henry cavill

Sappiamo che la Warner Bros. introdurrà il personaggio di Supergirl nell’attesissimo The Flash di Andy Muschietti, mentre un film scritto da Ta-Nehisi Coates e prodotto da J.J. Abrams si focalizzerà su uno dei due Superman neri dell’universo a fumetti (molto probabilmente Calvin Ellis). Parallelamente, Michael B. Jordan sta sviluppando una serie tv per HBO Max incentrata su Vlad Zod (l’altro Superman Nero della DC Comis).

 
 

Per quanto riguarda il Superman originale del DC Extended Universe, invece, non esistono ancora notizie certe. In una recente intervista con The Hollywood Reporter, Henry Cavill ha così commentato la notizia di un film incentrato su un Superman nero: “È eccitante. Superman non è definito dal colore della pelle, è molto di più. Superman è un ideale. Superman è un essere straordinario che vive nei nostri cuori.”

“Perché non avere più Supermen in corsa? Joaquin Phoenix ha fatto un meraviglioso film su Joker… Cosa succederebbe se non fosse legato al resto del franchise? Ci sono più trame nei fumetti di Superman che avvengono nello stesso momento”. Da ciò si evince che Cavill non crede che un film su un Superman nero rappresenti la fine della sua iterazione di Kal-El: l’attore ha infatti dichiarato che “c’è ancora molto da raccontare, per me, in veste di Superman.”

“Mi piacerebbe davvero avere la possibilità di tornare. L’uccisione di Zod ha dato al personaggio una ragione per non uccidere mai più. Superman che cade a terra e urla… Non credo che in origine fosse nella sceneggiatura, ma voleva mostrare il dolore che provava”, ha aggiunto l’attore riferendosi alle scene finali de L’uomo d’acciaio. “Ho effettuato riprese molto più intense rispetto a quelle che hanno poi scelto; stavo per scoppiare a piangere. Superman ha appena ucciso l’ultimo membro rimasto della sua specie. Questa è la scelta che ha fatto in quel momento, e non lo farà mai più”.

“C’è un’opportunità di crescita dopo un momento simile”, ha aggiunto. “Si potrebbe esplorare la psiche di Superman come essere profondo, apparentemente invulnerabile, simile a un dio, ma con sentimenti reali al suo interno. Come dico sempre: ‘Il mantello è ancora nel mio armadio.'”