golden globes 2019

La sera del 6 gennaio (la notte tra il 6 e il 7, qui in Italia) i Golden Globes 2019 apriranno ufficialmente la stagione dei premi. I riconoscimento della Hollywood Foreign Press Association (Associazione della Stampa Estera a Hollywood) sono da sempre gli apripista per un mese vorticoso di glamour, discorsi di ringraziamento e, ovviamente, premi che vedono Los Angeles e tutta la sua variopinta flora al centro dell’interesse del mondo dello spettacolo.

Da A Star is Born a Green Book, passando per Vice – L’uomo nell’ombra e La Favorita, sono tanti i film già riconosciuti di un certo valore con una o più nomination e sono tanti i globi d’oro da assegnare, nella serata che sarà condotta da Sandra Oh e Andy Samberg.

Già la coppia conduttrice della serata si preannuncia un inedito. I due attori sono un assortimento molto interessante che promette gag comiche (ovviamente studiate al millimetro) e siparietti che potrebbero non far rimpiangere le fulgide conduzioni di Tina Fey e Amy Poehler.

Per quello che riguarda i premi, è prevista, su Los Angeles, una pioggia di Golden Globes per A Star is Born, l’esordio dietro la macchina da presa per Bradley Cooper, che è nominato come attore drammatico, regista e, ovviamente, per il suo film in veste di produttore. L’attore che da poco ha compiuto 44 anni potrebbe, personalmente, andare via a mani vuote, con l’eccezione del premio al miglior film drammatico, categoria in cui A Star is Born sembra non avere rivali. Gli altri premi che invece sembrano già assegnati sono quelli a Lady Gaga come migliore attrice, con buona pace della splendida Glenn Close di The Wife – Vivere nell’Ombra.

Non c’è dubbio che la popstar che ha esordito sul grande schermo con il ruolo di Ally abbia consegnato al film e al pubblico una grande e intensa interpretazione, ma si tratta di un lavoro che va al di là del valore cinematografico, molto scarso, e va a inserirsi in quella categoria di film confezionati per il grande pubblico, le emozioni “facili” e, soprattutto, i premi. Non che sia un male in senso assoluto, ma si tratta del prodotto tipico che “ruba” il merito a lavoro più raffinati, come appunto è The Wife.

Golden Globes 2019: le nomination

Il Bradley Cooper regista, invece, perderà senz’altro, visto che condivide la categoria con Alfonso Cuaron, che gareggia con Roma, apprezzatissimo, ma anche con Spike Lee, che ha realizzato uno dei film più belli e duri della stagione, BlackkKlansman, mettendo a segno un risultato grandioso per il suo ritorno in sala. Il Cooper attore pure si scontra con mostri sacri, quali Willem Dafoe, alla performance della vita con il suo Van Gogh e Rami Malek, che sebbene abbia realizzato poco più che un cosplay perfetto di Freddie Mercury, sta ricevendo uno spazio e un plauso davvero immotivato.

Strano a dirsi, ma quest’anno la concorrenza sembra molto più agguerrita nella categoria Comedy/Musical in cui concorrono film del calibro di Vice – L’uomo nell’Ombra e di Green Book, oltre a La Favorita, Il Ritorno di Mary Poppins e buffi outsider come Crazy & Rich (Asian), commedia divertente sulla “lotta di casta” nella moderna Singapore. Chiaramente i film di McKay e di Farrelly sono i capolista, con La Favorita di Yorgos Lanthimos che ha molte chance di riuscire a portare a casa il premio alla migliore attrice, Olivia Colman, già Coppa Volpi a Venezia 75 per lo stesso ruolo.

Sarà invece molto divertente la lotta tra Christian Bale e Viggo Mortensen, entrambi sformati e molto ingrassati per interpretare i rispettivi personaggi, due figure storiche, uno artefice del “male nel mondo” moderno, l’altro virtuoso esempio di razzista convertito all’amore e alla tolleranza. Puntiamo tutto su Mortensen e sul divertente ed edificante personaggio portato sul grande schermo in Green Book.

Per qunto riguarda i migliori non protagonisti, i Golden Globes non separano le categorie, come per gli attori protagonisti, e quindi sembra inevitabile che da una parte Amy Adams conquisti il suo ennesimo globo per Vice (e magari anche un meritato premio Oscar, chissà), nonostante Regina King (Se la strada potesse parlare) sia in agguato, mentre Richard E. Grant possa sbaragliare la concorrenza con l’outsider Can You Ever Forgive Me?, che in Italia uscirà con il titolo di Copia originale, una specie di equivalente di Tonya dello scorso anno, che ha visto il meritato trionfo di Allison Janney.

Mentre la HFPA potrebbe comunque premiare lo sforso della Disney per aver riportato al cinema Mary Poppins, con il riconoscimento alla migliore colonna sonora, è plausibile che nella categoria miglior film d’animazione, questa volta, la spunti SONY con il suo magnifico Spider-Man: Un Nuovo Universo.

E per il milgior film straniero? Il 2018 appena trascorso è stato un anno ricco di film straordinari che si affolleranno tutti nella stessa categoria. Roma di Cuaron sembra essere il titolo favorito, ma anche Un affare di famiglia potrebbe conquistare il cuore dell’Associazione, così come ha conquistato il cuore di chiunque lo abbia visto. Considerata la qualità dei film in questa categoria, qualunque film premiato sarebbe meritevole (con l’eccezione di Cafarnao!).

Ecco di seguito le previsioni per i Golden Globes 2019

  • Miglior film drammatico: A Star is Born
  • Miglior film commedia: Green Book
  • Miglior Attore Protagonista – Drama: Willem Dafoe
  • Miglior Attrice Protagonista – Drama: Lady Gaga
  • Miglior Attore Protagonista – Commedia o Musical: Viggo Mortensen
  • Miglior Attrice Protagonista – Commedia o Musical: Olivia Colman
  • Miglior Attore Non Protagonista: Richard E. Grant
  • Miglior Attrice Non Protagonista: Amy Adams
  • Miglior Sceneggiatura: La Favorita
  • Miglior Film d’Animazione: Spider-Man: Un Nuovo Universo
  • Miglior Film Straniero: Roma
  • Miglior Colonna Sonora: Il Ritorno di Mary Poppins
  • Miglior Canzone Originale: Shallow – A Star is Born