Jumanji - Benvenuti nella giungla

Tra polemiche e lamentele, ormai all’ordine del giorno di fronte a un reboot di un film molto amato del passato, sta per arrivare in sala Jumanji – Benvenuti nella giungla, una sorta di rifacimento in chiave moderna del classico per ragazzi con Robin Williams. Al timone dell’operazione c’è Dwayne Johnson, ormai garanzia di divertimento senza pretese per il cinema rivolto al grandissimo pubblico. Con lui Jack Black e Karen Gillan.

In Jumanji – Benvenuti nella giungla quattro adolescenti del liceo vengono messi in punizione, ma quando uno di loro scopre un videogioco Atari, la punizione comincia a diventare “interessante”. I ragazzi scelgono un avatar per giocare e all’improvviso si ritrovano non più giocatori esterni, ma veri e propri protagonisti di un gioco pericolosissimo, DENTRO la giungla.

La storia è un’avventura carica di azione ed effetti visivi travolgenti, che intrattiene, forse anche troppo, date le due ore, e sovverte il principio del film originale. Se in Jumanji era il gioco ad invadere la città, con foreste nei salotti e branchi di animali per le strade, adesso sono i protagonisti a entrare dentro al gioco stesso, che, neanche a dirlo, si è trasformato (come si vede nel pretestuoso ma simpatico prologo) in un videogame, non più un “romantico” gioco da tavolo.

Jumanji – Benvenuti nella giungla, recensione del film con Dwayne Johnson

Il film si rivolge principalmente ai ragazzi, pur parlando loro con protagonisti adulti, e risente moltissimo degli influssi degli anni ’80 che stanno saturando l’industria cinematografica e televisiva (effetto Stranger Things?). Da Tron a Breakfast Club, gli spunti del film nel cinema degli Eighties si sprecano, ma il tutto assume una piega moderna, anzi post-moderna nella rappresentazione dei protagonisti che sostituisce il candore, la paura, l’ingenuità dei protagonisti del film originale con ammiccamento e meta-cinema spicciolo.

Insomma, contrariamente alle aspettative e alla campagna promozionale volutamente carica, Jumanji – Benvenuti nella giungla si concede il piacere di essere un buon film di intrattenimento, certo eccessivamente lungo, ma un prodotto onesto che mira semplicemente a divertire. Inoltre l’omaggio, tenero e delicato, a Robin Williams c’è, e questo potrebbe quasi bastare a volergli bene.