Game of Thrones 8x02

Il respiro profondo, prima del balzo. Per citare un franchise fantasy altrettanto famoso, così si potrebbe riassumere Game of Thrones 8×02, A Knight of the Seven Kingdoms. La puntata, che arriva dopo un apertura di stagione considerata frettolosa, ha in qualche modo riscattato anche i “problemi” riscontrati in quella precedente.

 

Se infatti Winterfell era stata considerata troppo sbrigativa nel ricongiungere tutti i personaggi a Grande Inverno, presentandoci un pezzetto di ognuno di loro e accelerando le ultime reunion, questo secondo episodio della stagione conclusiva dello show HBO conferma la necessità di avere tutte le pedine disposte in campo.

Tutti i personaggi sono a Grande Inverno, pronti come possono ad accogliere con le lance affilate l’esercito del Re della Notte. Tuttavia lo schieramento non è ancora compatto, perché al suo interno ci sono ancora delle crepe, delle incomprensioni, che si aprono sull’arrivo di Jaime alla roccaforte del Nord. Lo Sterminatore di Re si trova di fronte a Daenerys, di fronte agli Stark, messo davanti ai suoi errori. Allo stesso modo però si trova ricongiunto al fratello Tyrion e a Brienne, che prenderanno le sue parti.

Arrivano a Grande Inverno anche Tormund, Beric Dondarrion e Edd Tollet, reduci dal crollo della Barriera, portando con sé brutte notizie: gli Umber si sono uniti all’esercito dei morti, e proprio quell’orda infernale sarà su di loro quella stessa mattina.

Comincia così la lunga notte di attesa, una notte di incontri, scoperte, confessioni, una notte in cui una donna, uno sterminatore di re, un bruto, un contrabbandiere, un nano, uno scudiero siedono davanti ad un camino, facendosi coraggio, stringendosi gli uni agli altri, alla vigilia di una battaglia che forse porterà loro via la vita.

Ma è anche una notte di riconciliazioni, con Sansa che accoglie con tenerezza il ritorno di Theon in quello stesso castello che lui bruciò, con Tyrion e Jaime che ritrovano il loro antico legame, nonostante l’ingombrante ombra di Cersei tra di loro, di Jorah Mormont, che si confronta con la volitiva cugina Lyanna, Lady dell’Isola dell’Orso. La notte del coraggio di Sam, dei dubbi di Edd, dell’affermazione di volontà di Arya, ma soprattutto della rivelazione legata al legittimo erede al Trono di Spade.

Jon, che ha evitato Daenerys per tutto l’episodio, forse alla luce di tutto ciò che ha appreso alla fine dell’apertura di stagione (la morte dei Tarly per ordine di Dany e l’identità dei suoi genitori), si trova di fronte alla donna che ama e da cui è riamato e confessa. La vera natura della Targaryen non impiega molto a prendere il sopravvento, anche se tre squilli di corno rompono il silenzio: gli Estranei sono alle porte di Grande Inverno.

L’attenzione alle relazioni di forza trai personaggi rende l’episodio uno dei migliori momenti di riflessione e attesa dell’intera serie. A partire dal confronto di Daenerys con i suoi alleati e sottoposti, fino alla grande affermazione di volontà di Arya, passando alla presa di coscienza di Bran/Corvo a Tre Occhi: è lui la preda del Re della Notte, è lui che il grande nemico cercherà per uccidere, sarà lui il cuore della battaglia che sta per arrivare.

Ancora una volta, D.B. Weiss e David Benioff si confermano un ottimo team, una squadra che lavora al servizio non solo dei fan ma anche della storia e dei personaggi, per consegnare il miglior prodotto possibile. La fretta, tanto disprezzata dagli spettatori, è stata ripagata con alcuni dei confronti e dei momenti più intensi dell’intera serie, momenti che fanno presagire un prossimo futuro tragico per più di un personaggio principale.

Perché se è vero che ci sono stati diversi snodi felici di recente, è anche vero che Game of Thrones non perde la sua natura e ci dovrà molto presto ricordare il motivo per cui in molti lo considerano uno show sanguinario.