La Ruota del Tempo: la recensione degli episodi 6 e 7

Con gli episodi La Fiamma di Tar Valon e Tenebre lungo le Vie, rispettivamente sesto e settimo della serie, si entra nel vivo dell'avventura, alla scoperta del Drago Rinato.

Ormai quasi a conclusione della sua prima stagione, che copre grossomodo l’intero primo romanzo del ciclo letterario di Robert Jordan, La Ruota del Tempo trova con gli episodi La Fiamma di Tar Valon e Tenebre lungo le Vie la sua quiete prima della tempesta. Rispettivamente sesto e settimo episodio, di otto totali, questi si presentano infatti come i più statici della stagione. Poco sembra avvenire, ma molti sono in realtà i dettagli che preparano all’avventura vera e propria, quella che una volta intrapresa non permette di tornare indietro. Come già riportato nelle recensioni dei precedenti episodi (La Ruota del Tempo, ep. 1, 2 3; La Ruota del Tempo, ep. 4 e 5), la serie basata sui romanzi di Jordan e curata dallo showrunner Rafe Judkins dà l’impressione di essere una grande premessa per maggiori sviluppi futuri.

 

Nel corso dei precedenti episodi si era fatta la conoscenza dei giovani Rand, Perrin, Mat, Egwene e Nynaeve, cinque ragazzi dotati di straordinari poteri, i quali vengono chiamati all’avventura da Moiraine Damordred (Rosamund Pike), strega appartenente alla potente organizzazione delle Aes Sedai, la quale è alla ricerca del Drago Rinato. Questi è un antico guerriero che ciclicamente si batte per riportare l’ordine nell’universo, sconfiggendo le forze del male. Solo uno dei cinque è il prescelto, ma ognuno di loro verrà inevitabilmente coinvolto in questo scontro senza fine, vedendo la propria vita cambiare per sempre. Dopo essere giunti alla città-stato di Tar Valon, dove si erge la Torre Bianca delle Aes Sedai, il gruppo è ora pronto a ripartire.

I preparativi prima del viaggio…

Dall’arrivo di tutti i protagonisti a Tar Valon inizia il sesto episodio di La Ruota del Tempo, con il quale gli spettatori possono entrare maggiormente a contatto con l’ordine delle Aes Sedai. Fino ad ora presentato esclusivamente attraverso alcune delle sue principali esponenti, si ha invece ora modo di conoscere la Madre al comando di tutto. L’episodio è dunque scandito dalle informazioni che si ottengono dai concili e dal privato delle Aes Sedai. Dalla loro importanza nella storia al cambiamento del loro ordine nel corso del tempo. La Fiamma di Tar Valon, di conseguenza, appare essere l’episodio più statico della stagione, dove tutto sembra fermarsi in vista di una ripresa dell’avventura.

Ciò non è da vedere come un difetto, poiché appunto numerosi sono i preziosi elementi messi in gioco e che certamente si ripresenteranno più avanti nel racconto, come ad esempio lo stesso Logain Ablar, il Falso Drago interpretato da Alvaro Morte. Nonostante ciò, l’episodio potrebbe ugualmente apparire come quello più difficile degli altri da digerire. Più che alla, poca, azione, occorre dunque affidarsi alla bellezza di alcune immagini e delle scenografie. L’austerità degli ambienti all’interno della Torre Bianca è certamente utile per comprendere meglio la natura delle Aes Sedai, le quali in più occasioni possono risultare ancora particolarmente criptiche.

La Ruota del Tempo Recensione

… verso il gran finale di stagione

Di particolare importanza appare poi essere il settimo episodio, ovvero il penultimo della stagione. Questo, dal titolo Tenebre lungo le Vie segna a tutti gli effetti l’inizio del viaggio per il gruppo di protagonisti. Lasciata Tar Valon, ci si sposta ora in ambienti nuovi, oscuri, dove è facile incontrare tanto alleati quanto pericolosi nemici. Si tratta di un momento del racconto che non può non ricordare, per una serie di scelte di messa in scena, il momento della partenza della Compagnia dell’Anello verso Mordor nel primo film de Il Signore degli Anelli. Il paragone con quella trilogia cinematografica è sempre dietro l’angolo, ma, come già evidenziato per i precedenti episodi, per la La Ruota del Tempo sembra si sia puntato adeguatamente su quelli che sono i tratti distintivi di questo racconto.

Questo settimo è tuttavia un episodio speciale anche per la rivelazione circa l’identità del Drago Rinato. Un momento, ad essere sinceri, che data la sua importanza avrebbe meritato una messa in scena più ambiziosa, che facesse percepire il peso di questa scoperta. La cosa appare invece quasi gettata via e poco tempo c’è per pensarci su, perché a quel punto è più che necessario che mai rimettersi in viaggio. La speranza è che, con l’ultimo episodio rimasto, La Ruota del Tempo non affronti in modo sbrigativo altri momenti di particolare rilievo come questo, vanificando la lunga preparazione costruita fino ad ora. Specialmente ora che, acquisita familiarità con i protagonisti e il contesto, si avverte un certo trasporto nei loro confronti.

La Ruota del Tempo: il trailer della serie

RASSEGNA PANORAMICA

Sommario

Con il sesto e il settimo episodio della serie, i quali sono anche i due più statitici della stagione, vengono forniti gli ultimi elementi prima dell'inizio dell'avventura vera e propria. Con un solo episodio rimasto prima della conclusione, questo primo blocco narrativo si rivela dunque essere fondamentalmente una preparazione all'epica che si dovrebbe ritrovare a partire dalla seconda stagione. Non tutte le scelte di messa in scena convincono e se anche l'azione vera e propria deve ancora avere luogo, si ha con questi episodi avuto modo di conoscere al meglio i protagonisti dell'avventura.
Gianmaria Cataldo
Laureato in Cinema e Arti Digitali alla Sapienza, è un giornalista pubblicista iscritto all'albo dal 2018. I principali campi di attività riguardano la critica e gli approfondimenti cinematografici.
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