Peter Jackson rivela perché non dirige un film di finzione da oltre 10 anni

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Sono passati 12 anni dall’ultima volta che Peter Jackson ha diretto un film di finzione, al netto dei suoi documentari più recenti, come lo straordinario They Shall Not Grow Old e Get Back, dedicato ai Beatles. Ora, però, il regista premio Oscar de Il Signore degli Anelli è tornato a parlare del proprio futuro cinematografico, spiegando anche perché, per oltre un decennio, ha evitato il cinema narrativo.

Nel messaggio introduttivo che precede le proiezioni della riedizione cinematografica de Il ritorno del re, Jackson ha infatti raccontato quanto la morte del direttore della fotografia Andrew Lesnie abbia inciso profondamente sul suo percorso creativo.

È stato un colpo terribile per me perdere Andrew. Non è stata una decisione consapevole, perché dopo ho realizzato un documentario usando materiale d’archivio, poi un documentario sui Beatles, sempre con filmati già esistenti. Guardandomi indietro, mi rendo conto di aver evitato i film di finzione perché avrei dovuto lavorare con qualcun altro che non fosse Andrew. Penso che la sua morte abbia cambiato il mio percorso creativo. Il risultato è che per 11 o 12 anni non ho fatto film di finzione, perché questo avrebbe significato costruire un rapporto con un altro direttore della fotografia“.

Lesnie, cinematografo australiano, entrò nel team a partire da La Compagnia dell’Anello e instaurò con Jackson un legame professionale e umano fortissimo, che il regista ha più volte definito fraterno: “Andrew arrivò per girare La Compagnia dell’Anello, non lo avevo mai incontrato prima. Poi è rimasto. È diventata una collaborazione. Il rapporto tra un regista e il suo direttore della fotografia è piuttosto intenso. Litigavamo, discutevamo su tutto. Io sono figlio unico e pensavo: “Andrew ormai è come un fratello per me”. Poi ha avuto un infarto improvviso ed è morto“.

I due hanno lavorato insieme in sei film, da King Kong a Amabili resti, passando per l’intera trilogia de Lo Hobbit. Una perdita che Jackson riconosce come determinante nel suo allontanamento dal cinema di finzione, pur ammettendo che un ritorno è sempre più vicino: “Lo farò, sì, e il giorno in cui succederà si sta avvicinando, ma ci è voluto davvero molto tempo per arrivarci“.

Dopo Lo Hobbit – La battaglia delle Cinque Armate del 2014, Jackson non ha più diretto lungometraggi narrativi, ma di recente ha confermato a Screen Rant di stare lavorando su tre sceneggiature diverse. Tra i progetti che i fan continuano a sperare di vedere realizzati c’è anche il sequel de Le avventure di Tintin, annunciato anni fa come possibile seguito del film di Steven Spielberg del 2011.

Gianmaria Cataldo
Gianmaria Cataldo
Laureato con lode in Storia e Critica del Cinema alla Sapienza e iscritto all’Ordine dei Giornalisti del Lazio come giornalista pubblicista. Dal 2018 collabora con Cinefilos.it, assumendo nel 2023 il ruolo di Caporedattore. È autore di saggi critici sul cinema pubblicati dalla casa editrice Bakemono Lab.
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