Il film Memory (leggi qui la recensione) del 2022, diretto da Martin Campbell, si inserisce nella consolidata filmografia action-thriller del regista, noto per titoli iconici come GoldenEye e Casino Royale, ma anche per Lanterna Verde. Campbell affronta qui un remake americano del film belga De Zaak Alzheimer, diretto da Erik Van Looy, a sua volta tratto dal romanzo omonimo di Jef Geeraerts. La pellicola mescola suspense e azione, esplorando le sfide morali e psicologiche di un killer professionista che inizia a perdere il controllo della propria memoria, con un approccio che bilancia tensione e introspezione.
Per Liam Neeson, protagonista del film, Memory rappresenta un ritorno ai ruoli da action hero in età matura, proseguendo la scia di successi come Non-Stop, Io vi troverò e L’uomo sul treno – The Commuter. Il suo personaggio combina abilità letali e fragilità umana, mostrando un uomo in conflitto con se stesso e le proprie scelte. Rispetto ad altre interpretazioni action recenti, Neeson dà profondità al ruolo, aggiungendo strati di vulnerabilità e riflessione morale a un formato altrimenti incentrato sul ritmo e sul pericolo costante.
Il film si distingue anche per la sua struttura narrativa tesa, con continui colpi di scena e la ricerca di giustizia personale che si intreccia a dilemmi etici. L’azione non è fine a sé stessa ma funziona da catalizzatore per esplorare memoria, lealtà e responsabilità. Nel resto dell’articolo si proporrà un approfondimento con la spiegazione del finale, evidenziando come le scelte del protagonista chiudano il racconto e contemporaneamente lascino spazio a riflessioni sul tema della memoria e della coscienza morale.
La trama di Memory
Il film vede protagonista Alex Lewis (Liam Neeson), sicario ormai prossimo al ritiro, viene chiamato a svolgere un’ultima missione. Ma quando scopre che il bersaglio è una giovane ragazza, rifiuta di portare a termine l’incarico e si rivolta contro la malvagia organizzazione che l’ha assoldato. Il suo cammino di vendetta lo porta fino ai vertici del gruppo criminale, capeggiato dall’affascinante magnate immobiliare di El Paso Davana Sealman (Monica Bellucci) e dal figlio, che tengono in pugno le vite di molti ragazzi innocenti. Per salvare la pelle dovrà quindi dare loro la caccia e ucciderli prima che siano loro a farlo. Nel frattempo, è braccato anche dall’FBI, che nella persona dell’agente Vincent Serra (Guy Pearce) è già sulle sue tracce.
La spiegazione del finale del film
Nel terzo atto di Memory, Alex Lewis decide di affrontare direttamente Davana Sealman dopo aver scoperto il coinvolgimento del figlio Randy negli abusi su Beatriz. Dopo aver ucciso Mauricio e William Borden, Alex si dirige verso la penthouse di Davana, affrontando una pesante sorveglianza di poliziotti corrotti. Durante l’infiltrazione, la sua memoria peggiora e dimentica il perno della pistola, venendo colpito e immobilizzato da Detective Danny Mora, complice di Davana. Nonostante ciò, Alex riesce a sopravvivere e a recuperare la registrazione incriminante, preparandosi a consegnarla alle autorità, mostrando la sua determinazione nonostante il declino cognitivo e il pericolo costante che lo circonda.
Dopo l’intervento della polizia, Alex invia il flash drive a Vincent Serra e agli altri agenti coinvolti, assicurandosi che le prove del crimine di Davana siano al sicuro. Anche se viene temporaneamente catturato in ospedale, riesce a proteggere il contenuto della registrazione fino a che le autorità la recuperano. Nel momento culminante, Alex, ormai esausto e consapevole della sua malattia, compie il gesto finale di consegnare le prove direttamente a Vincent, prima di essere colpito mortalmente, chiudendo così il suo arco narrativo con un atto di sacrificio e giustizia personale.
Il finale evidenzia la centralità dei temi del film, in particolare la lotta contro la memoria in declino e la ricerca di giustizia in un mondo corrotto. La determinazione di Alex a proteggere i più vulnerabili, nonostante la sua malattia e il pericolo mortale, mostra come la responsabilità morale e la perseveranza possano prevalere sulle debolezze umane. Ogni sua azione rispecchia il conflitto tra il bisogno di proteggere la verità e le limitazioni fisiche e cognitive che la malattia impone, chiudendo il racconto con coerenza emotiva e narrativa.
La sequenza finale mostra anche come il film esplori il tema della memoria come strumento di identità e giustizia. La progressiva perdita di ricordi di Alex non impedisce di lasciare una traccia duratura del suo impegno etico, dimostrando che l’integrità personale può sopravvivere anche quando le capacità cognitive cedono. La risoluzione delle vicende criminali con la morte di Davana e la scoperta del video incriminante completa l’arco di tensione e suspense, confermando come la memoria, pur fragile, possa essere utilizzata come leva per ottenere verità e responsabilità.
Il film lascia così un messaggio chiaro sulla resilienza e il senso di giustizia individuale, enfatizzando il valore delle azioni anche di fronte alla malattia e alla vulnerabilità. Memory sottolinea l’importanza della protezione dei più deboli, della responsabilità morale e della perseveranza, suggerendo che anche nei momenti più difficili, il coraggio e l’integrità possono fare la differenza. La chiusura delle vicende criminali e il sacrificio finale di Alex rafforzano l’idea che la memoria e la coscienza morale sono strumenti fondamentali per affrontare le ingiustizie della società.


