Il principe cerca moglie, del 1988, nasce da un’idea di Eddie Murphy, che non solo interpreta il protagonista, ma contribuisce alla costruzione del tono e della comicità del film. La storia ruota attorno a un principe africano che, stanco delle nozze combinate, decide di viaggiare negli Stati Uniti sotto mentite spoglie per trovare una donna che lo ami per quello che è, e non per il suo titolo. L’intuizione di Murphy è chiara: mescolare romanticismo e commedia con un’ambientazione esotica, creando un film che punta tanto sull’ironia quanto sulla dimensione sentimentale.
Nel contesto della filmografia di Murphy, Il principe cerca moglie rappresenta uno dei momenti più riusciti della sua fase d’oro. Dopo il successo di pellicole come Una poltrona per due e Beverly Hills Cop, Murphy conferma la sua capacità di dominare il grande schermo con un personaggio carismatico e versatile, capace di passare dal sarcasmo alla tenerezza. Il film è anche una prova del suo talento nel costruire un universo comico corale, grazie a una serie di personaggi secondari memorabili e a una comicità basata sull’interpretazione e sulla trasformazione.
Il risultato è stato un successo di pubblico e di critica, tanto da consacrare il film come una delle commedie romantiche più iconiche degli anni Ottanta. Il mix di humour, romanticismo e messaggi sulla sincerità dei sentimenti ha reso la pellicola un punto di riferimento del genere, capace di resistere al passare del tempo. Nel resto dell’articolo verrà proposta una spiegazione del finale, analizzando come si chiuda la storia e quale significato abbia la scelta del principe nel concludere il proprio percorso tra identità, amore e responsabilità.
La trama di Il principe cerca moglie
Il principe africano di Zamunda, Akeem, è cresciuto nella ricchezza e nel benessere ed ora è giunto al momento di dover incontrare la donna che i suoi genitori hanno scelto per lui come moglie. Questa, tuttavia, non corrisponde affatto all’ideale del principe, che pertanto decide di rinunciare al matrimonio e cercare da sé una sposa che lo ami per quello che è e non per quello che rappresenta e possiede. Per riuscire in ciò, decide di recarsi sotto mentite spoglie nella città di New York, accompagnato dal fidato Semmi. Soggiornando nel difficile quartiere Queens, i due si ritrovano così privati dei loro agi, ma l’entusiasmo di Akeem non si spezzerà tanto facilmente.
La spiegazione del finale del film
Verso il finale, Akeem, seppur scontento di dover sottostare a un matrimonio combinato, decide di accettare il destino che gli è stato imposto. Dopo aver fallito nel riconquistare Lisa e aver confessato di essere un principe, si prepara quindi a sposare una donna scelta dalla corte. La cerimonia si svolge in un clima di solennità, con la famiglia reale e la corte che partecipano a un rituale che sembra chiudere definitivamente la storia. Akeem, però, non è sereno: il suo amore per Lisa e il desiderio di essere libero dalle aspettative della corona lo hanno segnato.
Quando la processione nuziale si avvia, il colpo di scena è dietro l’angolo: la sposa velata non è la scelta della corte, ma Lisa stessa, accompagnata da Cleo. La presenza di Lisa è una dichiarazione esplicita: non ha scelto Akeem per il suo status, ma per l’uomo che ha conosciuto. Il gesto di Cleo, che approva la scelta e allontana Darryl, segna il superamento del pregiudizio iniziale. Akeem, sorpreso e commosso, capisce che il suo percorso non è stato vano: la verità e la determinazione hanno avuto la meglio.
Il finale conferma il tema centrale del film: l’amore non può essere comprato né imposto. Akeem è disposto a rinunciare al trono per Lisa, ma la donna dimostra che il suo sentimento non dipende dal denaro o dal potere. La sua decisione di entrare nel mondo di Zamunda non è una sottomissione, ma una scelta condivisa, in cui l’innamoramento si trasforma in un legame autentico. La scena finale, con la coppia che viaggia insieme tra gli applausi, suggella l’idea che la felicità può nascere solo da una relazione libera e consapevole.
La spiegazione del finale sta proprio nella crescita di Akeem: il principe non è più un ragazzo viziato, ma un uomo capace di scegliere e di rischiare. L’errore di Akeem non è stato mentire, ma non aver compreso fino in fondo che la sincerità avrebbe richiesto un confronto aperto. Quando Lisa si presenta al matrimonio, dimostra che la sua scelta non è dettata dal potere, ma dall’amore e dalla fiducia. Il film, quindi, chiude con una vittoria dell’autenticità: la favola si realizza solo quando entrambi i protagonisti accettano di essere se stessi.
Il messaggio morale del film è chiaro: la vera dignità non deriva dal sangue o dal denaro, ma dalla capacità di costruire relazioni basate sulla libertà e sul rispetto reciproco. Il principe cerca moglie suggerisce che l’amore autentico non si conquista con la forza, ma con la pazienza e la coerenza. Il percorso di Akeem è una lezione sulla responsabilità personale: solo quando smette di cercare una “moglie perfetta” e inizia a essere un uomo vero, può trovare la donna giusta. Il film ci lascia con l’idea che il potere più grande è quello di scegliere chi si vuole essere.
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