M. Night Shyamalan

M. Night Shyamalan è tornato a parlare del perché non abbia mai realizzato un cinecomic Marvel o DC. Dopo essere esploso grazie al successo di The Sixth Sense – Il sesto senso nel 1999, il regista e sceneggiatore sembrava essere pronto a diventare il nuovo Spielberg. Sebbene abbia prodotto altri successi, tra cui il film di supereroi non convenzionale Unbreakable e il film di fantascienza Signs, Shymalan non è mai riuscito veramente ad imporsi come la forza registica che molti si aspettavano che diventasse.

 

La stella di Shyamalan ha iniziato a sbiadire con l’uscita di Lady in the Water, fantasy stroncato dalla critica che ha incassato soltanto 73 milioni di dollari a fronte di un budget di 70 milioni. Nonostante sia sempre stato un regista stravagante, quel film sembrava aver rivelato una vena di autoindulgenza in Shyamalan che ha messo parte del pubblico contro di lui. Da allora, fan e critica si sarebbero sempre più allontanati dal regista a causa dei suoi successivi lavori: E venne il giorno, L’ultimo dominatore dell’aria e – soprattutto – After Earth.

A partire dal 2015, i budget dei film di Shyamalan si sono notevolmente ridotti, ma le performance al botteghino delle sue creature sono tornate a dare ottimi risultati, come dimostrato da The Visit, Split e Glass. Tuttavia, sono in molti a chiedersi se il regista – attualmente impegnato con la produzione della serie Servant e con la post-produzione del suo nuovo film, Oldtornerà mai a dirigere un film in grado di scalare i vertici del box office di tutto il mondo.

M. Night Shyamalan e la sua visione dei supereroi

Sappiamo già che in passato a M. Night Shyamalan era stata proposta la gestione di diversi franchise, inclusa la regia di alcuni cinecomic sia Marvel che DC. Adesso, in una nuova intervista con ComicBook, Shyamalan è tornato a parlare del perché non abbia mai accettato di dirigere un film di supereroi. Il motivo principale? A quanto pare, la sua visione sul mondo dei cinecomics è sempre stata in conflitto con quelli degli studi.

“Ho avuto molte conversazioni nel corso degli anni su molti dei supereroi con molti degli studi che li possiedono, e su come avrei voluto affrontarli. Sono sempre state situazioni in cui, se avessi capito che il mio stile poteva andare bene per loro, avrei accettato senza dubbio. Ho realizzato i miei cinecomics nella maniera in cui volevo venissero realizzati: con uno stile minimalista, fatto di sottintesi, senza effetti speciali in CGI e con un linguaggio che non differisce troppo dal genere. Per questo motivo, ogni volta che ne abbiamo discusso, alla fine diventavo molto nervoso all’idea, perché non credo che avrebbero mai voluto da me qualcosa di intimista o di introspettivo. Poi, nella vita… mai dire mai.”