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10 film epici da vedere prima di Odissea di Christopher Nolan

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Realizzando Odissea, Christopher Nolan sembra compiere un passo che, a ben vedere, appariva inevitabile. Tutta la sua filmografia ruota da sempre attorno alle stesse ossessioni: il tempo, la memoria, il prezzo da pagare per essere stati lontani troppo a lungo e la domanda se sia davvero possibile tornare a essere la persona che si era prima che tutto cambiasse. Il poema di Omero rappresenta la più antica incarnazione di questi temi, e da anni sembrava quasi naturale aspettarsi che Nolan arrivasse prima o poi a confrontarsi con quest’opera trasponendola in film.

Il trailer completo, pubblicato il 5 maggio 2026, è grandioso esattamente come ci si poteva aspettare: Matt Damon nei panni di Odisseo, un cast assemblato con l’audacia che solo il successo di Oppenheimer poteva rendere possibile e la fotografia di Hoyte van Hoytema, che sfrutta l’IMAX in modi sorprendentemente innovativi.

Nel frattempo, vale la pena conoscere meglio il genere cinematografico con cui Nolan si sta cimentando. I dieci film di questa lista attraversano sei decenni di cinema epico, dalle grandi produzioni della Hollywood classica, autentici trionfi architettonici e cinematografici, fino a un adattamento del 2024 della stessa storia che quasi nessuno ha visto, ma che tutti dovrebbero recuperare. Sono tutte opere che meritano una visione prima dell’arrivo del più grande kolossal mitologico degli ultimi decenni.

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Ralph Fiennes in Il ritorno (The Return)
Foto di © Maila Iacovell/Fabio Zayed

Itaca – Il ritorno (The Return, 2024)

Prima della versione di Nolan, esiste già un adattamento dell’Odissea uscito nel 2024 che ha ricevuto molta meno attenzione di quella che meritava. A Uberto Pasolini sono serviti trent’anni per realizzare questo film, mentre Ralph Fiennes e Juliette Binoche, riuniti sullo schermo per la prima volta dai tempi de Il paziente inglese (The English Patient), vi si sono dedicati con un’intensità che traspare da ogni inquadratura. Fiennes interpreta Odisseo, che approda finalmente sulle coste di Itaca dopo vent’anni, irriconoscibile e tormentato.

Il film elimina quasi del tutto gli elementi eroici e mitologici per concentrarsi su ciò che resta: un uomo che cerca di riprendersi una vita andata avanti senza di lui, all’interno di una famiglia che ha imparato a sopravvivere in sua assenza. Binoche offre una straordinaria interpretazione di Penelope, donandole una vita interiore indipendente dall’attesa del marito, un approccio che la maggior parte degli adattamenti dell’Odissea evita. Il ritorno è stato presentato al TIFF nel 2024 e distribuito nelle sale statunitensi da Bleecker Street nel dicembre dello stesso anno. In molti lo hanno ignorato, ma si può ancora rimediare.

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Scontro tra titani 1981

Scontro di titani (Clash of the Titans, 1981)

 

L’ultimo film di Ray Harryhausen è una vera dichiarazione d’amore agli effetti speciali pratici, realizzato proprio mentre quella tecnica stava per diventare obsoleta. La Medusa in stop-motion, il gufo meccanico Bubo, il Kraken che emerge dalle profondità del mare: nulla appare fotorealistico, ed è proprio questo il suo fascino. Harryhausen dedicava anni alla realizzazione delle creature di ogni film, animandole fotogramma dopo fotogramma, e il risultato conserva ancora oggi un’inconfondibile qualità artigianale.

Scontro di titani è anche molto più divertente di quanto la sua reputazione lasci intendere. Laurence Olivier sembra divertirsi enormemente nel ruolo di Zeus, mentre Harry Hamlin interpreta un Perseo sincero e piacevole. Il tono è quello di un classico film d’avventura, caldo e privo di qualsiasi ironia postmoderna, qualità che lo rendono ancora oggi un’esperienza estremamente godibile. Come preparazione all’approccio di Nolan, rappresenta un interessante punto di confronto.

