Il film di Supergirl (leggi qui la nostra recensione) ha rischiato di aprirsi in modo completamente diverso. A rivelarlo è la sceneggiatrice Ana Nogueira, che in un’intervista a Variety ha spiegato come la versione iniziale dello script fosse molto più fedele al fumetto Supergirl: Woman of Tomorrow, salvo poi essere modificata durante lo sviluppo. La scelta finale, racconta l’autrice, è nata dalla necessità di rendere Kara Zor-El immediatamente comprensibile anche al grande pubblico, che conosce il personaggio molto meno rispetto a eroi come Batman o Spider-Man.
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Nel film, interpretato da Milly Alcock, la storia si apre con Kara mentre festeggia il suo ventitreesimo compleanno su pianeti illuminati da soli rossi, un momento che introduce subito il suo carattere tormentato e il peso del suo passato. Solo successivamente entra in scena Ruthye Marye Knoll (Eve Ridley), la giovane che chiederà l’aiuto della kryptoniana per vendicare l’assassinio del padre, ucciso da Krem delle Colline Gialle (Matthias Schoenaerts).
La decisione rappresenta uno dei cambiamenti più significativi rispetto al fumetto originale e dimostra come i DC Studios abbiano preferito privilegiare l’accessibilità narrativa senza rinunciare ai temi dell’opera di partenza. Secondo Nogueira, infatti, era fondamentale costruire fin dall’inizio un legame emotivo tra il pubblico e Kara, prima di raccontare la vicenda attraverso gli occhi di Ruthye.
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Perché il punto di vista di Ruthye è stato ridimensionato rispetto al fumetto
Nel corso dell’intervista, Ana Nogueira ha spiegato che la prima stesura dello script iniziava proprio con Ruthye, esattamente come accade nel fumetto. Tuttavia, durante lo sviluppo del progetto, il team creativo si è reso conto che il personaggio di Supergirl non gode della stessa familiarità cinematografica di altri eroi DC e Marvel.
“Nella prima versione della sceneggiatura il film si apriva con Ruthye e con la sua storia. Ma ci siamo resi conto che i lettori dei fumetti conoscono molto, molto bene Supergirl e sono perfettamente a loro agio nel scoprirla attraverso gli occhi di qualcun altro. Per il pubblico cinematografico, invece, Supergirl non è Batman: non abbiamo visto morire i suoi genitori decine di volte. Ho visto Spider-Man essere morso da un ragno radioattivo tantissime volte, ma con lei non è così. Abbiamo quindi capito che dovevamo accompagnare il pubblico a conoscere Kara come fulcro del film, e non soltanto attraverso Ruthye.“
Anche se la giovane protagonista non ricopre più il ruolo di narratrice come nel fumetto Supergirl: Woman of Tomorrow, la sceneggiatrice sottolinea che la sua prospettiva rimane centrale.
“Volevamo mantenere il senso di meraviglia di questa ragazzina che osserva una donna straordinaria e desidera qualcosa di più da lei. C’è anche l’idea che Kara non stia ancora esprimendo tutto il suo potenziale, e volevamo conservare questo elemento eliminando però la voce narrante di Ruthye.“
La modifica si inserisce perfettamente nella strategia del nuovo DC Universe inaugurato da Superman. Se il film dedicato a Clark Kent poteva permettersi di saltare le origini grazie alla notorietà del personaggio, Supergirl aveva bisogno di dedicare più tempo alla costruzione della propria protagonista.
Le recensioni hanno premiato soprattutto l’interpretazione di Milly Alcock, considerata uno dei punti di forza del film. Una risposta che sembra confermare come concentrare l’apertura su Kara sia stata una scelta efficace. Inoltre, il finale prepara già il futuro del personaggio nel DCU: James Gunn ha infatti confermato che la kryptoniana tornerà accanto a Superman (David Corenswet) nel sequel Man of Tomorrow, dove il rapporto tra i due cugini dovrebbe assumere un ruolo ancora più importante nell’evoluzione dell’universo narrativo condiviso.
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