x-men: dark phoenix

Roma, Casa del Cinema. Dall’altra parte dello schermo, in diretta da Londra, compaiono Simon Kinberg, Sophie Turner, Jessica Chastain, James McAvoy e Michael Fassbender, regista e protagonisti di X-Men: Dark Phoenix, ultimo capitolo del franchise sui Mutanti targato Fox (che di recente è stata assorbita dalla Disney) in arrivo nelle nostre sale il prossimo 6 giugno.

Ad aprire la piccola conferenza stampa è Kinberg, già sceneggiatore nel 2006 di X-Men: Conflitto Finale e dal 2011 produttore dei film che hanno ufficialmente riavviato la saga sul grande schermo (X-Men: L’inizio, X-Men: Giorni di Un Futuro Passato e X-Men: Apocalisse), parlando proprio del passaggio da un ruolo all’altro:

Ormai sono quindici anni che gli X-Men fanno parte della mia vita, senza contare che amo questi personaggi e sono cresciuto leggendo i fumetti. Per quanto riguarda la transizione e la regia, direi che è stata molto naturale e organica, ma solo grazie a questo cast. I ragazzi mi sono stati di grande supporto, ho avuto modo di conoscerli nei precedenti film e avevo già lavorato con Jessica in The Martian, quindi si era creata una situazione davvero familiare. L’esperienza è rimasta la stessa, senza però il bisogno di dover filtrare il mio lavoro attraverso la visione di qualcun altro. Sul set mi sono sentito al sicuro e ci siamo divertiti anche se stavamo andando incontro ad un tipo di racconto diverso dal solito, più dark e introspettivo, drammatico e reale. La fortuna è stata avere a disposizione tutti questi attori che hanno una grande esperienza con il dramma“.

Per la quarta volta nei panni di Erik Lensherr, alias Magneto, Fassbender riflette sui cambiamenti del personaggio mostrati in Dark Phoenix e allarga lo sguardo ad una contemporaneità sempre più “polarizzata e divisiva”, spiegando che “forse un giorno riusciremo ad evolverci e a lavorare insieme come fanno i Mutanti nel film, perché come tutti sono preoccupato dalla piega che sta prendendo la realtà e i problemi che ne derivano. Ricordiamoci che i fumetti sugli X-Men vennero scritti mentre nascevano i diritti civili, e il cuore della storia erano gli emarginati, gli individui spinti ai margini della società, esclusi […]

[…] Ma il vero problema è questo sentirci sempre tribali, divisi, isterici per le tasse da pagare, le famiglie da sostenere, e pensiamo sempre che siano gli altri i responsabili. I rifugiati, le minoranze, e questo crea un’atmosfera divisiva che fa paura. Spero nel domani e spero che tutti possano imparare dal passato: il futuro è luminoso e credo nella forza delle nuove generazioni.

E riguardo i grandi cambiamenti culturali e sociali che Dark Phoenix riporta sullo schermo, è impossibile non discutere il ruolo della donna al potere, la più potente mutante che risponde al nome di Jean Grey.

Per la Turner, regina del Nord nella serie Game of Thrones appena conclusasi, “l’aspetto più bello e interessante è sentirsi parte di un film dove c’è una protagonista che non si limita ad un unico ruolo, ma abbraccia anche la figura dell’antagonista. I suoi problemi sono incredibilmente ancorati alla realtà, e credo che Jean sia un’ottima rappresentazione di ciò che le donne sono. Senza contare la sua versione villain, legata al personaggio di Jessica, ed è fantastico vedere come in fondo loro due si potenzino a vicenda e traggano forza l’una dall’altra“.

Dunque è vero che il vento, a Hollywood, sta cambiando? A rispondere è la Chastain:

Certo, ma non voglio dare troppo credito all’industria, perché credo che film del genere potevano essere realizzati anche anni fa. Al contrario sono convinta che il responsabile di questo cambiamento sia il pubblico, che ha decretato il successo di titoli come Black Panther, Wonder Woman e Captain Marvel. La gente ha messo in chiaro cosa vuole vedere al cinema, cioè storie che rappresentino tutti gli eroi. […]

[…] Ma la cosa che più mi entusiasma di Dark Phoenix è il fatto che esplori la rabbia femminile, un aspetto che solitamente non vediamo al cinema o che viene raccontato dai media in modo troppo stereotipato o addolcito. Noi donne possiamo avere un lato dark, e spero che tante spettatrici possano riconoscersi“.

Sull’argomento interviene anche Fassbender, sottolineando come in fondo “se un uomo ha un carattere difficile o è arrabbiato, allora diranno che è un personaggio forte. Se lo stesso accade ad una donna, diranno che è complicata o piena di problemi.”

C’è spazio per parlare del futuro dei Mutanti e del possibile arrivo nel Marvel Cinematic Universe dopo la fusione tra Fox e Disney, ma Kinberg ci tiene a rimanere concentrato sull’oggi e non su progetti ancora nebulosi:

Ho iniziato a lavorare a questo film tre anni fa prima che si parlasse di un accordo tra gli studios, quindi l’approccio si è limitato a narrare questa come se fosse un climax di tutta la saga a partire da X-Men: L’inizio. Abbiamo mostrato le vicende di una serie di individui speciali che si ritrovano a formare una famiglia, combattono contro loro stessi e il cui legame viene messo alla prova dall’exploit di uno di loro, ovvero Jean Grey. In questo senso Dark Phoenix è l’apice, perché rappresenta la sfida a quell’idea di famiglia più dei precedenti capitoli […]

[…] Per la prima volta in tanti anni non ho dovuto pensare al futuro, e mi sono completamente immerso in questo film. Non so cosa verrà dopo, ma voglio godermi il percorso compiuto finora.

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