Il bambino con il pigiama a righe: il film è basato su una storia vera?

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Tratto dall’omonimo romanzo di John Boyne del 2006 e diretto da , il film Il bambino con il pigiama a righe porta lo spettatore a confrontarsi una storia di gioventù e innocenza in un periodo storico di violenza e divisione di massa. Un film che si inserisce all’interno del lungo elenco di opere dedicate al tema dell’olocausto e dei campi di concentramento, accanto a grandi capolavori come Schindler’s List e il recente La zona d’interesse. Uscito nel 2008, il film di Herman suscito grande interesse, in particolare per via del suo trattare i temi succitati attraverso lo sguardo innocente di due bambini.

Il film è stato dunque mostrato anche ai più giovani per spiegare cos’è stato quel periodo storico, portando però a credere che quella narrata sia una storia vera. In questo articolo, approfondiamo proprio questo aspetto, andando ad esplorare la vera storia dietro Il bambino con il pigiama a righe. Proseguendo qui nella lettura sarà dunque possibile saperne di più a riguardo. Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme streaming contenenti il film nel proprio catalogo.

La trama di Il bambino con il pigiama a righe

Il film Il bambino con il pigiama a righe segue Bruno (Asa Butterfield), un bambino tedesco di 8 anni il cui padre (David Thewlis) è un nazista e trasferisce lui e la sua famiglia vicino ad Auschwitz, un campo di concentramento durante la Seconda Guerra Mondiale. Lì Bruno incontra Shmuel (Jack Scanlon), un bambino ebreo della stessa età tenuto prigioniero nel campo di concentramento. I due ragazzi diventano amici, nonostante la recinzione di filo spinato che li separa, e rimangono ignari della guerra genocida che si sta svolgendo intorno a loro, fino a quando non prenderanno decisioni che cambieranno per sempre la loro vita.

Jack Scanlon in Il bambino con il pigiama a righe
Jack Scanlon in Il bambino con il pigiama a righe © 2008 – Miramax. – All Rights Reserved

Il bambino con il pigiama a righe è basato su una storia vera?

Nonostante l’ambientazione storica, sia il film che il romanzo sono opere di fantasia. Infatti, mentre alcuni lodano la storia come un racconto di moralità che contemporaneamente introduce i bambini al tema dell’Olocausto, altri hanno criticato il modo in cui la storia è stata comunemente usata nelle classi per insegnare agli studenti l’Olocausto, poiché molti studenti sono caduti nell’equivoco di pensare che sia basata su una storia vera. Tuttavia, è importante riconoscere che questo – fatta eccezione per il contesto e determinati elementi – è un racconto inventato, in quanto gli eventi alla base del film non sarebbero mai potuti accadere nella realtà.

Un rapporto condotto dal Centro per l’educazione all’Olocausto dell’University College di Londra, pubblicato sul Guardian nel gennaio 2022 ha osservato che gli studenti che hanno studiato la storia sono spesso giunti a conclusioni che “hanno contribuito in modo significativo a uno dei più potenti e problematici fraintendimenti di questa storia, ovvero che i ‘tedeschi comuni’ avessero poche responsabilità e fossero in gran parte ‘sottoposti a lavaggio del cervello’ o comunque del tutto ignari delle atrocità in corso”. Il personaggio di Bruno ne è un esempio. In quanto giovane tedesco, figlio di un alto ufficiale delle SS, egli sarebbe stato, per legge, un membro della Gioventù hitleriana.

Avrebbe frequentato una scuola tedesca dove gli studenti giuravano regolarmente a Hitler e dove la propaganda antisemita si infiltrava in ogni parte del programma di studi. La sua caratterizzazione nel film perpetua invece la convinzione che la maggior parte dei civili tedeschi fosse ignara di ciò che accadeva intorno a loro. In realtà, l’opinione pubblica in Germania e nell’Europa occupata era ben consapevole che gli ebrei venivano perseguitati, costretti a emigrare e infine deportati. Anche la storia di Shmuel è storicamente inesatta. Un ragazzo come lui che entrava ad Auschwitz-Birkenau, è molto probabile che al suo arrivo sarebbe stato spedito direttamente nelle camere a gas, come la maggior parte dei bambini che vi arrivavano.

Il bambino con il pigiama a righe storia vera
Asa Butterfield, Henry Kingsmill, Domonkos Németh e Zac Mattoon O’Brien in Il bambino con il pigiama a righe © 2008 – Miramax. – All Rights Reserved

Questo perché i nazisti non li consideravano utili per il lavoro forzato. Un piccolo numero di bambini fu scelto per la sperimentazione medica, ma furono comunque tenuti lontani dal campo principale. Anche se Shmuel fosse stato selezionato per i lavori forzati, non avrebbe avuto la possibilità di trascorrere la maggior parte delle sue giornate seduto alla periferia del campo. Esempi di questo genere permettono dunque di capire le differenze esistenti tra Il bambino con il pigiama a righe e la vera storia riguardante i campi di concentramento e l’Olocausto. Per quanto il film permetta di avvicinarsi a quegli eventi, non va preso come una loro precisa rappresentazione.

Il trailer del film e dove vederlo in streaming e in TV

È possibile fruire di Il bambino con il pigiama a righe grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Questo è infatti disponibile nei cataloghi di Apple iTunes e Prime Video. Per vederlo, una volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e ad un’ottima qualità video. Il film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di sabato 18 gennaio alle ore 21:25 sul canale Rete 4.

IL BAMBINO CON IL PIGIAMA A RIGHE | Teaser trailer italiano
Gianmaria Cataldo
Gianmaria Cataldo
Laureato con lode in Storia e Critica del Cinema alla Sapienza e iscritto all’Ordine dei Giornalisti del Lazio come giornalista pubblicista. Dal 2018 collabora con Cinefilos.it, assumendo nel 2023 il ruolo di Caporedattore. È autore di saggi critici sul cinema pubblicati dalla casa editrice Bakemono Lab.
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