La Torre Nera film

Akiva Goldsman, il produttore de La torre nera, ha confessato di aver numerosi rimpianti in merito all’adattamento cinematografico dell’omonima serie di romanzi ad opera di Stephen King, interpretato da Idris Elba al fianco del premio Oscar Matthew McConaughey.

Il film diretto da Nikolaj Arcel e prodotto da Ron Howard avrebbe dovuto dare vita ad un nuovo franchise cinematografico, ma a causa delle critiche negative, alla fine Sony Pictures ha deciso di rivedere i suoi piani. Nonostante abbia incassato 113 milioni di dollari al box office mondiale, a fronte di un budget di soli 66 milioni, La torre nera è stato ampiamente criticato per aver cercato di comprimere il complesso universo creato da King nella saga letteraria (composta da 8 romanzi) in un unico film.

Ora, in una recente intervista con THR, il produttore e sceneggiatore Akiva Goldsman (premio Oscar per A Beautiful Mind) ha ammesso di essersi pentito per come sono andate a finire le cose con La torre nera. Goldsman avrebbe dovuto supervisionare il progetto iniziale che prevedeva la realizzazione di un universo formato da film e serie tv collegati tra loro. Tuttavia, questi piani sono stati scartati a favore di un riavvio destinato al piccolo schermo che non avrà alcun tipo di legame con il film del 2017.

Akiva Goldsman e i rimpianti sull’adattamento de La torre nera

“Ho molti rimpianti per le parti del film che non hanno funzionato”, ha spiegato Goldsman. “La nostra migliore versione del film esisteva molto prima che i crossover tra cinema e tv e lo streaming diventassero una realtà. Sono molto legato ai libri originali che non sono finiti nella nostra versione del 2017. Ron Howard aveva un’idea in merito a cosa si potrebbe fare attraverso le varie piattaforme. Non riguardava il film, ma a volte, come spesso accade, le cose semplicemente non vanno in porto.”

Poi ha aggiunto: “Ci sono cose del film del 2017 che mi piacciono ancora oggi, e Idris Elba ha dato vita ad un Roland veramente incredibile. Penso che ci fossero troppi punti di vista diversi, incluso il mio, quando si è trattato di capire come raccontare una storia convincente sul grande schermo. Avremmo potuto fare di meglio.”