Hayao Miyazaki

Hayao Miyazaki è il fondatore dello Studio Ghibli, gli studios giapponesi famosi per i fantastici film d’animazione diventati famosi in tutto il mondo. Amato da molti, con una fantasia e una carriera incredibili, Hayao Miyazaki è un genio carismatico tanto quanto enigmatico.

Ecco dieci fatti su Hayao Miyazaki: filmografia, curiosità, e fatti interessanti su di lui e i suoi film.

Hayao Miyazaki

1. Chi è Hayao Miyazaki. Il regista è nato a Tokyo il 5 gennaio 1941, e ha cominciato la propria carriera all’età di 22 anni, nel 1963, come animatore allo studio Toei Douga. Il lavoro gli garantì la partecipazione ad alcuni dei primi classici del cinema d’animazione giapponese. Sin d’allinizio, Hayao Miyazaki riuscva a combinare una grande attenzione con un’incredibile abilità di disegnatore, e aveva sempre tantissime idee per film da proporre. Nel 1971, poi, si spostò all’A Pro studio insieme a Isao Takahata, e nel 1973 alla Nippon Animation.

Hayao Miyazaki: filmografia

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2. I film di Miyazaki. Nel 1978, il regista ha diretto la sua prima serie TV, Conan il ragazzo del futuro, per spostarsi poi al Tokyo Movie Shinsha nel 1979, dove diresse il suo primo film, un classico: Lupin III – Il castello di Cagliostro. Il 1985, invece, fu l’anno di Nausicä della valle del vento. Il successo del film portò alla creazione di un nuovo studio di animazione, ora diventato celebre, lo Studio Ghibli. È qui che, da allora, il regista ha scritto, prodotto e diretto tutti i suoi film, collaborando con Takahata e, più di recente, con Toshio Suzuki. Tutti i film di Miyazaki sono stati dei successi incredibili. In particolare, Principessa Mononoke (1997), ha ricevuto l’equivalente giapponese dell’Oscar.

3. Hayao Miyazaki: filmografia da regista. Quali sono i film diretti da Miyazaki? Oltre a tentissimi corti, Miyazaki ha diretto tantissimi film diventati cult, a partire dagli anni Ottanta con Il castello nel cielo (1986), Il mio vicino Totoro (1988), Kiki – Consegne a domicilio (1989). Negli anni Novanta, poi, uscirono Porco Rosso (1992) e Principessa Mononoke. Gli anni Duemila, poi, sono stati segnati da La città incantata (2001), Il castello errante di Howl (2004), Ponyo sulla scogliera (2008). Il film più recente del regista, Si alza il vento, è uscito nel 2013. Sembrava sarebbe stato l’ultimo, ma, fortunatamente, non sarà così.

Hayao Miyazaki: film indimenticabili

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4. Hayao Miyazaki è ossessionato dagli aereoplani sin da quando era bambino. Gli appassionati dello Studio Ghibli sapranno bene di cosa stiamo parlando. I fan occasionali, invece, avranno notato la presenza ricorrente di aereoplani, motori, treni, voli, che costituiscono parte del fascino incredibile dei suoi film. Alcuni dei film di Miyazaki hanno a che fare direttamente con l’aviazione e la tecnologia, come Porco Rosso Si alza il vento. Alcuni, invece, hanno a che fare con magici animali volanti, oggetti volanti, o con il volo, come Kiki – Consegne a domicilioLa città incantataIl mio vicino Totoro. Tutto ciò ha a che fare con una passione di Miyazaki lunga una vita, e con il fatto che il padre fosse il direttore della Miyazaki Airplane, che, durante la Seconda Guerra Mondiale, costruiva timoni per gli aerei da combattimento. A quanto pare, uno dei suoi primi ricordi è quello di un bombardamento alleato e della città di Utsunomiya in fiamme, all’età di quattro anni e mezzo circa. Miyazaki ricorda di essere scappato dalla città, correndo e tenendo la mano al pare, ma di non aver avuto paura, perché la luce creata dalle fiamme illuminava la città come se fosse giorno, racconta un’intervista al Telegraph.

5. Fa tutto lui. La città incantata è un film particolare: Hayao Miyazaki ne ha infatti disegnato lo storyboard, lo ha scritto e diretto, costruendo il film non con una sceneggiatura ma disegnando. Letteralmente. Infatti, nonostante avesse una trama molto ricca e tanti personaggi ben sviluppati, La città incantata non ha mai avuto una sceneggiatura: “Non avevo una storia finita quando abbiamo cominciato a lavorare al film” ha raccontato, “E spesso non avevo il tempo per lavorarci. Così, la storia si è sviluppata quando ho cominciato a disegnare gli storyboard. La produzione è cominciata poco dopo, mentre gli storyboard erano ancora in fase di sviluppo.” Miyazaki, a quanto pare, lascia che i film si sviluppino “da soli”, organicamente: “Non sono io che faccio il film. È film che fa se stesso, e io non ho altra scelta che seguirlo.”

