Dark-City-spiegazione

Sul finire degli anni Novanta, complici importanti cambiamenti tecnologici, culturali e sociali, una serie di film hanno riportato in auge la fantascienza distopica, offrendo visioni particolarmente cupe o illuminanti sulle possibili derive dell’umanità. Attraverso l’uso di allegorie più o meno criptiche, si è in particolare narrato della lotta dell’essere umano contro l’avvento del digitale, delle intelligenze artificiali e dei possibili pericoli che tutto ciò può rappresentare. Film come Il tredicesimo piano Matrix sono esemplari a riguardo, ma a questi si può accostare anche un altro titolo, talvolta dimenticato, quale Dark City (qui la recensione).

 

Uscito al cinema nel 1998, tale film è diretto da Alex Proyas, già distintosi per il cupo Il corvo, e che nel 2004 darà vita ad un altro classico fantascientifico come Io, robot. Anche ideatore e sceneggiatore del film, Proyas ha raccontato di essere partito, nel concepire la storia di Dark City, dai film noir degli anni Quaranta, intenzionato a dar vita ad un film simile a Blade Runner. Nel corso del processo di scrittura, però, il progetto si è trasformato radicalmente, mantenendo sì atmosfere da noir ma acquisendo aspetti distopici, quasi tendenti all’horror. Da questo punto di vista, Dark City ha anticipato di solo un anno molti aspetti poi presenti in Matrix.

I toni cupi e determinati aspetti filosofici che caratterizzano il film lo hanno tuttavia reso un’opera particolarmente complessa, sul momento mal recepita e poco compresa. Dark City si è infatti affermato come un clamoroso insuccesso, vedendosi rivalutato solo in seguito. Oggi è infatti considerato un valido esempio di quel particolare ramo della fantascienza al cinema che usa il genere per proporre riflessioni sul contemporaneo e numerosi sono i estimatori, tra cui si può annoverare anche Christopher Nolan, il quale ha indicato proprio Dark City come una delle fonti d’ispirazione per il suo Inception, in quanto film dove si suggerisce che il mondo intorno a noi potrebbe non essere così come ci appare.

Dark-City-cast

La trama e il cast di Dark City

In Dark City, una città virtuale perennemente avvolta dal buio fa da sfondo all’esistenza di uomini-cavie per gli Stranieri: alieni in grado, con la sola forza del pensiero, di ridisegnare l’esistenza, i ricordi ed il contesto di vita di migliaia di esseri viventi, i quali nel mentre sono vittime di un sonno autoindotto. Protagonista del film, all’interno di questo spaventoso contesto, è John Murdoch, un uomo affetto da amnesia che scopre di essere ricercato per omicidio. I suoi pochi e vaghi ricordi, però, gli suggeriscono che qualcosa non quadra. Deciso a risolvere l’intricato enigma, Murdoch, che scopre di possedere a sua volta poteri telecinetici, sembra inoltre essere l’unico in grado di opporsi al controllo psichico alieno e dunque a scoprire cosa c’è oltre le mura di quella città.

Ad interpretare il protagonista, John Murdoch, vi è l’attore Rufus Sewell, fortemente voluto dal regista in quanto volto non particolarmente noto del cinema. Per Proyas, infatti, era fondamentale che Murdoch fosse interpretato da qualcuno che non fosse preceduto dalla propria celebrità, coerentemente con la misteriosità del personaggio. Accanto a lui, nel ruolo dell’ispettore Frank Bumstead, vi è invece il premio Oscar William Hurt, il quale a detta del regista aveva compreso il film e i suoi temi meglio di chiunque altro. Jennifer Connelly, invece, recita nel ruolo di Anna, mentre Richard O’Brien e Bruce Spence sono rispettivamente Mr. Hand e Mr. Wall.

L’attore Kiefer Sutherland ricopre invece il ruolo del dottor Schreber. Originariamente, l’attore ha detto di aver pensato che la sceneggiatura fosse stata inviata per errore a lui invece che a suo padre Donald Sutherland. Schreber, in effetti, originariamente era stato scritto come un personaggio più anziano, ma il regista ha poi pensato che avrebbe funzionato meglio se fosse stato più giovane, un qualcuno che dunque ha ancora tutta la vita davanti a sé in un mondo però oscuro. All’inizio, però, Proyas non era molto convinto di Kiefer come interprete di Schreber, un personaggio molto impotante all’interno del film. Dopo averlo incontrato, però, ha completamente cambiato opinione a riguardo.

Dark-City-film

 

Il design e il significato di Dark City

Come anticipato, Dark City deve molto del suo fascino non solo alla complessa storia ideata da Proyas, ma anche all’atmosfera che emana attraverso il cupo design delle multiformi scenografie. Collaborando con lo scenografo Patrick Tatopoulos, Proyas ha infatti dato vita ad un ambiente che sembra richiamare le architetture tipiche dell’espressionismo tedesco e del film del 1927 Metropolis. “Il film si svolge ovunque e da nessuna parte allo stesso tempo. – ha dichiarato Tatopoulos – È una città fatta di pezzi di città. Un angolo da un posto, un altro da un altro posto. Quindi, non sai davvero dove sei. Un pezzo sembrerà una strada di Londra, ma una parte dell’architettura sembra New York, ma il fondo dell’architettura sembra di nuovo una città europea. Sei lì, ma non sai dove sei. È come se ogni volta che viaggi, ti perdi“.

Partendo da questo aspetto del film, risulta evidente come l’intento di base sia quello di ambientare il racconto in un ambiente cupo, che suscita allo stesso tempo sensazioni di familiarità e di estraneità. Un luogo che sembra uscito da un racconto di Franz Kafka, dove l’umanità è soggetta ad una realtà che si rivela essere il frutto di un inganno (proprio come avviene in Matrix). Il film trova dunque un forte legame nel mito della caverna di Platone, con Murdoch che tenta di scappare dalla città-caverna per conoscere il vero volto del mondo e poterlo comunicare ai suoi simili. Tuttavia, l’esito della sua missione rimane aperta a riflessioni anche contrastanti. Se per certi versi egli sembra riuscire a smascherare l’inganno, dall’altra la realtà che egli propone può realmente essere considerata “reale”?

Il trailer di Dark City e dove vedere il film in streaming e in TV

È possibile fruire di Dark City grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Questo è infatti disponibile nei cataloghi di Rakuten TV, Chili Cinema, Google Play, Apple iTunes e Amazon Prime Video. Per vederlo, una volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video. Il film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di giovedì 9 febbraio alle ore 23:20 sul canale Rai Movie.

Fonte: IMDb

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