8
300 storia vera
Gerard Butler in 300. © 2007 Warner Bros. Entertainment Inc. All Rights Reserved.

300 (2006)

Il 300 di Zack Snyder non è certo un film all’insegna della misura. Adattamento dell’omonima graphic novel di Frank Miller dedicata alla battaglia delle Termopili, trasforma ogni fotogramma in una composizione pittorica e ogni combattimento in un’esaltazione visiva del bronzo, del cuoio e dell’epica guerriera. L’uso della desaturazione ad alto contrasto, della celebre alternanza tra rallenty e accelerazioni improvvise e degli sfondi digitali dipinti divise il pubblico nel 2006 e continua a farlo ancora oggi.

Probabilmente entrambe le fazioni trascurano il punto fondamentale: 300 funziona proprio perché è totalmente fedele alla propria estetica. Gerard Butler interpreta un Leonida privo di grandi sfumature psicologiche: un uomo che pronuncia frasi memorabili, combatte contro avversari impossibili e affronta la morte con assoluta convinzione. Il risultato? Un incasso mondiale di 456 milioni di dollari a fronte di un budget di appena 65 milioni, consacrandolo come uno dei film simbolo del genere.

7
Film epici Spartacus

Spartacus (1960)

Stanley Kubrick diresse Spartacus, salvo poi prendere le distanze dal progetto per anni, definendolo l’unico film della sua carriera sul quale non ebbe alcun controllo creativo. Kirk Douglas, protagonista e produttore, era talmente in disaccordo con i metodi del regista che la loro collaborazione terminò definitivamente al termine delle riprese. Guardando con attenzione, questa tensione emerge anche nel film, dove la precisione kubrickiana convive con la monumentalità della Hollywood classica.

Ciò che sopravvive a quei conflitti è comunque un autentico kolossal, sorretto dal carisma travolgente di Douglas. La celebre scena di «Io sono Spartaco» resta ancora oggi una delle più emozionanti della storia del cinema. Con le sue tre ore e mezza di durata richiede pazienza, ma la ricompensa è enorme.

6
Gli argonauti 1963

Gli Argonauti (Jason and the Argonauts, 1963)

La celebre sequenza dello scontro contro gli scheletri animati, in cui Giasone e due compagni affrontano sette guerrieri scheletrici armati di spada, richiese a Ray Harryhausen quattro mesi e mezzo di lavoro per appena due minuti di film. Sapere questo cambia completamente il modo in cui si osserva quella scena, ancora oggi straordinaria.

Anche il resto del film è estremamente piacevole: il ritmo è serrato, i colori vivaci e il tono conserva quella piacevole irriverenza tipica delle migliori avventure ispirate ai miti classici. Todd Armstrong non sarà un interprete straordinario, ma convince nel ruolo dell’eroe, mentre Niall MacGinnis regala a Zeus un’arguzia che impedisce al film di prendersi troppo sul serio.

5
Gabriel Byrne
Gabriel Byrne nel film “Excalibur”

Excalibur (1981)

Excalibur è il grande kolossal arturiano diretto da John Boorman. È probabilmente il film più singolare della lista e quello che consiglio più spesso. Operistico, visionario e girato con un’intensità tale da trasformare i Cavalieri della Tavola Rotonda in autentiche forze della natura, vede protagonisti Nicol Williamson nei panni di Merlino, Helen Mirren in quelli di Morgana, oltre ai giovani Patrick Stewart e Liam Neeson in ruoli secondari.

Sembra un prezioso scrigno del cinema britannico, realizzato proprio mentre molti dei suoi interpreti stavano iniziando a emergere. Boorman comprese perfettamente che la leggenda arturiana funziona solo se trattata come un mito, non come un racconto storico. Per questo il film abbraccia completamente la propria teatralità senza mai cercare di giustificarla. Inoltre, Christopher Nolan ha citato Excalibur come una delle sue principali fonti d’ispirazione, rendendolo una visione fondamentale.

