Dr. House curiosita

Tra le migliori serie e di maggior successo degli ultimo 10 anni Dr. House è forse quella più popolare. Infatti il suo successo la sua popolarità ha superato ogni confine diventando in poco tempo una delle serie tv più viste e più tradotte del globo.

Ideata da David Shore e Paul Attanasio, e trasmessa dal 2004 al 2012, Dr. House vedeva protagonista indiscusso Hugh Laurie nei panni del medico poco convenzionale ma dotato di grandi capacità ed esperienza ma altrettanto scorbutico e pieno di dipendenze.

Per rendere l’idea del successo che ha avuto la serie basta sapere che  è stata tra i primi dieci programmi televisivi più seguiti negli Stati Uniti dalla sua seconda stagione alla quarta; in totale Dr. House è stato distribuito in 66 paesi,  ed è stato il programma televisivo più seguito al mondo nel 2008. Ma forse non tutti voi sanno cosa c’è dietro a questo incredibile successo.

10Dr House trae ispirazione da Sherlock Holmes

La serie trae ispirazione dai gialli del celebre detective Sherlock Holmes: in ogni episodio ha luogo un giallo diverso che il protagonista, attraverso le proprie capacità mediche e deduttive, deve districare basandosi su vari indizi, spesso poco evidenti.

Come se non bastasse in diversi episodi della serie tv, House viene mostrato a casa e il suo numero di appartamento è 221B, un omaggio al famoso indirizzo londinese di Sherlock Holmes, 221B Baker Street.

Ma la cosa ancora più strana è che Sherlock Holmes, a sua volta, era basato su un dottore che Sir Arthur Conan Doyle conosceva, il dottor Joseph Bell, la cui specialità era la diagnosi. Il riferimento è ulteriormente dichiarato quando, nell’episodio 11 della quinta stagione, Wilson si presenta in studio del Dr. House con il Manuale di Joseph Bell sulle Operazioni di Chirurgia come regalo di Natale.

Ma i riferimenti non finiscono qui. Infatti, quando lo staff di House inizia a chiedersi perché avrebbe buttato via il costoso regalo, un divertito Wilson inizia a inventare una storia su House  e sul suo brutto carattere conseguenza di un’infatuazione con una paziente di nome Irene Adler non contraccambiata e che il medico considererà sempre “la sua grande delusione e come quella che è fuggita”.

Riguardo invece ai casi clinici, la maggior parte sono tratti da una rubrica del New York Times dedicata ai casi clinici particolarmente problematici.

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