Viaggio al centro della Terra: il significato del finale del film e il suo sequel

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Viaggio al centro della Terra, diretto nel 2008 da si presenta come una rilettura in chiave moderna del celebre romanzo di Jules Verne, rielaborato con lo scopo di avvicinare un pubblico giovane alla fantascienza avventurosa. Non si tratta di un adattamento fedele, ma piuttosto di un film che utilizza l’opera verniana come punto di partenza per costruire un racconto autonomo, arricchito da elementi spettacolari e da una narrazione pensata per il cinema 3D, allora in forte espansione. La tipologia è quindi quella del family adventure movie, capace di unire azione, leggerezza e meraviglia visiva.

Il genere di riferimento è dunque il fantasy-avventuroso con forti contaminazioni fantascientifiche: il film trasporta i protagonisti in un mondo sotterraneo popolato da paesaggi incredibili, creature preistoriche e fenomeni naturali impossibili. Le novità risiedono soprattutto nell’uso della tecnologia 3D, che nel 2008 rappresentava un esperimento immersivo ancora raro, e nell’approccio che mescola il gusto classico dell’avventura ottocentesca con un ritmo narrativo e un umorismo più vicino al cinema per famiglie contemporaneo. Tra i temi principali emergono il rapporto tra scienza e immaginazione, la scoperta come forma di crescita personale e il valore del legame familiare.

Per impostazione narrativa e tono spettacolare, il film può essere avvicinato ad altri titoli che rivisitano la letteratura d’avventura in chiave moderna, come Le cronache di Narnia, La bussola d’oro o Pirati dei Caraibi. Tutti condividono la volontà di riproporre l’epica avventurosa a un pubblico giovane, bilanciando azione e intrattenimento. Nel caso di Viaggio al centro della Terra, l’operazione funziona soprattutto nel creare un ponte tra il mito letterario e il cinema d’intrattenimento, aprendo la strada a un seguito. Nel resto dell’articolo analizzeremo infatti il finale del film e il modo in cui anticipa il sequel.

Brendan Fraser, Josh Hutcherson e Anita Briem in Viaggio al centro della Terra
Brendan Fraser, Josh Hutcherson e Anita Briem in Viaggio al centro della Terra

La trama di Viaggio al centro della Terra 

Il vulcanologo Trevor Anderson (Brendan Fraser) conduce delle ricerche sulle placche tettoniche, purtroppo con esiti fallimentari. Il laboratorio al college di Boston, dove tiene le sue lezioni, rischia infatti di chiudere in assenza di scoperte interessanti. Ad interrompere bruscamente le frustranti giornate dello scienziato è suo nipote Sean (Josh Hutcherson), che si trasferisce da lui per qualche giorno. I due, impacciati, cercano di combattere la noia rovistando in una vecchia scatola appartenuta a Max, fratello di Trevor e padre di Sean, anch’egli ricercatore scientifico.

Trovano così una copia del romanzo di Jules Verne, che Max, prima di partire per una spedizione in Islanda che gli era stata fatale, aveva riempito di appunti. Seguendo gli indizi del libro, che descrive minuziosamente il mondo sotterraneo, i due decidono di raggiungere l’isola e portare avanti la ricerca. Inizia così un’avventura straordinaria, in cui ad accompagnare i protagonisti è Hannah (Anita Briem), un’affascinante guida di montagna. Per una serie di peripezie e sfortunati eventi, i tre si ritrovano però catapultati al centro della Terra, tra paesaggi mai visti e creature irreali.

La spiegazione del finale del film

Nel terzo atto di Viaggio al centro della Terra, Trevor, Sean e Hannah devono affrontare l’ultima e più rischiosa sfida: trovare un modo per risalire in superficie prima che l’aumento delle temperature renda impossibile la sopravvivenza. La scoperta del diario di Max, fratello di Trevor e padre di Sean, non solo porta con sé un forte impatto emotivo – segnato dalla sepoltura del corpo dell’uomo – ma diventa anche un punto di svolta, poiché fornisce indicazioni preziose per la fuga. L’avventura diventa così una corsa contro il tempo, tra ostacoli naturali, pericoli e creature preistoriche che mettono in pericolo soprattutto Sean, separato per un momento dagli adulti e costretto a cavarsela da solo.

Il climax arriva con l’intuizione di Trevor: usare il contatto tra una parete di magnesio e un razzo di segnalazione per generare l’esplosione necessaria a innescare il geyser che li proietterà fuori dal sottosuolo. L’espediente funziona, e i protagonisti riescono a emergere attraverso il cratere del Vesuvio, approdando in Italia e salvandosi così da una fine certa. Il ritorno in superficie non segna solo la sopravvivenza, ma anche la chiusura emotiva del viaggio: Sean ha trovato un legame più profondo con lo zio, Trevor ha fatto pace con la memoria del fratello e Hannah è ormai parte integrante del loro futuro.

Viaggio al Centro della Terra sequel
Brendan Fraser, Josh Hutcherson e Anita Briem in Viaggio al centro della Terra

La spiegazione di questo finale risiede proprio nel modo in cui unisce spettacolo e intimità. Da un lato, il film rispetta la sua vocazione di avventura fantastica con un’esplosione visiva che sfrutta al massimo l’impianto 3D, dall’altro conclude il percorso personale dei protagonisti, trasformando un viaggio apparentemente impossibile in un’esperienza di crescita, elaborazione del lutto e costruzione di nuovi rapporti affettivi. L’eroismo di Trevor, la maturazione di Sean e il coraggio di Hannah trovano tutti compimento in questa conclusione.

Allo stesso tempo, il finale lascia agli spettatori una riflessione più ampia: l’idea che la scienza e l’immaginazione, spesso poste in conflitto, possano convivere e arricchirsi a vicenda. La realtà straordinaria scoperta dai protagonisti non è solo un’avventura fuori dall’ordinario, ma diventa metafora di come il desiderio di conoscenza e la spinta verso l’ignoto siano motori essenziali dell’essere umano. Per questo il film, pur nella sua leggerezza da prodotto family, porta con sé un messaggio universale di scoperta e speranza.

Il sequel di Viaggio al centro della Terra

Infine, la scena conclusiva con Trevor che regala a Sean il libro Atlantis non è soltanto un gesto simbolico, ma un vero e proprio gancio narrativo che apre le porte a un possibile sequel. L’allusione a una nuova avventura, unita al legame ormai saldo tra i protagonisti, prepara il terreno per Viaggio nell’isola misteriosa (2012), continuazione ideale che espande l’universo di Jules Verne e porta avanti il filone dell’avventura spettacolare inaugurato da questo film. In questo sequel, tuttavia, Fraser è sostituito da Dwayne Johnson. Inizialmente era previsto anche un terzo film, basato sul romanzo di Verne Dalla Terra alla Luna, ma questo non è mai stato realizzato.

Gianmaria Cataldo
Gianmaria Cataldo
Laureato con lode in Storia e Critica del Cinema alla Sapienza e iscritto all’Ordine dei Giornalisti del Lazio come giornalista pubblicista. Dal 2018 collabora con Cinefilos.it, assumendo nel 2023 il ruolo di Caporedattore. È autore di saggi critici sul cinema pubblicati dalla casa editrice Bakemono Lab.
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