di Carol Danvers e la sua trasformazione in supereroina si è rivelata la perfetta occasione per introdurre nell’universo cinematografico Marvel gli Skrull, personaggi creati da Stan Lee e Jack Kirby e introdotti prima come avversari dei Fantastici Quattro, poi divenuti una presenza costante nei vari crossover della storia editoriale. Chi conosce i fumetti o ha visto Captain Marvel al cinema saprà che questi alieni mutaforma sono capaci di assumere le sembianze di ogni essere umano, assimilarne i suoi ricordi più recenti e infiltrarsi con grande facilità all’interno delle strutture governative (vedi ad esempio Talos, che aveva preso il posto del capo dello S.H.I.E.L.D. Keller), e da tempo c’è chi ipotizza che uno scenario del genere si sia sviluppato anche nel corso del MCU.

Qualche mese fa, dopo l’uscita in sala di Captain Marvel, era stato BuzzFeed a sostenere che un indizio sulla presenza degli Skrull nella realtà difesa dai Vendicatori fino a Endgame era stato seminato già a partire da Age of Ultron, facendo riferimento alla frase pronunciata da Nick Fury nel dialogo/interrogatorio con Carol: la scena è ambientata nel bar dove i due si ritrovano soli, faccia a faccia, raccontando aneddoti del loro passato, ed è allora che l’eroina gli chiede di rivelarle un dettaglio privato che proverebbe il suo non essere un alieno. “Se un toast è tagliato in diagonale, non posso mangiarlo, dice Fury, ma se ricordate bene, in Age of Ultron il personaggio fa esattamente il contrario quando si prepara un panino a casa di Clint Barton.

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Dunque il futuro leader dello S.H.I.E.L.D. è in realtà uno Skrull? Che si tratti di una coincidenza o di una scelta ben precisa da parte dei Marvel Studios? Forse Fury è stato sostituito da un mutaforma, magari proprio Talos, dopo la “finta” morte in Captain America: The Winter Soldier? Il dubbio resta e l’enigma si infittisce, soprattutto dopo aver scovato l’ennesimo dettaglio misterioso nel recente Avengers: Endgame.

Stavolta però l’indiziata numero uno è Natasha Romanoff, altra vecchia conoscenza dell’organizzazione, ex spia e pupilla di Fury: nel film che chiude definitivamente la saga delle gemme dell’infinito ritroviamo Vedova Nera subito dopo lo schiocco mentre viaggia insieme a Steve Rogers e i sopravvissuti verso il pianeta dove si nasconde Thanos; fallita la missione, gli eroi tornano a casa e passeranno altri cinque anni prima di rivederli in azione e progettare i viaggi nel tempo attraverso il Regno Quantico. Ma se prestate attenzione ad una scena particolare, quella in cui Nat sta per confrontarsi con Steve all’Avengers Compound subito dopo il salto temporale e il summit con War Machine, Okoye, Rocket e Carol, noterete che si sta preparando un sandwich. Guarda caso la macchina da presa indugia fin troppo, e il taglio è diagonale. Di nuovo ci chiediamo se possa trattarsi di una coincidenza o di una scelta ben precisa. D’altronde non ci sorprenderebbe scoprire che fosse nei piani di Kevin Feige e co. disseminare piccoli e impercettibili indizi sull’infiltrazione degli Skrull sulla Terra, creando così una base per la narrazione della Fase 4 ormai pronta a partire.

E se anche Natasha, come Nick Fury, fosse un alieno? E se ci fossero più Skrull che da anni vivono sotto le sembianze di personaggi che conosciamo e di cui ci fidiamo che intanto tramano per ribaltare l’equilibrio stabilito? Un panino è la soluzione a tutte le nostre domande? Sarebbe sicuramente un’ipotesi intrigante per il futuro del franchise, ora aggrappato a pochissime certezze (i sequel di Spider-Man, Black Panther e Doctor Strange, il racconto cosmico degli Eterni, le nuove avventure dei Guardiani della Galassia) e che al momento appare molto confuso…

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