La nuova serie di Harry Potter targata HBO continua a promettere un adattamento più fedele e stratificato rispetto agli otto film cinematografici. Con ogni libro trasformato in una stagione autonoma, l’ambizione dichiarata è quella di espandere l’universo narrativo e approfondire personaggi che nei film erano rimasti sullo sfondo. Una modifica già confermata per la prima stagione, però, potrebbe fare qualcosa di ancora più interessante: migliorare il finale dell’intera saga.
Dalle prime foto dal set e dalle dichiarazioni del cast è emerso che la serie non sarà rigidamente ancorata al punto di vista di Harry, ma allargherà lo sguardo ad altri personaggi e ambienti. Questo cambio di prospettiva consente di introdurre dinamiche familiari e politiche che nei romanzi emergono solo più avanti, gettando basi narrative con largo anticipo.
Lucius Malfoy avrà un ruolo più ampio già dalla prima stagione
L’attore Johnny Flynn, che interpreterà Lucius Malfoy, ha confermato che il personaggio sarà presente già nella prima stagione, nonostante nel primo libro il suo ruolo sia praticamente marginale. Nei romanzi, Lucius entra davvero in scena in La Camera dei Segreti, ma la serie sceglie di anticiparne l’introduzione.
Si tratta di una decisione strategica. Mostrare Lucius fin da subito significa dare spessore al contesto politico e ideologico che ruota attorno alla purezza del sangue e alla futura ascesa di Voldemort. Non solo: consente anche di esplorare Malfoy Manor molto prima rispetto ai film, rivelando le dinamiche domestiche della famiglia Malfoy anni prima degli eventi di I Doni della Morte.
La vita privata di Draco apre la porta a Narcissa
Lox Pratt, interprete di Draco, ha anticipato che vedremo il personaggio anche a casa, offrendo uno sguardo inedito sulla sua educazione e sul clima familiare che lo plasma. Questo implica inevitabilmente un’espansione del ruolo di Narcissa Malfoy.
Nei libri, Narcissa compare per la prima volta in Il Calice di Fuoco e diventa realmente centrale solo in Il Principe Mezzosangue. La serie, invece, sembra intenzionata a inserirla molto prima nel racconto. Una scelta che, sul piano drammaturgico, appare tutt’altro che secondaria.
Anticipare la presenza di Narcissa significa costruire con maggiore coerenza il suo arco emotivo: il rapporto con Draco, il legame con Lucius, la tensione con la sorella Bellatrix e soprattutto la paura per il destino del figlio sotto il dominio di Voldemort.
Un cambiamento che rende più potente il finale della saga
Nel finale de I Doni della Morte, Narcissa compie uno degli atti più decisivi dell’intera saga: mente a Voldemort dichiarando morto Harry, dopo aver verificato che Draco è ancora vivo a Hogwarts. È un momento che incarna il tema centrale della serie – l’amore che prevale sul terrore – ma che nei film ha sempre avuto un impatto leggermente attenuato, anche perché il personaggio era stato sviluppato tardi e in modo limitato.
Se la serie HBO costruirà Narcissa fin dalla prima stagione, seguendone il percorso nel corso degli anni, la sua scelta finale potrà assumere un peso emotivo molto più profondo. Non sarà più un colpo di scena funzionale alla trama, ma la naturale conseguenza di un conflitto interiore coltivato per stagioni intere.
In questo senso, l’anticipo di Lucius e l’esplorazione della famiglia Malfoy non sono semplici espansioni di lore. Sono una riscrittura strategica delle fondamenta narrative, pensata per rendere più organico e soddisfacente l’epilogo dell’intera saga.
Se l’obiettivo della serie è offrire una rilettura più completa e coerente del mondo creato da J.K. Rowling, questa scelta potrebbe rivelarsi una delle più intelligenti finora annunciate.