Miyazaki: i film e gli Stati Uniti

6. Hayao Miyazaki è molto vicino alla Pixar. Si sa, che la Diney adora lo Studio Ghibli. Ma non solo: l’amicizia tra Miyazaki e John Lasseter risalte al 1981, quando un gruppo di visitatori dello studio giapponese TMA Entertainment mostrò all’allora ventiquattrenne Lasseter una clip de Il castello di Cagliostro. Lasseter fu così impressionato dalla scena di inseguimento del film, che lo fece vedere alla futura moglie durante il loro primo appuntamento nel 1985. Lasseter si è ispirato molto a Miyazaki, rivelando anche che la scena di salvataggio di A Bug’s Life è stata inspirata da Il castello nel cieloMa Lasseter è stato anche importante nella diffusione del lavoro dello studio Ghibli nell’occidente: infatti, è stato produttore esecutivo per la distribuzione negli Stati Uniti di molti dei film di Miyazaki, e ha personalmente curato la distribuzione e il doppiaggio inglese de La città incantata. Come omaggio al regista, inoltre, Lasseter ha realizzato un cameo di Totoro in Toy Story 3. Chi di voi lo ha trovato?

7. Miyazaki ha ispirato la serie Netflix The OA. La serie parla di una donna cieca, interpretata da Brit Marling, che ritorna nella propria città da vedente, dopo essere scomparsa per sette anni. La Marling, anche creatrice della serie, ha parlato delle cinque cose che hanno influenzato la serie. Tra queste, una delle più importanti è Principessa Mononoke. “I personaggi femminili dei film di Hayao Miyazaki sono sempre complessi e sviluppati molto bene.” Tra questi, San, la principessa lupo, e Lady Eboshi “hanno una ferocia e una complessità che raramente si vede nelle donne nel mondo reale, e tanto meno al cinema.”

Miyazaki: i film e lo Studio Ghibli

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8. Per i film, Miyazaki si prende il tempo che gli serve. Non scrive sceneggiature, ma preferisce realizzare lunghissimi storyboard, anziché lavorare in modo efficiente e meccanico. Per una bozza completa di Si alza il vento, a quanto pare, gli ci sono voluti due anni. Come per La città incantata, mentre lui lavorava agli storyboard, altri membri del team avevano da tempo cominciato a lavorare alla produzione del suo ultimo film. A volte, il processo stupisce e confonde parecchio gli animatori, anche quello che lavorano per Miyazaki stesso. Ma il modo in cui lavora è affascinante, addirittura nel suo uso di un orologio analogico per misurare i tempi. Sembra che tutti si fidino di lui e del suo percorso: tutti sono lì per lavorare con lui e sono disposti a dargli tutto il tempo che gli serve.

9. Miyazaki è un capo rispettato e temuto. Dopo decenni allo Studio Ghibli, il regista sa bene di essere un leader e di doversi comportare come tale. Quando c’è bisogno di prendere decisioni, è lui che ha potere. A quanto pare, lo staff dello Studio Ghibli porta molto rispetto nei suoi confronti. Nelle interviste, gli animatori hanno raccontato di avere la possibiltà di parlare direttamente con lui nel caso abbiano delle domande, e che sia lui, normalmente, ad aiutarli nel trovare la soluzione. Ma, anche qui, ci sono dei limiti. A quanto pare, può essere molto brusco: sembra che, durante una conversazione con lo staff sul doppiatore del personaggio principale di Si alza il vento, abbia scartato l’intera lista del direttore del casting, per poi decidere per la propria, inaspettata alternativa.

Goro Miyazaki

10. Goro Miyazaki, il figlio di Hayao Miyazaki. Fa non solo l’animatore, ma anche il progettista di giardini e di sedi di istituzioni pubbliche. Inizialmente, Goro Miyazaki non voleva serguire le orme del padre, e si laureò in Agricoltura e Scienze Forestali, e diresse la progettazione del monumentale parco a tema dello Studio Ghibli. È successo, però, che è stato convinto a lavorare prima per il Ghibli Museum e poi per lo Studio Ghibli. E ha cominciato a fare il regista. I suoi film, come I racconti di Terramare La collina dei papaveri, l’hanno reso un valido erede della tradizione del padre.

Fonti: IMDb, Vice, Mental Floss, Taste of Cinema