4
Brad Pitt Troy

Troy (2004)

C’è un dettaglio che molti ignorano: Christopher Nolan ricevette l’offerta di dirigere Troy, prima che il progetto finisse nelle mani di Wolfgang Petersen. Il regista rifiutò e, vent’anni dopo, ha realizzato il suo personale adattamento di Omero. Un fatto che dice molto su quanto a lungo questa ossessione sia maturata.

Pur con numerose libertà rispetto al poema originale — gli dèi completamente assenti, la cronologia dell’Iliade fortemente compressa e l’accento di Brad Pitt spesso preso in giro — Troy è un film sottovalutato. Pitt si allenò per otto mesi e affrontò senza controfigura il celebre duello con Eric Bana, conferendo ad Achille un’intensità fisica che rappresenta il cuore dell’intero film. Anche le battaglie mantengono ancora oggi tutta la loro forza, soprattutto nella director’s cut da 196 minuti.

3

Il gladiatore (Gladiator, 2000)

Con Il gladiatore, Ridley Scott dimostrò nel 2000 che il kolossal storico non era affatto morto: aspettava semplicemente il regista e il cast giusti. Russell Crowe interpreta Massimo, offrendo una delle performance più iconiche del genere: fisicamente imponente, emotivamente controllata e sempre credibile nel passaggio da generale romano a schiavo, gladiatore e leggenda.

La battaglia iniziale in Germania resta ancora oggi una delle migliori sequenze dirette da Scott. Il successo de Il gladiatore convinse persino Wolfgang Petersen, che aveva rinunciato al progetto, a realizzare Troy. Ancora oggi dimostra quanto il pubblico continui ad amare i grandi racconti epici.

2
Film epici storici Ben Hur

Ben-Hur (1959)

Undici premi Oscar. Il set più grande mai costruito fino a quel momento: un’arena lunga oltre seicento metri, estesa su circa sette ettari, realizzata da oltre mille operai e popolata da 78 cavalli, 18 quadrighe e 15.000 comparse. Nessun effetto digitale, nessun green screen. Solo una corsa delle quadrighe di nove minuti che rappresenta ancora oggi uno dei più grandi trionfi del cinema pratico. E, come se non bastasse, un giovane Sergio Leone diresse le riprese aggiuntive mentre lavorava come aiuto regista. Serve davvero aggiungere altro?

Charlton Heston conquistò con Ben-Hur il suo unico Oscar e offre una prova molto più sfumata di quanto spesso si ricordi. Ogni volta che riguardo il film resto colpito dalla pazienza con cui William Wyler costruisce i personaggi prima di regalare al pubblico la celebre corsa delle quadrighe. Prima ti fa amare l’uomo, poi ti lascia senza fiato davanti allo spettacolo.

1
Lawrence d'Arabia

Lawrence d’Arabia (Lawrence of Arabia, 1962)

Lawrence d’Arabia, il capolavoro di David Lean, lungo 222 minuti e dedicato alla figura di T. E. Lawrence durante la Rivolta Araba, rappresenta il modello ideale di quel cinema monumentale che Nolan ha sempre inseguito. È immenso nella scala, intimo nei personaggi e girato interamente in location reali con un’ambizione visiva che rende la CGI quasi superflua. La fotografia di Freddie Young, tra i deserti della Giordania e del Marocco, resta semplicemente straordinaria.

E poi c’è Peter O’Toole. Aveva appena ventinove anni ed era al suo primo grande ruolo da protagonista quando diede vita a una delle interpretazioni più memorabili del Novecento: un uomo brillante, vanitoso, coraggioso e profondamente contraddittorio. Lean comprese che un eroe capace di essere allo stesso tempo idealista, imperialista e fragile fosse infinitamente più interessante di una figura perfettamente ammirevole. Se possibile, recuperatelo sullo schermo più grande che riuscite a trovare prima dell’uscita di Odissea.

Gianmaria Cataldo
Gianmaria Cataldo
Laureato con lode in Storia e Critica del Cinema alla Sapienza e iscritto all’Ordine dei Giornalisti del Lazio come giornalista pubblicista. Dal 2018 collabora con Cinefilos.it, assumendo nel 2023 il ruolo di Caporedattore. È autore di saggi critici sul cinema pubblicati dalla casa editrice Bakemono Lab.

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