lo-hobbit-la-desolazione-di-smaugIl secondo episodio della trilogia de Lo Hobbit di Peter Jackson, Lo Hobbit La Desolazione di Smaug, è appena uscita nei cinema, e nel frattempo si continua a condurre la battaglia riguardante il fatto se fosse davvero necessario suddividere la storia  in tre film. Alcuni fan di J.R.R. Tolkien sono entusiasti del fatto che Jackson e i suoi colleghi sceneggiatori Fran Walsh e Philippa Boyens abbiano scelto di adattare non solo il breve romanzo di Tolkien, ma anche molte delle sue 125 pagine di appendici, con l’aggiunta di un nuovo personaggio. Altri  invece credono che la dilatazione sia stata eccessiva e non necessariamente migliorativa. In un’intervista ad Entertainment Weekly, Anthony Breznican chiede direttamente a Peter Jackson  quale sarebbe stata la separazione originaria della pellicola se fosse stato mantenuto l’impianto iniziale dei due film. Jackson ha spiegato:

La divisione sarebbe accaduta nel punto in cui compare Bard sulla riva del fiume… Ma sembrava non starci bene. So che un sacco di gente ha avuto problemi con il primo film, nel senso che è stato considerato come una sorta di road-movie, ma… in realtà abbiamo ripensato tutto in modo che le cose fossero più soddisfacenti…  Di certo non c’è stato alcun taglio al materiale…

Nell’intervista, Jackson ha anche corretto l’ affermazione secondo cui i dirigenti della New Line avrebbero insistito affinché la coppia di film fosse espansa in una trilogia. Quando la notizia è stata annunciata, lo studio non aveva idea di dover realizzare una trilogia, poiché la pensata fu proprio di Jackson, Boyen e Walsh mentre stavano tentando di tagliare il primo film. Il regista ha infatti ricordato:

Questo è accaduto proprio alla fine della produzione, più o meno. Stavamo guardando quello che avevamo girato e dividendolo in due stavamo perdendo una grossa porzione del film. Anche strutturalmente non sembrava  venirne fuori un lavoro molto  buono.

Fonte: Cinemablend

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