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“Esistono persone che non hanno visto Avatar al cinema. Con questa nuova uscita potranno vedere in sala, lì dove è stato pensato, il film, migliorato e adeguato alla tecnica contemporanea.” Esordisce così James Cameron, regista e sceneggiatore di Avatar, alla conferenza stampa mondiale di presentazione della versione rimasterizzata del film che nel 2009 ha rettato nuovi standard nella produzione cinematografica e nella tecnica di messa in scena per il grande schermo. “Molte di queste persone hanno visto il film a casa, in Home Video, in streaming o su piattaforma, e adesso lo vedranno al cinema, così come è stato pensato. Senza paura di apparire immodesto, sono davvero impressionato dal lavoro che abbiamo fatto e da come appare il film”.

Insieme a Cameron, alla conferenza stampa, era presenta anche il cast principale: Sigourney Weaver che interpreta la Dr.ssa Grace Augustine, il protagonista maschile, Sam Worthington/Jake Sully, Zoe Saldana che interpreta invece la principessa Na’vi, Neytiri, Michelle Rodriguez, nei panni di Trudy Chacón e ovviamente il villain col. Miles Quaritch, con il volto di Stephen Lang.

Qual è il ricordo più bello dal set, dopo dodici anni?

Sam Worthington: “Il mio più grande ricordo è la sensazione di gioco che l’esperienza mi ha dato, il mondo incredibile che ha costruito James. Per me è stato come avere 5 anni ed essere in un parco giochi, eppure si trattava di lavoro.”

Sigourney Weaver: “Il mio primo ricordo, quello più bello, è stato quando ho interpretato la Dottoressa Augustine in motion Capture. Non mi piacevo in quella tuta, ma mentre mi muovevo, vedendo una preview dei miei movimenti, ed è stato incredibile, ho pensato in quel momento che l’idea di quella tecnica avrebbe funzionato, ma sono stata anche travolta dalla consapevolezza che in quella piccola stanza potevamo creare mondi. E l’unico modo per raggiungere quei mondi, per andare su Pandora, è andare al cinema e vederlo in 3D”.

Zoe Saldana: “Non riesco a non pensare a quella telefonata di Jim. Cambiavo il pannolino a mia nipote. E l’idea di lavorare con un mio idolo, colui che aveva creato Sarah Connor e Ripley! Poi leggendo la sceneggiatura ho capito che sarebbe stato un ruolo impegnativo fisicamente, con tutte quelle capacità che ha il mio personaggio. La mia immaginazione non è mai stata così infinita e stimolata come quando ho girato Avatar, ed era una condizione che non sperimentavo da quando ero piccola. Ho partecipato davvero a un viaggio magico.”

Michelle Rodriguez: “Lavorare in un film di James Cameron ha significato l’apertura del mio orizzonte. Ho dovuto lavorare più duro di quanto avrei creduto possibile, e avevo davanti un esempio di leadership incredibile, il modo in cui Jim stimola le persone a fare di più, ognuno nel loro ambito. E rendersi conto che quando le cose sono dove devono essere, tutto è possibile. Questa squadra è fantastica e, a guardare le scene realizzate alla fine di ogni giorno, ero consapevole di far parte di qualcosa che non era ancora mia stata fatta. E’ stata un’esperienza straordinaria e non c’è stato giorno sul set in cui non ero vedevo qualcosa che mi lasciava impressionata”.

Stephen Lang: “James Cameron mi ha incoraggiato a improvvisare e a assumere un ruolo autoritario all’interno del gruppo, era importante per il mio personaggio, e lui era il boss, il comandante in capo, ma mi ha ceduto il comando, è stata una cosa molto intelligente e ho apprezzato tanto quella fiducia che mi ha dato in quel momento.”

avatar 2Ma perché Avatar ha avuto tutto questo successo di pubblico?

James Cameron: “Ogni film è tanto bello e buono quanto lo sono le persone che ci hanno lavorato. E questo lo si può vedere da queste cinque persone qui (indica gli attori, ndr). Le persone risuonano con le emozioni di altre persone, e a volte anche a creature blu estremamente alte. Il film è piaciuto per tutti i riferimenti alla contemporaneità, ma anche per tutti gli elementi di fantascienza. Ma non importa da dove vieni, perché le persone hanno trovato se stesse in quei personaggi. E poi abbiamo mescolato tutto con una tecnologia all’avanguardia e questo ha dato spessore al film. Le persone hanno trovato nel film l’universalità di alcune esperienze vissute dai personaggi stessi. Poi l’immersione nella natura della storia rievoca un elemento di complessità e bellezza che appartiene prevalentemente all’infanzia, e questo secondo me ha agito a livello inconscio.”

Ma di cosa James Cameron è maggiormente fiero, rispetto al lavoro fatto con Avatar? 

James Cameron: “Guardando indietro con la prospettiva di adesso, penso di essere fiero della squadra in senso generale. C’è bellezza nella creazione di questo mondo in tutti i dettagli che hanno creato, il lavoro di grazia e bellezza creato dai tecnici e da questo cast, l’abilità di giocare come bambini. Zoe, ad esempio, che non aveva niente con cui recitare, perché era sola con la tuta della mocap, e interloquiva con delle scatole grigie, ha creato una bellezza feroce, incredibile. E credo sia questo il motivo principale per cui ne ho scritti altri, perché è stata un’esperienza bellissima.”

Avatar di James Cameron tornerà nelle sale italiane il 22 settembre.

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