Nonostante la recente tendenza di alcuni studios a riportare sullo schermo attori deceduti attraverso l’impiego della computer grafica, la Marvel sembra non voler seguire la medesima politica per i suoi film.

 

L’Universo Cinematografico Marvel è riuscito a monopolizzare il box office mondiale degli ultimi dieci anni, battendo numerosi record e aumentando in maniera esponenziale il proprio fandom. In molti hanno cercato di replicare la formula dietro il successo della Marvel, ma i risultati – seppur in alcuni casi soddisfacenti – sono sempre stati lontani da quel tipo di impatto, sia in termini economici che in termini meramente culturali.

In un certo senso, la Disney ha fatto da apripista per quanto riguarda la resurrezione degli attori sul grande schermo, dopo che Peter Cushing era tornato nei panni di Grand Moff Tarkin in Rogur One: A Star Wars Story: all’epoca della release dello spin-off, Cushing era morto da 22 anni, senza considerare il fatto che il film è entrato in produzione quando l’attore era già morto da 20 anni.

In seguito alla tragica scomparsa di Carrie Fisher, l’iconica Leia nella saga di Star Wars, la Disney ha deciso di non ricreare l’attrice digitalmente – al pari di quanto fatto con Cushing – ma di utilizzare del materiale inedito proveniente da Il Risveglio della Forza, nonostante gli effetti digitali abbiamo comunque giocato un ruolo importante nella sua apparizione postuma ne L’Ascesa di Skywalker (ricordiamo che una versione più giovane della Fisher da Una Nuova Speranza venne ricreata digitalmente per Rogue One, e questo prima della scomparsa dell’attrice).

Molto sono state le domande che la decisione della Disney di ricreare attori deceduti sul grande schermo ha generato: un dibattito che probabilmente continuerà ancora a lungo, soprattutto in vista della crescita che la moderna tecnologia continuerà ad affrontare. Come dichiarato da Victoria Alonso, vicepresidente esecutivo della produzione dei Marvel Studios, il MCU non userà la CGI per riportare al cinema attori morti: “Non l’abbiamo mai considerato”, ha dichiarato la Alonso in una recente intervista con Yahoo Movies (via CBR).

Parlando invece dell’importante dilemma morale dietro la ricreazione digitale di attori deceduti, Craig Hammack, artista degli effetti visivi che ha lavorato a Captain Marvel, ha aggiunto:

“È un processo del quale siamo tutti consapevoli, perché le possibilità stanno arrivando. La nostra speranza è che, se dovesse accadere, nulla venga fatto irresponsabilmente. Dal mio punto di vista, non voglio vedere una performance recitata da qualcuno che non sia quell’attore in carne ed ossa.”

La Alonso ha continuato dicendo che, nonostante la Marvel utilizzi una notevole quantità di CGI nei suoi film, fa comunque ancora tanto affidamento sulla motion capture e sul lavoro degli attori per cercare di realizzare delle buone storie. A tal proposito ha aggiunto: “L’esperienza con Thanos e Hulk ha reso ancora più evidente che hai bisogno del lavoro dal vivo di attori come Josh Brolin e Mark Ruffalo”.

Considerato l’attuale scenario, sarà “interessante” vedere se, in un prossimo futuro, gli studios arriveranno a firmerare una sorta di “clausola di risurrezione” con gli attori per lo sfruttamento della loro immagine dopo la loro dipartita. Almeno per il momento, sembra che la Marvel non abbia alcuna intenzione di farlo con gli attori del MCU. 

Fonte: ScreenRant